Il debutto di Dwayne “The Rock” Johnson nel DCEU non poteva essere più alla The Rock di così. Come siamo spesso abituati con il film dell’attore statunitense, anche in Black Adam, che arriverà nei cinema italiani a partire dal 20 ottobre diretto da Jaume Collett-Serra (Jungle Cruise), la sua egomania e il suo egocentrismo sono centrali anche in questa storia delle origini di un antieroe che aveva tutte le carte in regola per diventare un’interessante esplorazione del bene e del male, della luce e delle ombre, risultando in fine solo un agglomerato di scene action, senza una vera e propria struttura, che prosegue quasi esclusivamente per inerzia, reggendosi quasi e solo esclusivamente sull’unica scena post credit. Di seguito il nostro parere del film dopo aver assistito all’anteprima italiana.

Nell’antica Kahndaq a Teth-Adam furono conferiti gli onnipotenti poteri degli Dei. Una volta utilizzati i suoi poteri per vendetta, venne imprigionato e divenne Black Adam. Sono passati circa 5,000 anni e Black Adam è passato da uomo a mito, fino a diventare leggenda. Oggi libero, scopre che la sua unica forma di giustizia, nata dalla rabbia, è messa in pericolo dagli eroi dei nostri tempi: la Justice Society formata da Hawkman, Doctor Fate, Atom Smasher e Cyclone.

Dwayne Johnson, che oltre ad interpretare il protagonista figura tra i produttori del nuovo film di Collett-Serra, aveva dichiarato che il DCEU sarebbe dovuto ripartire da Black Adam, la figura di un antieroe a cavallo tra luce ed ombra che avrebbe gettato le basi per una nuova narrazione all’interno di un universo cinematografico che ha fatto dei suoi alti e bassi la sua cifra stilistica. Il nuovo cinecomic ha sicuramente tutto il potenziale per essere una storia che avrebbe riscritto le sorti di un universo cinematografico altalenante, visto il suo potenziale e visto il carisma dell’attore protagonista, ma purtroppo, vittima di una scrittura quasi del tutto assente, un ritmo squilibrato e un’ingiustificabile quantità di scene action, finisce per risultare completamente fine a sé stesso, perendo quell’iniziale vena innovativa.

Dopo una prima scena in cui vengono narrate le origini di Teth Adam, il Campione di Kahndaq, il suo incontro con le entità superiori e la battaglia con il tiranno che schiavizzava la sua terra, il film compie un salto in avanti di cinquantamila anni, arrivando ai giorni nostri in cui Kahndaq è ancora privo di libertà. Da questo punto in poi la narrazione si basa esclusivamente su combattimenti, duelli e scene action imbastite da una colonna sonora pomposa, eccessiva ed anti climatica che invade completamente la scena.

Sostanzialmente, un film di Zack Snyder, senza essere di Zack Snyder, in cui l’immenso utilizzo di CGI rende le scene artificiose, impregnate di una color correction acida e stridente. Privo quasi completamente di una sua identità, di una sua autorialità, Black Adam finisce per essere un film in cui l’intera azione risulta fine a sé stessa annullando anche e soprattutto la caratterizzazione dei suoi personaggi, il che è un difetta da non tralasciare trovandosi di fronte ad un film in tutto e per tutto corale, in cui vengono inseriti e presentati per la prima volta agli spettatori alcuni nuovi personaggi che avrebbero meritato un trattamento decisamente migliore. L’introduzione della Justice Society, di cui fanno parte Hawkman (Aldis Hodge), Dottor Fate (Pierce Brosnan), Atom Smasher (Noah Centineo) e Cyclone (Quintessa Swyndell) è sin troppo repentina, e gli unici personaggi a cui viene riservato un trattamento migliore sono Hawkman e Dottor Fate, interpretato da un freschissimo Pierce Brosnan che avrebbe meritato un approfondimento migliore. Atom e Cyclone restano quasi del tutto nell’ombra intervenendo solo in alcune scene, vittime di una scrittura e una caratterizzazione davvero pessima.

La stessa regia di Jaume Collett-Serra è priva di una vera e propria identità, completamente assoggettata all’azione in cui l’abuso di rallenti sa fa veramente fastidioso. Le scene d’azione sono sicuramente più comprensibili e meno caotiche, ma si sa, il rallenty non è sempre la scelta giusta ed è stato probabilmente impiegato in modo così massiccio per allungare il minutaggio di una pellicola che di scrittura ha ben poco. Lo stesso carisma di Dwayne Johnson si assottiglia, quasi scompare di fronte al caos delle scene, e gli unici momenti ironici della pellicola sono dovuti da poche battute divertenti e dai tanti momenti sopra le righe ed eccessivi che strappano qualche risata. Ancora una volta, il grande difetto di Black Adam è la mancata caratterizzazione dei suoi personaggi che a stento, un non lettore di fumetti, ricorderà a fine proiezione. La coralità della pellicola si perde così completamente risultando solo un insieme di personaggi con del potenziale completamente sprecato.

Black Adam

Black Adam sarebbe dovuto essere il punto di svolta per il DCEU ma finisce per essere l’ennesimo film con delle premesse interessanti e una realizzazione non del tutto sufficiente. Privo di una sua vera identità, sembra l’insieme di tante, troppe cose già viste, per storia e messa in scena. La coralità della pellicola svanisce dopo i primi minuti e i personaggi sono estremamente vittime di un’azione roboante, assordante e impregnata di rallenty che invece di dare più dinamicità all’azione la rendono statica e pesante. La sceneggiatura, solamente accennata, fa sì che la storia proceda solo ed esclusivamente per inerzia, basata su un action del tutto fine a sé stesso. Le premesse erano interessanti, ma purtroppo la pomposità della realizzazione ha preso il sopravvento rovinando il risultato finale.


Black Adam arriva al cinema il 20 ottobre distribuito da Warner Bros. Di seguito il trailer italiano del film:

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