È arrivato alla 78esimo Festival di Venezia il giorno di un altro grande film atteso anche dal grande pubblico, ovvero Ultima Notte a Soho, ritorno alla regia di Edgar Wright quattro anni dopo Baby Driver – se si esclude il bel documentario The Sparks Brothers che ha diretto e che è uscito nelle sale italiane i giorni scorsi. Quello di Wright è la seconda pellicola presentata fuori concorso al lido dopo l’attesissimo Dune di Denis Villeneuve presentato ieri in anteprima mondiale.

Ultima Notte a Soho è la storia di Eloise (Thomasin McKenzie), una ragazza con una passione per la moda e grande fan, al limite dell’ossessione, di Sandy (Anya Taylor-Joy), una cantante emblema degli anni Sessanta. La giovane avrebbe voluto incontrare il suo idolo, ma non essendo nata in quegli anni la cosa sembra impossibile. Eppure Eloise in qualche modo misterioso riesce a coronare il suo sogno e a incontrare Sandy, a quei tempi ancora una cantante in erba, rivivendo quel lontano decennio musicale. Purtroppo la Londra degli anni ’60 non è un ambiente tranquillo come Eloise ha sempre immaginato e la ragazza lo capirà a sue spese, quando il suo viaggio nel tempo inizierà ad avere terribili conseguenze.

Ultima notte a sohoQuesto nuovo film era molto atteso dai fan del regista inglese, soprattutto per il tipo di taglio che voleva dare alla storia: infatti Wright aveva spesso dichiarato, parlando di Ultima Notte a Soho, di volersi distaccare dai suoi lungometraggi precedenti, pieni di ironia e azione, ed infatti, fin dai primi dettagli emersi e dal trailer, si era ammirato un taglio decisamente diverso rispetto ai precedenti lavori, sintomo che davvero Wright si stesse allontanando dalla propria comfort zone per muoversi verso direzioni precedentemente inesplorate.

Edgar Wright, dopo aver concluso ormai quasi dieci anni fa la sua trilogia del cornetto e aver realizzato un action più nelle sue corde, si dedica qui al thriller/horror con un progetto molto suo e che è perfettamente legato al tipo di cinema che ha sempre realizzato, mettendo insieme commedia e molto sano divertimento. Per la prima volta il suo cinema prende una direzione anche più matura forse rispetto al passato: troviamo infatti intuizioni e situazioni registiche che Wright non avrebbe mai potuto mettere in atto se non avesse realizzato i suoi precedenti lavori, e che portano questo Ultima Notte a Soho ad essere anche uno dei suoi lavori più personali e quello con il maggior numero di colpi di scena, seppur alcuni forse un po’ telefonati.

Ad interpretare la protagonista troviamo Thomasin Mackenzie, conosciuta per il suo ruolo in Jojo Rabbit e presente in questo Festival anche con un piccolo ruolo nel film Il Potere del Cane di Jane Campion, che risulta essere veramente credibile e brava, con una serie di sfaccettature attoriali che confermano tutto il talento e le capacità di questa giovane attrice appena ventunenne. Ad affiancarla troviamo un’altra giovane promessa cinematografica, anche se ormai andrebbe etichettata probabilmente come astro nascente, ovvero Anya Taylor-Joy, anche lei azzeccatissima per il ruolo e perfettamente in grado di poter recitare anche con un personaggio che ha pochissime battute ed una caratterizzazione molto parziale, una scelta voluta in fase di sceneggiatura che non risulta essere un limite, anzi. Da citare anche le performance di Terrence Stamp e Diana Rigg, due attori decisamente navigati rispetto alle giovani colleghe, ed entrambi calati molto bene nei propri personaggi.

La sceneggiatura è davvero particolare: se si ripensa al fatto che Wright aveva paragonato il film a Repulsione di Roman Polanski e A Venezia… un dicembre rosso shocking di Nicolad Roeg, possiamo dire che il regista ha azzeccato pienamente i lungometraggi a cui si era ispirato; la trama è intrecciata in un modo giusto e la regia accompagna alcune follie visive dando un’idea ancora più forte che eleva ancora di più il livello, già altissimo, della pellicola.

Possiamo concludere dicendo Ultima Notte a Soho, nuovo lungometraggio del regista inglese, è un perfetto esempio di cinema pop horror che riesce davvero a mettere in ansia lo spettatore, a far paura più della media degli horror che si vedono negli ultimi anni, a divertire e a far riflettere anche su diversi temi legati anche al movimento #metoo che vengono trattati molto meglio rispetto ad altri film dedicati unicamente al tema. Edgar Wright si dimostra ancora una volta un grande autore contemporaneo che ama il cinema e che lo fa amare ancor di più allo spettatore quando vede i suoi lavori. Assolutamente consigliata la visione quando uscirà il prossimo 4 novembre nei cinema nostrani.


Ultima Notte a Soho di Edgar Wright sarà disponibile dal 4 novembre nei cinema italiani. Di seguito il trailer del film:

RASSEGNA PANORAMICA
Ultima Notte a Soho
8,5
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Ho 23 anni, vivo a Perugia e studio a Roma. Dirigo, scrivo e produco cortometraggi per la Nostalghia Prod., società di produzione da me creata e diretta. Ho all' attivo 16 cortometraggi diretti da me, oltre che altri 16 solamente prodotti. Scrivo e collaboro per RedCapes.it da Gennaio 2019.
ultima-notte-a-soho-il-pop-horror-di-edgar-wright-recensione-venezia-78Ultima Notte a Soho, nuovo lungometraggio di Edgar Wright, è un perfetto esempio di cinema pop horror che riesce davvero a mettere in ansia lo spettatore, a far paura più della media degli horror che si vedono negli ultimi anni, a divertire e a far riflettere anche su diversi temi legati anche al #metoo che vengono trattati molto meglio rispetto ad altri film dedicati unicamente al tema. Il regista inglese si dimostra ancora una volta un grande autore contemporaneo che ama il cinema e che lo fa amare ancor di più allo spettatore. Assolutamente consigliata la visione quando uscirà il 4 novembre nei nostri cinema.

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