Di apocalissi zombie ne abbiamo viste, lette e videogiocate una quantità praticamente infinita: dai film sugli zombie di Romero a The Walking Dead di Kirkman, passando per Resident Evil o Days Gone, il tema dell’umanità contro orde di altri umani divenuti mostri è stata declinata nelle salse più disparate, assurgendo di volta in volta a critica sociale o manifesto di speranza, con variazioni sul tema più o meno sensate e coerenti. In questo calderone di opere prese da vari media, possiamo inserire, senza alcun dubbio, Voraci, nuova opera scritta da Cristophe Bec e disegnata da Stefano Landini, edita originariamente in Francia da Glénat e portata in Italia da Saldapress.

Siamo nel 2025, il mondo è leggermente diverso da come ce lo aspetteremmo, ma nemmeno più di tanto, con il subcontinente indiano che è diventato una federazione di stati indipendenti ed un morbo, il Kuru, che colpisce il cervello degli uomini rendendoli, di fatto degli zombie cannibali. Una squadra di soldati prende parte ad una spedizione organizzata dai Caschi Grigi, con lo scopo di portare a termine una missione umanitaria, che si rivelerà essere invece molto meno nobile e destinata al bene di pochi potenti.

 

In questo scenario, conosciamo alcuni dei membri della spedizione: il caporalmaggiore Maria Osawa, voce narrante della vicenda, il sergente maggiore Sanderos, a capo della spedizione, il caporale Raffaele, addetto alle comunicazioni ed il caporale Lambert, descritto da Osawa come “l’intellettuale del gruppo”. Il convoglio, diretto a Nuova Dehli attraverso il Deserto del Thar, in un viaggio lungo 1300 chilometri, dovrà affrontare la minaccia dei Voraci che, pur sembrando dei classici zombi, scopriremo essere meno animaleschi e istintivi rispetto al classico non morto, e molto più intelligenti ed organizzati, tanto da risultare particolarmente ostici da affrontare anche per un manipolo di soldati dalla grande esperienza.

VoraciVoraci si distingue fin da subito come un’opera che, partendo dal più classico incipit della minaccia zombie, riprende quel ruolo di critica sociale che è stato uno degli elementi chiave dei film di Romero e, nel farlo, aggiunge quel qualcosa che, frutto di un’evoluzione nel concetto stesso dello zombie, abbiamo già visto in altre opere: gli zombie, o in questo caso i Voraci, non sono una massa di corpi rianimati poco più che in grado di camminare e uccidere, ma sono quasi senzienti, hanno capacità intellettive che li rende in grado di escogitare piani e prendere decisioni, il che li rende, ovviamente, una minaccia ben peggiore di una qualsiasi orda di cannibali rianimati.
La scrittura di Bec è secca, tagliente e alterna dialoghi rapidi e poco prolissi a didascalie altrettanto efficaci che, con poche parole, catapultano il lettore nella vicenda e mostrano l’evolversi di una situazione che nasce come un road horror fatto di fughe e sparatorie, per poi diventare un racconto sulla disperazione e sulle scelte, su quanto l’umanità possa essere contemporaneamente animata dalla razionalità, almeno fino a quando non sopraggiunge la disperazione e ci si trova di fronte alla fine. Ed è di fronte alla fine che si prendono decisioni che, giuste o sbagliate che siano, ci definiscono.

Volendo trovare un difetto al lavoro dello scrittore francese, ma un difetto che non sarà tale per ogni lettore, ma solo per quelli che sentono l’esigenza di maggiori approfondimenti, possiamo segnalare che Bec non si prodiga in eccessive spiegazioni, lascia molti elementi sottintesi, quasi a voler far decidere e capire ai lettori quale sia la verità che ci sta raccontando: così come le decisioni prese dai protagonisti lungo il viaggio non possono essere etichettate perentoriamente come giuste o sbagliate, ma sono frutto della reazione di ciascuno di essi agli eventi, così lo scrittore lascia che il lettore legga tra le righe decidendo chi sia davvero il malvagio e chi il buono, ammesso che ci si possa ancorare ad una banale suddivisione del genere di fronte ad uno scenario apocalittico in cui gli istinti si scontrano con la razionalità.

E’ poi nella parte puramente visiva che Voraci si eleva ancora di più: Stefano Landini opta, come ormai, dopo The Walking Dead, sembra quasi una sorta di obbligo in una storia di zombie, per un fumetto raccontato a mezzetinte, con i continui contrasti tra il nero e i toni di grigio a dare un’incredibile espressività alle scene realizzate dal disegnatore emiliano. Landini che sceglie, tra l’altro, una composizione della tavola quasi sempre molto regolare, che aiuta a scandire un ritmo quasi sempre forsennato, con pochissime pause, con un senso di minaccia costante e pressante. E non è tutto: per Voraci, l’artista fa sfoggio di un grande studio in fatto di elementi legati al mondo militare, con un realismo ed una fedeltà totale a uniformi, armi e mezzi, un realismo che risalta anche nelle scene d’azione e nelle moltissime sparatorie ed esplosioni che accompagnano il viaggio di Osawa e compagni. Non possono poi mancare le ovvie citazioni all’immaginario cinematografico sia a tema zombie che a tema militare, ma lasciamo ai lettori il piacere della scoperta.

Voraci, di Christope Bec e Stefano Landini, è un thriller militare, una critica sociale ed una riflessione sulla razionalità che sfrutta la più classica delle apocalissi zombie come scenario per raccontare la propria storia. Lo scrittore francese imbastisce una trama ricca d’azione, con personaggi ben costruiti, impreziosita dai toni di grigio e dal ritmo frenetico nella sua regolarità dello storytelling di Landini. Un volume perfetto per chi ama il giusto mix tra azione e devastazione, sia fisica che psicologica, e per chi cerca un’opera visivamente super convincente ed efficace. E, ovviamente, per chi non può fare a meno della consueta dose di mostri umanoidi golosi di esseri umani.


Voraci di Christophe Bec e Stefano Landini è ora disponibile per SaldaPress al prezzo di 19,00€.

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