Arriva oggi, direttamente per il mercato digitale, su Disney+, Artemis Fowl, nuova pellicola diretta dal regista e attore Kenneth Branagh, tratta dai dai primi due volumi della saga scritta dallo scrittore irlandese Eoin Colfer, con protagonisti: Colin Farrell, Ferdia Shaw, Josh Gad e Judi Dench. Il film, come molti altri in questo periodo, sarebbe dovuto uscire al cinema, ma vista l’emergenza sanitaria Disney ha deciso di renderlo disponibile da subito sulla sua piattaforma streaming. Scoprite con noi se la pellicola è riuscita a convincerci.

Il film di Branagh copre l’arco narrativo dei primi due romanzi della lunga saga letteraria: rispettivamente “Artemis Fowl” e  “Artemis Fowl – L’incidente Artico” del 2001 e 2002 pubblicati in Italia da Mondadori. Artemis Fowl (Ferdia Shaw) è il figlio di Artemis Fowl Senior (Colin Farell), giovane genio a ragazzo assolutamente sveglio e creativo che dopo la scomparsa del padre, ricco uomo d’affari e trafficante d’arte, dovrà fare i conti con la scoperta di un mondo che credeva esistere solo nelle pagine dei libri, popolato da numerose creature come elfi, fate, troll e goblin che hanno a che fare con la misteriosa scomparsa del padre. Aiutato da un gruppo di alleati alquanto particolari il giovane Artemis inizierà un’avventura che lo porterà a scoprire di più sulla sua storia e su sé stesso in una battaglia senza esclusione di colpi.

L’ultima pellicola di Kenneth Branagh attinge alla vasta materia letteraria di Eoin Colfer, ma decide da subito di discostarsi per creare un prodotto che si regge sulle sue gambe, facendo sempre riferimento però all’opera primaria. Pur raccontando le vicende dei primi due romanzi, Artemis Fowl, decide di mescolare le carte in gioco e inserire nella narrazione cinematografica elementi dei primi due libri non in modo cronologico, ma sovrapponendo gli eventi che nei romanzi avevano un prima e un dopo. Una mossa astuta e che potrebbe funzionare soprattutto per tutti i neofiti della storia, gli amanti di lunga data della serie potrebbero invece storcere il naso. Ci si trova effettivamente di fronte ad una sorta di prequel della storia, davanti ad una scintilla che da il via a tutto. Artemis Fowl non è stato un progetto semplice e non ha avuto una vita facile. Basti pensare che i primi diritti del film erano stati acquistati già nel 2001 (subito dopo l’uscita del primo romanzo) da Harvey Weinstein, ma il film non fu mai realizzato. Da quel momento non si sentirono più voci su un probabile ritorno in auge di un prodotto cinematografico fino al 2019 quando fu incaricato proprio Branagh come regista del progetto. Dopo molti slittamenti a causa dell’acquisizione di Fox da parte della Disney il film fu ulteriormente rimandato, fino ad essere stato inserito su Disney+ proprio a causa della pandemia da Covid-19. Continui rimandi e cambi di casa di produzione si sono inesorabilmente riversati sulla riuscita finale del prodotto che pur essendo godibile e d’intrattenimento non è esente da alcuni difetti di forma.

A partire dal montaggio che pur essendo incalzante e pulito, sembra tagliare e distorcere i tempi della narrazione, quasi come fossero un singhiozzo; complice di questo anche una sceneggiatura, che pur di inserire il maggior numero di informazioni tratte dai libri, risulta a tratti confusionaria e forzata con l’intento di spingere il film in una direzione ben precisa pur di rifarsi ai romanzi di Colfer. Questa velocità oltre ad essere negativa per lo svolgimento della trama va anche a discapito dei personaggi che vengono rapidamente presentati o addirittura messi sullo sfondo come semplice presenza, per esempio la nipote del maggiordomo di casa Fowl: Alfred o numerose creature che popolano la città più importante del Regno sotterraneo Cantuccio, che pur avendo una discreta estatica, ben lavorata in CGI, non risultano interessanti perché solo da contorno. La regia stessa non si compone di chi sa quale artifizio, anzi rimane piuttosto anonima per dare spazio all’avventira e all’azione. Buono il comparto sonoro e fotografico, specialmente nel mondo sotterraneo di Cantuccio. Se pur non vi è una particolare descrizione dei luoghi e degli ambienti, quello che risalta subito all’occhio è la creazione della città sommersa. Cantuccio ha un’estetica che ricorda le città tipiche del genere “steampunk” dove luci al neon e fumate di vapori si innalzano nell’aria, i sobborghi sono umidi e popolati da creature sporche e rozze, dove su tutte spicca Bombarda Sterro un “nano gigante” come si definisce, interpretato da un bravissimo Josh Gad, uno dei ruoli migliori dell’intera pellicola.

Quello che manca ad Artemis Fowl, è un’anima, un’identità, quella morsa capace di prendere lo spettatore e trascinarlo nel turbinio dell’avventura. Pur infine risultando un buon prodotto d’intrattenimento familiare, caratterizzato da tematiche care alla Disney come: famiglia, amicizia, coraggio ed avventura, è un viaggio che si esaurisce in fretta che dopo la visione potrebbe essere semplicemente dimenticato. Disney+ quindi, sembra essere il giusto luogo dove le avventure di Artemis prendono vita, un prodotto che se pur con dei buoni effetti speciali è godibile anche dal salotto di casa propria, senza per forza essere visto al cinema per coglierne a pieno ogni sfumatura del mondo creato. Alla domanda: è un film autoconclusivo? Si potrebbe rispondere di sì, ma non c’è da scartare l’ipotesi che questo primo progetto sia l’apripista di un franchise che potrebbe vedere la luce proprio sulla nuova piattaforma di streaming del topo più famoso del mondo.


Artemis Fowl di Kenneth Branagh è disponibile da oggi, 12 Giugno 2020, su Disney+. Ecco il trailer italiano del film:

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