[Esclusiva] Intervista a Javier Garron a Cartoomics 2018

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javier garron

Durante la scorsa edizione di Cartoomics è caduto il 25esimo anniversario di questo evento milanese, e per festeggiare questa ricorrenza Panini Comics ha avuto al proprio stand l’ospite internazionale di questa edizione: Javier Garron, disegnatore spagnolo che si sta facendo conoscere sempre di più all’interno del panorama del fumetto americano. Durante la nostra chiacchierata, Javier ci ha raccontato dei suoi prossimi impegni in casa Marvel, dimostrandosi una persona divertente e disponibile, nonchè un autore dalla grande dedizione e dalla profonda umiltà.


Ciao Javier! Benvenuto in Italia e ben arrivato a Cartoomics! Come stai? Che accoglienza ti hanno riservato I fan italiani?

Grazie a voi per avermi ospitato! Tutto questo è incredibile, non ho davvero parole per descrivere questa esperienza. Il cibo è favoloso, la convention è incredibile e le persone splendide, sono davvero grato di poter essere qui e di poter incontrare i lettori italiani, sono I migliori!

javier garron young guns doctor strangePrima di tutto, congratulazioni per essere stato nominato uno delle nuove Marvel Young Guns di quest’anno, insieme al nostro amico Marco Checchetto! Cosa significa questo per te? Come cambierà il tuo lavoro nel prossimo futuro?

E’ qualcosa di surreale per me, conosco le precedenti Young Guns prima delle loro nomine, e oggi sono dei veri e propri titani del fumetto, quindi vedere il mio nome vicino al loro mi suona molto strano. Essendo molto autocritico con il mio lavoro, faccio molta fatica a vedermi in questo ruolo. Sono un disegnatore professionista, faccio questo per vivere, ma sono anche un grande lettore di fumetti Marvel, DC, di manga e di fumetto europeo. Per quanto riguarda la quantità di lavoro, sinceramente non saprei: da quando ho cominciato a lavorare per la Marvel sono occupato al 200% sui loro fumetti. Non riesco a prendere commission come magari fanno altri autori o come altri che pubblicano sui loro social molti sketch di “riscaldamento”. Ricevere un tale riconoscimento per significa anche che l’azienda ha fiducia nel mio lavoro, quindi probabilmente dovrei essere meno duro con me stesso (ride, ndr). Spero anche che in questo modo più persone conoscano il mio lavoro e lo apprezzino: alla fine il punto è proprio questo, che I lettori arrivino al nostro lavoro e lo apprezzino, che si divertano mentre leggono I nostril fumetti”.

Durante la tua crescita come disegnatore, quali sono stati gli autori che ti hanno format ed influenzato maggiormente? nextwave

Ho iniziato con I fumetti americani, e, un po’ come capita a tutti, I primi disegnatori con cui sono venuto a contatto sono stati I miei connazionali. Essendo della parte sud della Spagna, il primo che ho incontrato è stato Carlos Pacheco, è originario di una città che dista una sola ora di macchina dalla mia. Insomma, l’ultimo posto In cui tu possa immaginare che un talento del genere possa essere nato è la città vicino alla tua, no? Questo mi fa sperare che forse anche io possa farcela, magari il fulmine colpirà due volte nello stesso posto, più o meno! (ride, ndr) Ci sono ovviamente molti altri artisti che adoro, come George Perez con la sua Crisi sulle Terre Infinite e Wonder Woman, John Byrne, Neal Adams, Jack Kirby ovviamente, Alan Davis e la sua gestioni degli X-Men e della Justice League. Sono un grandissimo fan di  Stuart Immonen: Nextwave è uno dei miei fumetti preferiti di tutti i tempi. Se non lo avete mai letto, fatelo immediatamente, è assolutamente imprevedibile. “Fing Fang Foom non porta i pantaloni! Fing Fang Foom non ha genitali!”. Possiamo andare avanti per ore a parlarne e continuerei a ricordarmene altri, ma da tutti questi nomi spero di essere riuscito ad imparare qualcosa e a riproporlo in maniera personale”.

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Parlando della Marvel, è un periodo molto burrascoso per la Casa della Idee: l’addio di Axel Alonso, il ritorno di C.B. Cebulski, il Fresh Start. In un momento così cruciale, cosa pensi di tutti questi cambiamenti, in special modo di cosa potrebbe portare questo nuovo rilancio?

