Arriva nelle sale il 20 febbraio La Mia Banda suona il Pop, nuovo film di Fausto Brizzi con Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Paolo Rossi e Diego Abatantuono.

Inizia quasi come un thriller la nuova impresa registica di Fausto Brizzi, il quale ci trasporta in una San Pietroburgo buia e con un’aria di mistero intorno a sé: vediamo subito entrare in scena Diego Abatantuono ed una donna misteriosa. Da qui in poi il caos ed il delirio più totale.
Ebbene, dopo un 2019 pieno di progetti per il ritrovato regista romano, che lo ha visto coinvolto in due lungometraggi (Modalità aereo e Se mi vuoi bene), a poche settimane dall’inizio di questo 2020 lo ritroviamo più energico che mai con questo suo tredicesimo lungometraggio.
La mia banda suona il pop è un film da un certo punto di vista fuori dal tempo, molto difficile ed eccessivamente problematico per diversi aspetti: si denota sicuramente la passione nel dare spazio al tema delle band del passato, ma il problema non sta in questo, bensì in come è messo in scena e scritto.


La trama si svolge intorno ad un ex produttore musicale di successo (Abatantuono) che viene chiamato da una sua ex fiamma russa, la quale gli chiede di riunire, per un’unica data, una band da lui gestita, ovvero i PopCorn, per il compleanno di un famoso magnate russo. La band, però, si è sciolta più di 30 anni fa e ora tutti i membri della band sono diventati degli artisti squattrinati: il manager dovrà perciò rimetterli insieme e convincerli a suonare per un’ultima volta. Il piano della donna però non è solo quello di riunire la band, ma anche di rapinare il magnate e, quando i PopCorn se ne renderanno conto, cercheranno loro stessi di portare a termine il colpo.

Un assunto di trama del genere è già stato visto svariate volte: l’intento principale del film è quello di voler riportare in scena queste continue reunion delle band anni ’70-’80 italiane, e questo probabilmente è la cosa in cui riesce meglio. Si vede che dietro c’è stata una curiosa e molto intelligente operazione di marketing, a partire soprattutto dal poster e dal trailer, assurdi su moltissimi livelli. Il film è più o meno su quello stile, anche se chi si aspetta un lavoro completamente fuori di testa rimarrà deluso perché, a parte qualche picco di trash puro e divertente, ci troviamo di fronte alla classica commedia italiana di bassa lega mischiata con alcuni potenti richiami ai cinepanettoni più scialbi (grazie alla presenza importante della coppia De Sica – Ghini, che sono la cosa migliore del film, il che è tutto dire).
L’inizio, con il passato della band visto attraverso filtri e movimenti di macchina tipici dei videoclip anni ’80, è molto simpatico, mentre il mostrare la loro vita odierna in disfacimento è messo in scena con la solita storia tutta all’italiana con poca cura estetica. Molto simpatico e autoironico è invece il siparietto con Tiberio Timperi protagonista basato sulla bestemmia, che richiama il fattaccio successo al conduttore alcuni anni fa.


Le battute e alcune situazioni messe in scena sono molto volgari, mentre sono al limite del cinepanettone i riferimenti alle feci, sempre molto presenti come nel filone sopracitato. Riguardo i cinque protagonisti possiamo dire ben poco, essendo figure scritte in maniera piuttosto abbozzata tra cui spuntano Abatantuono e Ghini, che si rivelano i più simpatici nel cast, mentre Paolo Rossi e Angela Finocchiaro interpretano due personaggi tanto odiosi, e soprattutto recitano senza un minimo di gusto. Stesso discorso vale per la regia che è molto piatta, televisiva e banale, tranne per alcuni momenti nei quali si può notare una certa passione per ciò che viene trasposto in scena.
Le due canzoni realizzate appositamente per la pellicola sono carine e cantate dal quartetto in maniera simpatica, mentre il resto della colonna sonora di sottofondo è invece dimenticabile e poco in tema con il resto della pellicola.
Inoltre ci sono delle riprese che sembrano esser state fatte con un’altra macchina da presa risultando fuori fuoco e totalmente sbiadite a tratti, lasciando ignota la motivazione di tale operazione.

In conclusione, possiamo ammettere che La Mia Banda suona il Pop, nuovo lavoro di Fausto Brizzi, è un film non riuscito, con momenti a tratti simpatici e ben costruiti, ma gran parte della narrazione è mal realizzata e veramente fuori dal tempo oltre che invendibile su certi punti, con un finale troncato terribile ed una scena post credit che vuole poter portare ad un possibile seguito che difficilmente vedrà la luce.


La Mia Banda Suona il Pop di Fausto Brizzi sarà al cinema dal 20 Febbraio 2020. Di seguito potete visionare il trailer ufficiale del film:

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