Il 12 Febbraio, J-Pop ha portato in Italia, 17 Anni, serie in 4 volumi ispirata a dei fatti realmente accaduti alla fine degli anni ‘80 in Giappone.

Nel manga, seguiamo Hiroki Marukakawa e Takahashi, che si ritrovano a far parte di una gang guidata dal teppista: Miyamoto. I due si troveranno così coinvolti in vari atti violenti fino all’escalation che inizierà con il rapimento e lo stupro di Sachiko, una loro coetanea.

Seiji Fujii e Yoji Kamata ripercorrono il fatto di cronaca nera che scosso il Giappone nel 1988 e che vedeva in maniera similare a quanto appare nel fumetto un gruppo di giovani ragazzi, rapire e seviziare una loro coetanea. Il fumetto è narrato dal punto di vista di Miki, sorella di Sachiko e vera eroina della storia. Miki è il personaggio a cui il lettore si stringe e che sente così vicino da poter percepire le paure e le ansie di una continua ed infruttuosa ricerca della sorella e successivamente della verità sull’accaduto. La giovane si troverà ad avere a che fare con complici reticenti, poliziotti poco interessati alla vicenda e anche un disinteresse della popolazione adulta per i propri giovani incredibilmente irresponsabile e pericoloso, che non solo ha generato questi mostri ma li ha anche lasciati liberi di agire senza controllo. Quando finalmente inizieranno a cadere le crepe, ossia la fiducia stessa della ragazza nella società, anche il lettore si troverà a scoprire una inquietante realtà dove l’apparenza stava prendendo un importantissimo spazio nella generale opinione pubblica molto più che la stessa verità.

La polizia stessa, seppur non completamente in difetto con la ragazza, di fatto Miki trova un’alleato nell’ispettore della stazione di polizia di Chiba Nord, non ne esce bene, sopratutto con tutte le volte che avvenimenti così tragici le passano sotto agli occhi senza poter far nulla. Ma sicuramente chi ne esce anche peggio è in generale la società Giapponese che non si è curata di segnali, comportamenti e anche atti espressi dai ragazzi. I Genitori quando poi verranno confrontati dalla realtà si troveranno nella situazione di dover piangere per i loro figli, ma anche per loro stessi, di fatto, non è il pentimento delle famiglie a generare notizia, quanto più un caso, ossia la presenza di Miki nella stanza dei rapitori al momento dell’arrestare a continuare a gettare fango sulla faccenda dipingendo una realtà oscura, ma un pò più positiva di quello che in realtà è stato l’atto criminoso.

Nel momento di maggiore trionfo di qualsiasi storia crime, vi è la legge, che col suo pugno duro colpisce i colpevoli ed in parte cerca di arrecare chiusura al danno, ma qui non avviene, né nella realtà, né nel fumetto. Davanti ad una piena collaborazione uno dei ragazzi viene lasciato libero, seppur per sempre macchiato da quel caso orrendo, ed altri due liberati pochi anni dopo, dopo aver mostrato un pentimento non reale e dimostrandosi come invece delle subdole bestie. Non ci sono dunque eroi e cattivi in questa storia, ma solo persone distrutte e malvagi predatori che hanno solo interesse al male e che di pentimento ne mostrano ben poco, anche quelli marginalmente coinvolti.

Come si evince in più istanze, non è venuta solo a mancare il controllo delle prefetture ma anche quello degli educatori, sempre più, ora, di più rispetto che allora, deputati ad educare e portare su una corretta via i ragazzi affidati alle loro cure. Normalmente si penserebbe proprio che in quanto insegnante siano loro i primi a prendersi responsabilità o almeno cercare di riparare il torto e riportare la situazione ad una di quieto vivere tramite mirati interventi, ma così non è, infatti, si viene a creare una situazione di generale insabbiamento che aggiungerà oltre al danno alla povera Sachiko, anche la beffa alla sua eroina Miki.

Fuji e Kamata non prendono completamente il fatto di cronaca, ci si ispirano, per raccontare una diversa versione degli eventi che comunque in maniera distruttiva e potente racconta uno spaccato di una società che stava cambiando, ma che ancora doveva adeguarsi dal punto di vista sociale, lasciando dietro persone più deboli in preda a veri predatori. Se nel manga si ha un effettivo lieto fine, amaro, ma pur sempre lieto, nella realtà questo non avviene e ciò a dimostrare ancora una volta, quando qualche volta, la narrativa necessiti di discostarsi dal reale, non per raccontare una storia più avvincente ma perché non si riesce ad accettarla così crudele come in realtà si presenta agli occhi di tutti. E’ importante ed allo stesso tempo difficile arrivare alla fine di questo fumetto, sia per la potenza visiva messa in gioco, sia per la storia che non mancherà di tirare vari colpi allo stomaco del lettore. Insomma, se avete un bel fegato consiglio vivamente questa storia, ma se siete facilmente impressionabili, cercate di valutare molto bene l’acquisto.

RASSEGNA PANORAMICA
17 Anni
8.0
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Luca Brindani
Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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