“Prima di andarsene, Bendis continuava a ripetere questa frase: I cambiamenti sono una cosa buona. Io penso che abbia ragione al 100%: cambiare è giusto. Bisogna continuamente adattarsi ai cambiamenti del mercato e dell’industria, e la Marvel sta cercando di raggiungere l’obbiettivo a cui accennavamo prima: fare fumetti che piacciano alla gente. I lettori spendono soldi per comprarli, soldi che si guadagnano lavorando duramente, spendono anche del tempo che potrebbero impiegare in altro modo. Noi dobbiamo gratificare questa fiducia che I lettori ripongono nei nostril fumetti, e noi dobbiamo fare in modo che si divertano leggendoli. Con Legacy e il Fresh Start la Marvel sta cercando di fare proprio questo, accontentare I nuovi lettori e quelli di lunga data. Da questi cambiamenti penso che deriveranno solo cose positive, toccherà ovviamente anche a me adattarmi”.

Parlando proprio del Fresh Start, sei stato scelto per illustrare la serie di Ant-Man and the Wasp scritta da Mark Waid. Cosa puoi dirci al ant man and the waspriguardo, cosa dobbiamo aspettarci da questa run?

“E’ una serie veramente fuori di testa, uscirà in tempo per il film ma non ha niente a che vedere con la pellicola. Questo è un bene secondo me, spero che beneficierà dell’attenzione mediatica che il film creerà, fancendo così conoscere meglio questi personaggi e portando quindi più lettori alla loro serie. E’ un’avventura colorata e divertente, che vedrà Ant-Man e Wasp perdersi nel microverso, faremo il possibile per recuperare l’ironia senza freni di Jack Kirby, sarà stravagante e surreale, ci saranno dialoghi veloci e risvolti imprevedibili. Questo è tutto quello che vorremmo fare, raccontare una storia divertente e folle con questi personaggi”.

Facciamo un piccolo gioco: se potessi scegliere un personaggio, un supergruppo, un contesto e un autore con cui scrivere una storia tutta nuova, quali sceglieresti e perchè?

Tutti I personaggi sono interessanti, sia quelli Marvel sia quelli DC hanno delle ottime basi: puoi sceglierne uno qualsiasi e ci saranno tante ottime storie e alcune meno riuscite. Questo è indice del fatto che dipende sempre da chi gestisce il soggetto. Per me andrebbe bene praticamente qualsiasi personaggio, da Captain America a Ghost Rider, da Wolverine a X-23, from da Ms Marvel a Lady Thor, 

infernodai Guardians of the Galaxy ai Great Lakes Avengers.
Sono aperto a qualsiasi possibilità, sono abbastanza certo di poter trovare qualche dettaglio interessante in ogni personaggio, ma dipende tutto dallo scrittore e anche dall’editor. Sappiamo tutti sia in Marvel sia in DC ci sono degli editor, solo che questi non hanno una grande visibilità, questo perché lavorano dietro le quinte per far si che tutto funzioni nel modo giusto. Se l’editor è buono, la storia sarà un successo, ma se manca un buon editor ci sono buone possibilità che la storia sarà un disastro. Posso quindi dirti che se dovessi lavorare con un buono scrittore e un buon editor, potrei fare qualsiasi cosa: spy story, fumetti di avventura, storie horror, sempre cercando di adattare il mio stile a seconda del contesto. Mi rendo conto che non ti ho dato una vera e propria risposta, posso dirti che ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei miei scrittori preferiti di sempre, John Layman, Sam Humphries, Gail Simone, Tim Seeley, Matthew Rosenberg, e ora anche con Mark Waid. Lavorerei molto volentieri con Warren Ellis: lo adoro, lo seguirei anche ad occhi chiusi. Chissà, magari un giorni disegnerò una nuova storia di Planetary… E Planetary significa Nextwave!”.

Grazie mille per il tuo tempo Javier, è stato un grande piacere poter parlare con te. Speriamo che ti diverta in Italia, ci vediamo nei fumetti!

“Il piacere è tutto mio, ci vediamo nei fumetti! Keep reading!”