Arriva nelle sale italiane il 23 ottobre, La vita va così, l’ultimo film di Riccardo Milani, regista di Come un Gatto in Tangenziale, Benvenuto Presidente e Corro da Te. Il film, una commedia drammatica dal respiro sociale, vede nel cast: Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio, Geppi Cucciari e Ignazio Giuseppe Loi, interprete principale ispirato alla figura reale del pastore sardo Ovidio Marras. Prodotto da Our Films, Wildside e PiperFilm e distribuito da Medusa Film, il film è la pellicola di apertura della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma.
La vicenda segue una comunità sarda minacciata dalla costruzione di resort e infrastrutture turistiche, con la prospettiva di trasformare paradisi naturali in destinazioni di lusso. La storia si sviluppa nell’arco di vent’anni e si concentra sulla lotta dei protagonisti per preservare tradizioni, cultura e legami comunitari. Il film cerca di intrecciare commedia e dramma, mostrando sia momenti di leggerezza quotidiana sia tensioni sociali e familiari.
Milani mette in scena una riflessione sull’appartenenza e sul senso di radicamento, mostrando come il legame con la terra possa diventare un fattore di resistenza e orgoglio. Il centro del film risiede nell’analisi dei conflitti tra modernizzazione e tutela del territorio. La gentrificazione, rappresentata dall’arrivo di grandi progetti turistici, non è descritta soltanto come una questione economica: diventa simbolo della perdita di identità. Ignazio Giuseppe Loi, co-protagonista del film, rappresenta questa figura di cittadino che lotta contro la speculazione e l’omologazione culturale. Tuttavia, la sceneggiatura dispersiva e i dialoghi spesso stereotipati indeboliscono il messaggio: il film, pur affrontando temi di grande attualità come la distruzione dei paradisi naturali e la mercificazione della cultura locale, non riesce a trasmettere pienamente l’urgenza della questione.
La vita va così tenta anche di esplorare i conflitti generazionali: nonni, figli e nipoti convivono con punti di vista contrastanti sulla modernizzazione e la conservazione del territorio ma il ritmo narrativo irregolare e la lunghezza eccessiva della pellicola impediscono di immergersi veramente nelle storie dei personaggi. Le buone intenzioni del film, quindi, vengono spesso smorzate da una struttura narrativa che fatica a sostenere l’ambizione sociale e culturale che vuole raccontare. Tra le interpretazioni più riuscite spicca quella di nonno Efisio, che riesce a incarnare autenticità e profondità emotiva, diventando il punto di riferimento all’interno della storia. Virginia Raffaele seppur portatrice dei momenti più importanti del film nel ruolo della nativa sarda, risulta più una caricatura, facendo percepire distante il suo personaggio. Questa discontinuità interpretativa contribuisce alla sensazione che il film, pur volendo affrontare temi seri e attuali, spesso scivoli in situazioni involontariamente caricaturali, perdendo forza emotiva e profondità narrativa.
La vita va così parte da un’idea forte, con temi rilevanti come la difesa del territorio, la memoria collettiva e la resistenza contro la speculazione, ma il risultato è deludente. La lunghezza e la sceneggiatura dispersiva indeboliscono il messaggio e il film oscilla tra dramma e commedia senza trovare coerenza. Pur con buone intenzioni e un cast di nomi importanti, la pellicola non riesce a trasmettere pienamente la forza delle tematiche affrontate, lasciando la sensazione di un’occasione sprecata.
La vita va così di Riccardo Milani arriva al cinema a partire dal 23 ottobre. Ecco il trailer del film:

















