Annapurna Sriram arriva alla quarantatreesima edizione del Torino Film Festival con un’opera meravigliosa, scintillante, controversa ed estremamente sexy, Fucktoys è un gioiellino della commedia nera, che si staglia su un panorama misogino e transfobico nel quale viviamo per liberarci dai paradigmi della vita triste e grigia. In una coloratissima cittadina, dal nome di Trashtown, vivono personaggi particolari, divertenti e liberi, che la regista ha saputo dipingere anche grazie ad un cast meraviglioso, tra cui Sadie Scott, Francois Arnaud, Big Freedia, Damian Young and Brandon Flynn, oltre alla Sriram stessa nei panni della protagonista.
Una giovane donna sente che qualcosa nella sua vita non funziona e decide, dunque, di consultare alcune sensitive per capire cosa stia accadendo. La diagnosi è chiara e semplice: la ragazza ha una maledizione, una di quelle importanti e gravi. Tuttavia, c’è una soluzione, esiste una cerimonia per scacciare la maledizione e riportare tutto alla normalità, ma questo comporta una spesa di mille dollari e il sacrificio di un agnello. Da qui, la donna partirà per un assurdo viaggio allucinatorio, dove incontrerà personaggi fantastici e ambigui, addentrandosi nella vita notturna di Trashtown.
Fucktoys è un film per le donne, la comunità queer, i freaks e gli outsider, queste le parole della regista e protagonista Annapurna Sriram che ha voluto dare vita ad una pellicola che fosse libera, sexy e totalmente disinibita nei confronti del corpo umano e della vita. Davanti allo schermo si respira un’aria di serenità e profonda autodeterminazione, senza vergogna alcuna, a differenza di un mondo esterno che impone all’essere umano la completa serietà e vergogna nei confronti delle nudità. La protagonista di Fucktoys, una donna che vende prestazioni sessuali per denaro, vive spensierata, in una casa senza pareti in mezzo al prato e alla natura incontaminata, circondata da persone, donne, uomini, gay, che la amano profondamente per ciò che è. A Trashtown nessuno deve nascondersi, ognuno è libero di sbocciare per ciò che è, non esistono emarginati o esclusi dalla società, Trashtown vi ama, tutti, incondizionatamente. Nel suo viaggio per spezzare la maledizione, la ragazza inconterà uomini, donne, freak tutti diversi e speciali, da spogliarelliste a escort, da camerieri sexy a politici disposti a pagare per il sesso, in un mondo che dipinge il rapporto sessuale e la nudità come un aspetto naturale della vita umana, dove per “fuck toys” non si intendono i classici oggetti di gomma, ma i corpi, vivi, con cuori che battono e vene che sanguinano.
Gli anni ’50 si riflettono nei colori, nei costumi e nella fotografia retrò di Fucktoys che possiede una patina vintage ed è incastonato in un mondo senza tempo preciso. Non ha importanza la collocazione temporale o geografica, potrebbe essere ovunque e in ogni momento, ciò che importa è che l’estetica trasuda una grazia meravigliosa anche in quelle scene che risultano più disturbanti e inquietanti. Annapurna utilizza sapientemente il colore, sfruttando il rosso come indice di pericolo e di sconvolgimento, come nel caso della scena dell’orgia impazzita, dove tutto si dipinge di rosso e seguono dei close-up rapidi sui volti dei partecipanti al mescolamento di corpi nudi. Non solo, usa i colori pastello, invece, per dipingere l’anima fragile e delicata della protagonista, ingabbiata in una maledizione da cui non sa e non riesce a fuggire, ma che porta con sè gioia e conforto per tutti gli altri personaggi che le stanno accanto. La fotografia sgranata, con numerosi momenti in cui si riproduce l’effetto di pellicola bruciata, regala al tutto una sensazione di vintage elegante che si rispecchia anche nei costumi indossati dai personaggi, soprattutto dalla protagonista, e nel make up.
Fucktoys è una commedia nera che fa del mix tra dramma e comedy una combo vincente, andando sempre a toccare il limite di ciò che viene ritenuto intoccabile dal buoncostume e dalla moralità vigente nella società odierna. Una pellicola che non ha nessuna paura di osare, nessuna paura di mostrare seni, vagine, uomini, donne, orge e persino nessuna paura di fare ironia su personaggi controversi del panorama artistico contemporaneo, da qui la presenza di un certo “James Francone”. Annapurna ha osato spingersi nei meandri oscuri del sesso e della libertà, liberando lo spettatore dalle catene della moralità e sottolineando come il sesso e la nudità facciano parte della natura umana. Il tutto, sfruttando battute e dialoghi profondamente ironici, divertenti, arguti e brillanti. Sfrutta la comicità dell’assurdo e dei personaggi fuori dal comune per spalancare una finestra sul mondo queer e freak che esige e merita uno spazio in questo mondo. Una pellicola che diverte e intrattiene, mentre commuove e fa riflettere.
Fucktoys è una commedia nera con una punta di dramma che riesce a far esplodere e brillare il concetto di libertà, che sia essa sessuale, individuale, qualsiasi tipo di libertà. I personaggi che abitano Trashtown, compresa la protagonista, sono freak e queer, sono outsider che cercano uno spazio nel mondo, ma senza volersi mai omologare al resto della popolazione umana. La vita va vissuta in libertà e senza vergogna, questo ci comunica Annapurna Sriram, meglio ancora se immersi in colori pastello stile anni ’50 e se si fa del buon sano sesso.
Fucktoys è stato presentato in concorso all’ultima edizione del Torino Film Festival, ma al momento non ha ancora una data di uscita italiana. Ecco il trailer:















