Dopo essere uscito lo scorso dicembre su Xbox Series X/S e PC, Indiana Jones e l’antico Cerchio è sbarcato finalmente su PlayStation 5. Acclamato dalla critica e dai videogiocatori all’unisono, devo ammettere che da super fan dei film del duo George Lucas/Steven Spielberg non vedevo proprio l’ora di vestire i panni videoludici di Henry Walton Jones, Jr., in arte: Indiana Jones. Grazie ad un codice gentilmente fornito da LabCom mi sono quindi avventurato molteplici ore sul titolo targato Xbox Game Studios su PlayStation 5 Pro, quindi mettevi comodi e scopriamo insieme come questo titolo gira sulla console di Sony.

Per chi ancora non conoscesse il titolo sviluppato da MachineGames (Wolfenstein: The New Order, Quake: Dimension of the Machine, Doom: Legacy of Rust), questa avventura di Indiana Jones si assesta nel 1937, specificatamente tra gli eventi dei due film I predatori dell’arca perduta e L’ultima crociata. Essendo infatti parte integrante della storia vista con i film, il gioco inizia con un omaggio ad una delle scene iconiche viste sul grande schermo con Harrison Ford (di cui non farò spoiler), per poi proseguire con l’inizio di questa nuova avventura catapultandoci al Marshall College. Qui il nostro professore di archeologia scopre che un uomo ha rubato uno dei manufatti reperiti da lui stesso. Deciso a recuperare il manufatto, Indy indossa il suo iconico cappello e giacca di pelle e parte nuovamente all’avventura, destinazione Roma, Città del Vaticano. Ha così inizio Indiana Jones e l’antico Cerchio.

Il gameplay del gioco ovviamente è rimasto invariato, anche se ammetto di aver tanto sperato in una camera completamente in terza persona stile la Gold Edition di Resident Evil Village. Ergo, troveremo invece sempre la camera in prima persona con qualche sprazzo in terza inerente ad alcune azioni di Indy, come l’arrampicata o quando dondolerà appeso con la frusta, per citare qualche esempio. Con una campagna che si assesta sulla trentina d’ore, che possono anche diventare 50 se vorremmo completarlo al 100%, la colonna portante del gameplay è incentrato su tre aspetti: l’esplorazione, lo stealth e i puzzle. Difatti il titolo della software house svedese ci permetterà di visitare diversi luoghi nel mondo, come la già citata Roma, l’Egitto, l’Himalaya, Cina, Thailandia e Iraq, in cui oltre alle missioni principali, potremo sbizzarrirci in molteplici attività secondarie di ottima qualità sparse nelle varie mappe.

Queste missioni opzionali porteranno il nostro Dottor Jones a risolvere misteriosi enigmi in svariati luoghi come catacombe, templi o accampamenti, ampliando di fatto la lore del gioco con foto e annotazioni sul nostro diario e soprattutto raccogliere diversi manufatti e cimeli da collezionare. Il diario sarà quindi utilissimo, perchè non solo potremo annotare ogni piccolo dettaglio che ci permetterà di proseguire nel gioco o risolvere i vari enigmi, ma fungerà anche da mappa, permettendoci di orientarci meglio nelle varie aree di gioco. Il secondo aspetto molto importante del gioco è la fase stealth, che permetterà al protagonista di aggirare molteplici scontri a fuoco con fascisti o nazisti, che nelle difficoltà maggiori risulteranno molto pericolosi da affrontare in gruppi.

Indy potrà sfruttare notevoli armi contundenti a suo vantaggio, tra cui pale, chiavi a pappagallo, bottiglie, tubi di ferro o anche alcuni oggetti molto simpatici, come chitarre, padelle e molto altro. Per non farsi scoprire ci basterà camminare di soppiatto dietro i nemici, ed una volta azionato il comando di attacco si attiverà quindi un animazione che permetterà di stordire quest’ultimo con un solo colpo, con classica battuta di Indy annessa. Ovviamente per non farsi scoprire, non dovrà esserci nessun altro nemico nei paraggi, che potrebbe sentire il colpo o vedere il corpo del compagno a terra, facendosi venire dei dubbi o lanciando l’allarme. Per evitare di essere beccati, Indy potrà anche caricarsi in spalle il corpo del nemico, dandoci modo di nasconderlo in un area non sorvegliata, così da evitare qualsiasi problema.

Tra l’altro, esplorando bene i vari ambienti circostanti, potremo trovare anche diversi costumi che permetteranno al protagonista di avventurarsi in luoghi non permessi e aggirare le guardie facilmente, non destando alcun sospetto (tranne ai vari capitani che ad una certa distanza potranno sgamare Indy). In caso una guardia ci beccherà invece potremo sfruttare diversi attacchi, sia usando i vari oggetti contundenti (potremo anche lanciarli), sia a mani nude sferrando i classici cazzotti da film dell’epoca, o tramite le armi a fuoco. Il sistema di combattimento a mani nude è quello che consiglio di più come approccio secondario, perchè è prettamente semplice da padroneggiare, ma soprattutto eviterà di allarmare più nemici.

Una volta imparato il giusto tempismo della parata perfetta, sarà infatti molto semplice mettere k.o un avversario con uno paio di cazzotti, visto che rimarrà stordito dai nostri parry e aprirà le sue difese. Nonostante un sistema di stamina che si abbasserà in base alla forza e a quanti colpi sferreremo o se staremo troppo a parare semplicemente i colpi dei nemici, nel giro di un paio di scazzottate vi garantisco che vi sentirete praticamente Bud Spencer. Ovviamente però saremo muniti anche dell’iconica frusta e del revolver Smith & Wesson M1917, che ci permetteranno anche l’approccio più diretto e caciarone del gioco. La frusta infatti potrà essere sfruttata sia per stordire i nemici, sia per disarmare, permettendo a Indy di usare le loro armi, come fucili o manganelli.

Essendo MachineGames maestri nel gunplay, anche il sistema di mira e sparo è relativamente semplice da padroneggiare, ma nonostante ciò, vi troverete pochissime volte ad utilizzare questo metodo, visto che il gioco predilige e consiglia praticamente automaticamente di andare via stealth e optare più per le scazzottate. Indy ovviamente potrà subire danni, ed in nostro soccorso troveremo delle bende per curare la vita e del cibo in grado di risanare sia la vita che la resistenza. Durante l’avventura sarà quindi molto importante (soprattutto alle difficoltà maggiori) andare in cerca di alcuni libri e medicine, che ci permetteranno di sbloccare gradualmente miglioramenti e mosse inerenti alla forma fisica, al combattimento, forza e sopravvivenza del nostro archeologo.

Ovviamente aggiungere al nostro arsenale più mosse o un grado di salute/resistenza maggiore, ci permetterà di affrontare al meglio i pericoli a cui andremo incontro. L’altro aspetto fondamentale sono gli enigmi ambientali che devo dire mi hanno stupito parecchio. Il team di sviluppo infatti è riuscito ad offrire molteplici puzzle di diverse difficoltà sia nelle missioni principali che secondarie, che molto spesso risultano intriganti, ma soprattutto originali e diversificati tra loro, non trasmettendo mai un senso di ripetitività.

Indy convince anche su PS5

Sul versante tecnico il lavoro del team svedese di Uppsala risulta granitico anche su PS5 Pro, che presenta un’ottima grafica con una risoluzione 4K nativa e il ray tracing avanzato con opzioni di widescreen o cinema e HDR. A spiccare troviamo i modelli dei vari personaggi, soprattutto il protagonista e l’antagonista del gioco, ma ancor di più per quel che concerne le varie ambientazioni presenti, la vegetazione di alcune aree, i vari riferimenti storici e gli interni di tantissime stanze, catacombe e molto altro, che risultano assai dettagliate. Unico vero neo sono i vari pop-in e pop-up presenti in qualche area e un limitatissimo numero di bug in cui mi sono imbattuto, ma onestamente, nel suo complesso ci troviamo dinanzi ad un ottimo lavoro.

Tra le varie peculiarità del titolo ho trovato anche bellissime le annotazioni e le foto appuntate sul diario o gli articoli raccolti e inseriti da Jones in esso, che arricchiscono e danno quel fascino in più all’avventura nel cercare ogni possibile appunto, per poi esaminarlo come farebbe un vero archeologo. La lode però arriva su tutto ciò che concerne la sceneggiatura, degna erede dei primi tre film, che risulta sempre coinvolgente, misteriosa e che offre dei plot twist ed un buon climax per tutta l’avventura. Anche la regia è curata e riesce a trasmettere quel taglio cinematografico dell’epoca, con richiami a scene dei film, inquadrature iconiche agli sguardi e sorrisi di Ford e molto altro ancora che ho trovato meravigliosi.

Aldilà di Jones, una menzione d’onore va anche ai vari comprimari della storia, scritti molto bene e ben coinvolti, con un plauso al villain del gioco Emmerich Voss e della nostra Alessandra Mastronardi nei panni della giornalista Gina Lombardi, che offrono due ottime interpretazioni. Parlando di un altro aspetto magnifico del gioco, come non menzionare il comparto audio, dove il gioco sulla console Sony sfrutta la tecnologia audio 3D, in grado di offrire un ottimo sound design e far risaltare al meglio la stupenda colonna sonora curata dal compositore Gordy Haab. Il gioco inoltre è disponibile in lingua nostrana, curato da un ottimo doppiaggio, dove Alessandro D’Errico (Indiana Jones), Gaia Bolognesi (Gina Lombardi) e Maurizio Merluzzo (Emmerich Voss), risultano veramente straordinari nei loro ruoli. Stessa cosa si può dire per la versione inglese, dove invece troviamo splendere Troy Baker, Alessandra Mastronardi e Marios Gavrilis.

Tra le altre novità presenti su questa versione troviamo anche il supporto al DualSense di Sony, che riesce ad aggiungere un coinvolgimento maggiore all’avventura. Grazie al feedback atipico infatti troveremo una vibrazione ad alta definizione capace di enfatizzare diversi eventi come ricevere o sferrare un colpo, con l’uso della frusta o quando avverrà un crollo o esplosione attorno a noi. Inoltre i grilletti adattivi permetteranno di captare la nostra resistenza modificando la pesantezza in fase di pressione in base all’utilizzo di alcuni oggetti o quando sferreremo colpi. Una chicca meno impattante, ma che ho trovato molto carina è la barra luminosa del pad che si collega alle azioni di gioco. Questa sarà in grado di offrire un feedback visivo sullo stato attuale di Indy, con l’alternarsi dei vari colori in base alle nostre azioni/stato di salute.

Il titolo di MachineGames è il degno erede dei primi film

Nel complesso Indiana Jones e l’antico Cerchio riesce in tutto ciò che gli ultimi due film non sono riusciti a trasmettere ai fan della saga, dove l’opera di MachineGames si pone effettivamente come degno erede delle prime pellicole cinematografiche, grazie alle sue atmosfere avvincenti ed una sceneggiatura sempre coinvolgente, ben ritmata e spettacolare. Il gioco se aveva già convinto su Xbox e PC, ci riesce alla grande anche su PS5 e va ringraziata Microsoft per aver fatto approdare la sua esclusiva sulla console di Sony, permettendo così a tutti di vivere questa meravigliosa avventura. Un titolo che consiglio sia agli appassionati di action/adventure, ma soprattutto ai fan di Indiana Jones, che finalmente potranno vivere dopo le cocenti delusioni cinematografiche, una nuova bellissima storia, capace di divertire e coinvolgere numerose ore.

Certo, se hai i diritti del viso di Harrison Ford, forse la prossima volta sarebbe meglio offrire una camera in terza persona, ma vista la qualità offerta dal team svedese su tutto il resto che concerne il gioco, non è giusto neanche lamentarsi troppo. Se d’altronde queste sono state le premesse, dove inoltre ci aspetta nel corso dell’anno anche il già annunciato DLC “L’Ordine dei Giganti” (non vedo l’ora), beh mi sento in dovere di chiedere a Microsoft anche un futuro sequel, perchè non si vedeva da 20 anni un prodotto così bello su questo franchise…e sinceramente sarebbe un gran peccato non sfruttare il talento e l’amore che MachineGames ha riposto su Indiana Jones e l’antico Cerchio. Da fan del franchise posso infine solo dire grazie a questo team per avermi fatto rivivere delle emozioni che non provavo dai tempi di Indiana Jones e l’ultima crociata!


Indiana Jones e l’antico Cerchio è disponibile per Xbox Series X/S, GeForce Now, Project xCloud, PlayStation 5 e PC.

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