Alla settantottesima edizione del Festival di Venezia è presente anche Netflix, con ben due film, ossia È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino e Il Potere del Cane (The Power of the Dog), diretto da Jane Campion e che ha già avuto il suo spazio alla Mostra. La regista torna al cinema dopo dodici anni dall’ultima volta, visto che il suo ultimo lavoro, Bright Star, è appunto datato 2009. Per questo suo ritorno ha intrecciato le forze dunque con Netflix e si è affidata a Benedict Cumberbatch e Kirsten Dunst come protagonisti della sua pellicola. Il film, si evidenzia, è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Thomas Savage, edito nel 1967. Come spiegato dalla stessa Campion, lei è rimasta tanto affascinata dal libro, al punto di sentirsi la persona giusta per portarlo al cinema. Il titolo arriverà poi in streaming a partire dal 1° dicembre, con un passaggio nel mese di novembre in alcuni cinema selezionati.
Nel 1925, nel Montana, il ranch più grande della vallata è gestito da Phil Burbank (Benedict Cumberbatch) e suo fratello George (Jesse Plemons). I due sono diametralmente opposti: Phil è freddo e scostante, George invece di buon cuore e affabile. Quando il secondo si sposa con Rose (Kirsten Dunst) e la donna arriva con suo figlio al ranch, Phil deciderà di intraprendere una vera e propria crociata contro di lei, ma qualcosa in lui sembra esser destinato a cambiare.
Il Potere del Cane è un film assolutamente interessante. Difficilmente si poteva immaginare un ritorno migliore per Jane Campion, che con questo lavoro dimostra, anzi conferma tutta la sua bravura nel trasmettere attraverso le immagini una potenza visiva e narrativa. La pellicola, infatti, si racconta attraverso le immagini che fanno realmente da padrone. La Campion è una delle registe più brave in circolazione e lo si può capire dalla splendida fotografia e dalla messa in scena praticamente ineccepibile. Non a caso, infatti, i personaggi parlano veramente poco, proprio perché si vuol dare più spazio alle immagini, che così riescono a far sentire le loro “voce”.
Se dal punto di vista della realizzazione e della tecnica, Il Potere del Cane è una vera e propria gioia, lo stesso purtroppo non si può dire per il versante narrativo. Sia chiaro, la sceneggiatura non ha buchi di trama e non soffre di particolari ingenuità. Ciò che sembra essere un problema è il taglio che è stato dato allo storytelling, che finisce per risultare eccessivamente esterno rispetto ai fatti raccontati. L’approccio della narrazione lo si potrebbe definire freddo e il pubblico dunque potrebbe far fatica a empatizzare con i personaggi. Insomma, la fruizione, trattandosi comunque di un film lento, potrebbe risultarne un po’ bloccata.
Sono già indelebili, invece, alcune delle interpretazioni del cast. Kodi Smit-McPhee è autore di una prova convincente, che dimostra il talento di un giovane attore che avrà certamente un futuro roseo dal punto di vista della carriera professionale. Bravissima anche Kirsten Dunst, che nell’ultimo periodo era un po’ sparita dai radar del grande schermo e offre una prova assolutamente non scontata. L’attrice recita col corpo perché tra i vari personaggi è quella che parla di meno e riesce comunque a trasmettere molto. Il suo è un grande ritorno, in pompa magna, con un’interpretazione fantastica. Quello di Rose è un gran bel personaggio, quasi importante per la figura femminile e la Dunst sembra esserne consapevole per tutta la sua performance. Chi ormai, invece, non dovrebbe stupire più, eppure riesce a farlo ogni volta, è Benedict Cumberbatch: nel corso degli anni ci sono state più volte dimostrazioni della sua bravura, eppure anche questa volta è riuscito a superarsi. Questa è forse la sua interpretazione migliore ed è al tempo stesso strano e assurdo come lui riesca, prevalentemente con il suo portamento, a mettere in scena un personaggio duro e rude ma che è anche in grado di essere dolce. Cumberbatch in tutto questo è sopraffine e sarà con altissime probabilità un candidato alla Coppa Volpi, ma anche agli Oscar.
Il Potere del Cane è un film assolutamente promosso sotto diversi punti di vista, in special modo quello visivo e attoriale, che sono i due pregi maggiori della pellicola. Un po’ sottotono, per quanto comunque non si stia parlando di un giudizio negativo, il versante della scrittura, che risulta troppo fredda, se messa in relazione con ciò che si sta raccontando. Si è davanti ad un bel film, che però, con alcuni accorgimenti, poteva diventare un grande film. Tuttavia, Il Potere del Cane verrà sicuramente apprezzato ed è assolutamente in corsa per aggiudicarsi almeno un premio tra la Coppa Volpi e il Leone d’argento per la miglior regia, in attesa che il grande pubblico possa posare gli occhi sull’ultima perla di Jane Campion che, ancora una volta, si conferma una regista talentuosissima.
Il Potere del Cane sarà disponibile in cinema selezionati a novembre e su Netflix a partire dal 1° dicembre. Di seguito, il trailer ufficiale del film:















