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[Esclusiva] Intervista a Daniele Fabbri – Gesù, il Duce e Il Piccolo Fuhrer

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 30 gennaio 2017
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Nella giornata di Sabato, durante l’incontro con Daniele Fabbri, abbiamo avuto il piacere di intervistare l’autore della Trilogia di Gesù, V for Vangelo e Quando C’era LVI.
L’evento, organizzato in collaborazione con gli amici di Geek Area, si è tenuto allo Star Shop di Perugia.


Per rompere il ghiaccio presentati, chi è Daniele Fabbri?

Daniele Fabbri è il vero nome di Daniele Luttazzi, che è il nome che ho coniato quando ho iniziato a fare la carriera di comico, l’ho deciso perché il mio vero nome somiglia molto a Giletti e quando iniziavo a fare le prime esperienze nel mondo della comicità, l’idea che mi si potesse chiedere “ma te sei parente di Massimo Giletti?” e la diffusione dell’idea errata che io fossi parente con quest’ultimo nel mondo dello spettacolo mi ha fatto dire “va bene bisogna fare come tanti e trovare un nome d’arte” siccome questa cosa non lo sanno in molti, si è fatto strada l’idea, poi ad un concorso a cui ho partecipato, c’era un certo S. Fabbri che non si è presentato e allora mi sono detto “quasi quasi approfitto di questa cosa e dico che la S è un errore e mi chiamo Daniele” alla fine partecipo al concorso e vinco e quindi lo prendo come una sorta di portafortuna. Nello specifico Daniele Fabbri è l’autore di alcuni fumetti come la trilogia tecnologica di Gesù, terminata con il quarto volume che è V for Vangelo e lo sceneggiatore di Quando c’era lui, fatidico fumetto che è arrivato alla fine, con mia grande soddisfazione e attesa da parte della gente, con feedback per ora positivi.

Com’è nata la tua collaborazione con Stefano Antonucci?

Noi veniamo da un magazine satirico che facevamo su internet, ScaricaBile, in cui collaboravamo con un’altra ventina di autori satirici, lui era il creatore e grafico del progetto. Io ero un autore di testi, non avevo mai scritto fumetti in vita mia. Quando questa esperienza si è conclusa , io e Stefano abbiamo pensato di fare un fumetto che poi è stato il primo numero della saga di Gesù che risale al 2012, quando abbiamo partecipato alla fiera come autori autoprodtti. Dal 2012 poi abbiamo fatto un fumetto all’anno e poi è subentrata la collaborazione con Shockdom, che ha fatto la raccolta della trilogia di Gesù, ha prodotto V for Vangelo e ci ha prodotto questa serie su Mussolini.

Dopo il grande successo della Trilogia di Gesù, abbiamo il ritorno del Duce in “Quando c’era LVI”, innanzitutto come vi è venuta l’idea di realizzare un fumetto su Mussolini?

Fondamentalmente perché Mussolini è una sorta di supereroe che sta tornando in auge nel nostro periodo in pieno stile DC Comics, che sta tentando di riportare in auge certi vecchi personaggi. Mussolini è uno dei supereroi un po’ dark che sta tornando di moda a livello narrativo e culturale qua in Italia e dato che noi siamo per la distruzione dei miti, ci è venuto in mente di poter fare una storia che mostrasse quanta è la distanza tra il personaggio e quello storico.

Oltre alla comicità, i vostri fumetti toccano temi molto importanti in modo non convenzionale, questo vi ha creato problemi (Tralasciando il fatto della Coca-Cola)?

Problemi no. Più che altro gente che protesta su internet , ma la gente protesta su internet anche per le polpette Vegane, problemi veri non ne abbiamo avuti fondamentalmente, abbiamo avuto più problemi con la pubblicazione dei fumetti su Gesù. A parte l’episodio casa pound, ma credo sia da imputare al fatto che al contrario della religione difendere un personaggio come Mussolini risulta difficile. Qualcuno sui giornali ne ha parlato male, dandoci degli autori senza coraggio.

Te e Stefano avete iniziato dalle autoproduzioni, come vedi il mondo della autoproduzione in italia e com’è stata la tua personalissima esperienza in questo mondo?

Per quanto ci abbia navigato poco e per caso,ora mi trovo spesso nelle fiere a fare un giro per le zone autoprodotte, dove vedo un sacco di idee e sopratutto penso che la gente che si impegna e si che fa carico totalmente di tutto il processo che va dalla scrittura alla distribuzione fino al cliente finale sia da lodare, una cosa che noto in certi casi, senza giudicare male, spesso e volentieri chi fa fumetti autoprodotti si preoccupa meno di quello che sta facendo, dimenticandosi che un fumetto lo vendi anche per come appare, chi si mette in prima persona ad autoprodursi spesso queste cose le tralascia e lo dico dal basso della mia esperienza, perché queste sono le cose che curava Stefano, che oltre ad essere il disegnatore si occupava di grafica e rapporti con l’editoria, il nostro fumetto si è venduto sin da subito proprio perché era un fumetto di qualità ancora prima che iniziassi a leggere la storia e questa è una cosa che nella zona delle autoproduzioni, c’è meno di quanto dovrebbe, anche se in questi ultimi 5/6 anni c’è stato un cambiamento di questa tendenza e penso che chi vuole fare il fumettista dovrebbe provare almeno una volta nella vita perché impari tante cose che ti serviranno per quando diventerai un professionista.

Tutti i fumetti possono essere belli ma la parte che porta a vendere il fumetto è la comunicazione e la presentazione, per questo chi fa autoproduzione deve sapere che fa la differenza una copertina bella chiara, attira molto più del contenuto, sopratutto quando devi farti notare.

Quali sono i tuoi progetti futuri nel mondo del fumetto ed anche Extrafumetto (d’altronde fai anche spettacoli comici)?

Io e Stefano abbiamo in mente dei progetti relativi al filone della stira politica, abbiamo anche un’altro paio di soggetti su Gesù e poi qualche altra cosa, abbiamo idea di usare come spunto la trinità dei valori in Italia ossia Dio,Padre e Famiglia, i primi due li abbiamo fatti ci manca la famiglia. Per quanto riguarda il mio lavoro personale come attore anche per produzioni televisive, mi sto concentrando sulla creazione di un canale YouTube contenitore dove inserirò la mia produzione comica degli ultimi anni, che userò anche per farmi conoscere. Ho anche iniziato da pochissimo a fare anche spettacoli in inglese, la mia idea è infatti quella di unire le mie due passioni, la comicità e i viaggi, quindi mi piacerebbe un sacco fare esperienze varie in giro per il mondo, scoprendo come è intesa la comicità anche nel resto del mondo. Quindi la trasposizione dei monologhi in un’altra lingua ti fa capire cosa in Italia fa ridere e cosa negli altri paesi non funziona o fa ridere in un altro modo. In una serata che ho fatto a Londra , ho messo una battuta su Gesù e questa ha fatto ridere poche persone e non sapevo il perché. Poi ho parlato con un ragazzo e mi ha detto una cosa che non pensavo per nulla, in quella sala non era detto che la gente sapesse che Gesù è morto a 33 anni , perché quella che nel nostro paese è una barzelletta che sanno anche i bambini non è detto che negli altri paesi la capiscano, perché manca il riferimento. Dover entrare in un altro paese dove la cultura non è la tua ti porta a fare un lavoro di ricerca molto figo che ti apre moltissimo la mente e ti riempie di modi di pensare totalmente diversi da quelli a cui sei abituato.

Per tornare in tema “Quando C’era LVI”, ci hai detto che usciranno progetti collegati a questo fumetto, dunque uscirà Il Piccolo Führer?

Allora, vabbeh l’abbiamo detto, si, uscirà, sarà qualcosa di diverso da quello che abbiamo pubblicizzato perché quando abbiamo proposto le prime “bozze” era una cosa goliardica, poi ci siamo detti, perché no, facciamolo. Forse non avrei dovuto dirlo, l’abbiamo detto un po’ in giro, non sappiamo quando, ora abbiamo solo in mente di preparare la raccolta di “Quando c’era LVI”, in uscita ad Aprile, ma uscirà.

Ultima domanda, che cosa vuol dire per te essere un autore di fumetti?

Non mi considero ancora un autore di fumetti, o per lo meno non mi considero un autore di fumetti come lo intendo io, per ora ho avuto la fortuna di pubblicare solo miei progetti ,che tutti all’inizio nascevano da un’idea autoprodotta e non tutti hanno questa fortuna, poi io faccio fumetti satirici, sono una nicchia, quindi io mi riterrò un vero autore di fumetti quando pubblicherò un fumetto più complesso diverso da quello che ho fatto fin ora, per ora mi considero un semi pro. Però è molto interessante. Credo che il mondo del fumetto sia uno dei pochi settori artistici che qua in Italia e in Europa sia in crescita a livello di Interesse culturale e credo che il linguaggio dei fumetti abbia un grande vantaggio , d’altronde lo trovo un linguaggio molto libero nonostante sia il più fruibile che c’è, mi trovo a poter dire quello che penso quasi solo in questo medium, più che negli altri dove mi cimento. Lo trovo stimolante, l’unico limite è dato dal mezzo, anche le cose più spinte le abbiamo potute inserire mentre se lavori in Televisione certe cose ti vengono proibite ancora prima che tu possa pensarci o proporle e sapere che questa libertà risiede in un settore in crescita è incoraggiante ,spero che i giovani grazie al lavoro che stiamo facendo noi si sentano legittimati a fare certe cose. Prima che noi facessimo quei fumetti su Gesù, in Italia ci stava solo Don Zauker che faceva quel tipo di satira Religiosa e lo faceva senza mettere al centro personaggi religiosi e come Don Zauker ha incentivato noi a fare qualcosa , a noi piacerebbe che altre persone si sentissero incoraggiate a fare questo tipo di fumetti, d’altronde ho sempre avuto l’idea che la satira in Italia fosse un po’ una nicchia in Italia e che in pochi apprezzassero questo tipo di comicità e vorrei che più gente le facesse queste cose, perché sopratutto a me queste cose non piace solo farle ma anche leggerle, quindi più gente le fa, più io mi diverto.

Grazie di averci concesso questa intervista.

Grazie a voi e un saluto ai lettori di RedCapes.it


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