Dopo il successo degli Avengers e dei Guardiani della Galassia, i Marvel Studios ci propongono un nuovo film basato su uno dei supergruppi di casa Marvel, riusciranno i Thunderbolts a replicare quanto di bene fatto dai loro predecessori? Noi di RedCapes abbiamo visto Thunderbolts* l’ultimo tassello della Fase 5 del MCU in uscita al cinema il 30 aprile e questa è la nostra recensione senza spoiler.

Dopo essersi ritrovati nel mezzo di una trappola mortale orchestrata da Valentina Allegra de Fontaine, questi antieroi disillusi dovranno affrontare una missione pericolosa che li costringerà a confrontarsi con gli aspetti più oscuri del loro passato. Si distruggeranno dall’interno oppure riusciranno a trovare la redenzione che cercano unendosi e trasformandosi in qualcosa di più grande, prima che sia troppo tardi?

Sin dalla comparsa dei cinecomic, l’obbiettivo dell’universo condiviso cinematografico era riuscire a portare sullo schermo, oltre che le avventure in solitaria degli eroi dei fumetti, anche i supergruppi di cui spesso fanno parte. Gli esempi migliori che vengono in mente sono gli Avengers, i Guardiani della Galassia, la Suicide Squad (James Gunn) quelli molto meno interessanti sono la Suicide Squad (di David Ayer), la Justice League (di Whedon) e le Birds of Prey. La formula migliore per la buona riuscita di questo tipo di film corale è riuscire a trovare la giusta chimica nella squadra e sopratutto riuscire in un paio d’ore a legare i personaggi facendo in modo che, pur conoscendosi da relativamente poco, i personaggi riescano a tenere l’uno all’altro senza per forza risultare forzati nella loro collaborazione e Thunderbolts* rientra senza dubbio nella prima categoria.

Sono passati diversi anni dall’ultima apparizione di Yelena Belova (Florence Pugh) nelle pellicole del MCU e il tempo purtroppo, non è stato clemente con lei. Pur avendo cercato di scendere a patti con il lutto di sua sorella Natasha e con il suo lavoro la nuova Vedova Nera non riesce a trovare il suo posto nel mondo e ad accettare il peso del suo passato.
Tuttavia Yelena non è la sola tormentata dal passato. Infatti tutti i personaggi di Thunderbolts*, chi più chi meno, sta vivendo un periodo turbolento della propria vita e saranno proprio quei traumi li aiuteranno a trovare il modo di collaborare.

Sarebbe però ingiusto pensare che Thunderbolts* sia solo un film d’azione. Infatti, senza premere troppo sull’acceleratore e rimanendo comunque un film d’intrattenimento per famiglie, la pellicola parla anche del problema della depressione che è un po’ il tema principale del film e il trauma da cui tutti i personaggi sono affetti e la risoluzione, per quanto semplicistica, è molto efficace e lascia passare il giusto messaggio su un problema che in tanti vivono e che in pochi riescono a superare.

Il cast del film è fantastico e molto ben amalgamato, Florence Pugh (Vedova Nera) , Wyatt Russell (USAgent) e Hannah John-Kamen (Ghost) grazie ai loro siparietti e battibecchi reggono completamente la pellicola supportati dal veterano Sebastian Stan ormai un’icona e colonna portante del MCU con il suo Bucky e dal sempre divertentissimo Red Guardian interpretato da David Harbour. Julia Louis-Dreyfus (Valentina Allegra De Fountaine) finalmente riesce a mostrare la tutta la sua bravura non avendo relegato il suo personaggio a dei semplici cameo e Lewis Pullman regala un ottima performance nei panni di Bob.

La sceneggiatura del film a cura di Lee Sung Jin, Joanna Calo e Eric Pearson funziona anche se il film ci mette un po’ a carburare ma, contando che stiamo parlando di un film corale e in cui viene raccontata la nascita di un nuovo supergruppo, è normale che all’inizio ci siano dei rallentamenti, sia per ripresentare tutti i personaggi sia per iniziare a creare i legami che poi li legheranno per il resto della pellicola. La regia di Jake Schreier invece è funzionale alla pellicola, senza particolari guizzi artistici, in linea con quasi tutte le pellicole del MCU. Unica nota che stona nel film è la CGI che, ancora una volta, nelle scene dove ce ne è un pesante uso, si dimostra ancora debole e non troppo convincente.

Per quel che riguarda le scene post credit, possiamo confermarvi che ce ne sono due, una mid credit e l’altra post.

Thunderbolts* è un film che funziona e intrattiene, forse non è perfetto o innovativo, ma ha un messaggio forte anche nella semplicità con cui il tutto viene esposto. Con un cast affiatato e ben amalgamato e dei dialoghi brillanti, la quinta fase del MCU si conclude con un buon film, cosa che non succedeva da diverso tempo.


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