Questa 76esima edizione del Festival del Cinema di Venezia ha visto, oltre ad alcuni film di assoluto livello, anche iniziative più discutibili: tra queste sicuramente la presentazione del film Unposted, di Elisa Amoruso, pellicola documentario che parla della celebre influencer Chiara Ferragni.
Fin dal giorno in cui è stato annunciato che il documentario di Chiara Ferragni sarebbe uscito nelle sale, la notizia ha fatto molto discutere. Tuttavia, il film si è fatto ancora più notare il giorno in cui è stato annunciato che avrebbe partecipato al Festival di Venezia, anche se non nella sezione principale ma su Sconfini, una sezione collaterale del festival. La pellicola in questione raggiungerà le sale il 17-18-19 Settembre prima di approdare su Amazon Prime Video, la piattaforma di streaming di Amazon che ha co-prodotto il film. Il documentario tratta, sostanzialmente, i seguenti argomenti:
C’è qualcosa che ancora non sappiamo su Chiara Ferragni? Questo film è un’immersione a 360° nella sua sfera pubblica e interiore: per osservare la posizione che ha conquistato nei mercati della moda e del lusso attraverso i social media, per decodificare ciò che rimane incomprensibile per il pubblico dei social e per indagare come le strategie di marketing e i metodi di intrattenimento siano cambiati nell’ultimo decennio. Ferragni è la più potente influencer della moda nel mondo secondo Forbes. È un’icona contemporanea di self made woman attenta ai diritti delle donne e alle diversità. Rappresenta una storia di successo femminile, che continua a sedurre e conquistare milioni di fan ogni giorno, in tutto il mondo. Ma chi è la donna dietro l’immagine pubblica? Quali sono i segreti dietro alle sue imprese multimilionarie?
Purtroppo, a questa domande viene fornita una risposta parziale e poco esaustiva poiché, essenzialmente, come si poteva presupporre, questo documentario non è altro che un mega spot promozionale per Chiara Ferragni come figura e come brand, per il suo sito e la sua pagina Instagram. Il film inizia con dei video della protagonista in diverse età, da quando ha un anno fino alla maggiore età,, il tutto ripreso con una vecchia telecamera in 4:3 con alcuni ritocchi per dare un senso di “vecchio” al tutto. Questa sicuramente è la parte più interessante di tutto il film, perché ci mostra realmente chi fosse Chiara, in maniera sicuramente più genuina, attraverso delle riprese di un vecchio dispositivo, molto diverso rispetto ai telefoni ed alle mille telecamere puntate oggi. Chi si aspettava di vedere una Chiara Ferragni al naturale, magari non truccata e che mostrasse il lato che non vediamo dal suo telefono, resterà deluso, perché, esclusa la prima parte, nulla di tutto questo appare negli 85 minuti di pellicola. Bastano frasi come “Nessuno ha creato me se non me stessa” per far capire quanta presunzione traspare da questo documentario, dove la regista, già presente a Venezia e in altri Festival con altri documentari che sono sempre piaciuti a critica e pubblico, non ha nessun potere, tanto che possiamo affermare che il progetto, più che diretto da Elisa Amoruso, é diretto dalla stessa Ferragni.
Oltre ad immagini di repertorio, interviste all’influencer ed ai parenti, abbiamo anche immagini, come mostrato nel trailer, in cui la celebrità corre al mare o in mezzo ad un campo, che intervallano una sequenza da un’altra: l’effetto è quello di un videoclip mal realizzato, o di una copia mal fatta degli ultimi film di Terrence Malick; ovviamente, tutte queste scene , così come il resto del film, sono accompagnate da musica pop di tendenza in questo periodo o da melodie al pianoforte con l’intento, non propriamente riuscito, di sembrare strappalacrime. Ovviamente, ma questo non è necessariamente un difetto, tutto il documentario è permeato di un messaggio di fondo molto femminista, che probabilmente, essendo fin troppo ostentato, potrebbe apparire una forzatura.
L’ultima parte è riservata al matrimonio con Fedez: vengono mostrati i preparativi e la cerimonia vera e propria, in una sequenza che risulta davvero poco interessante, a meno che non si sia dei super fan della coppia, anche perché, come quasi tutto il resto del documentario, si ha l’impressione che si tratti di qualcosa di simile a quando, tra amici, si guardano vecchie e nuove registrazioni di eventi come matrimoni e feste di vario genere.
Non è propriamente tutto da buttare, il documentario alla fine si guarda e ha anche dei momenti divertenti, soprattutto quelli con Fedez, vero mattatore di tutto il film, però non basta per far sì che passi il messaggio, qualunque fosse, che si voleva mandare e per far uscire lo spettatore soddisfatto da quello che ha visto, tanto che, probabilmente, nemmeno i veri fan di Chiara Ferragni usciranno soddisfatti dalla visione di questo film.


















