Arriva al cinema con Midnight Factory, L’Esorcismo di Emma Schmidt. La storia di Emma Schmidt non è una novità nel panorama horror: è stata la base di numerosi film sul tema delle possessioni, in particolare L’Esorcista di Friedkin o, più recentemente, il film del 2016 The Ecxorcism of Anna Ecklund, in cui si utilizzava lo pseudonimo di Anna Ecklund, lo stesso per proteggere l’anonimato di Emma. Oggi la sua storia è di dominio pubblico, sebbene le fonti divergano, soprattutto riguardo le date di nascita e di morte. Il film è prodotto da Redbird Entertainment e Andrew Stevens Entertainment e distribuito da XYZ Films.

Emma è vittima di una possessione demoniaca che sembra sfidare tutte le leggi della natura, e solo un intervento estremo potrà salvarla. I due preti si trovano a dover affrontare non solo il demone che possiede la giovane donna, ma anche i propri demoni interiori.

Il vero esorcismo di Emma Schmidt, avvenuto nel 1928, è considerato il più terrificante e documentato della storia – riconosciuto dalla Chiesa – e ha ispirato decenni di opere horror. Il cast del film include attori molto noti: Abigail Cowen, famosa per la serie Netflix Fate: The Winx Saga, Dan Stevens, noto soprattutto per l’horror Abigail e per aver interpretato la Bestia nel live action Disney La Bella e la Bestia, e naturalmente Al Pacino. Il problema del cast non risiede tanto nelle performance — comunque mediocri e prive di spicco — quanto nella scarsa e banale caratterizzazione dei personaggi, che impedisce allo spettatore di entrare davvero in sintonia con loro. Inoltre, la sottotrama romantica risulta poco sensata e inutile ai fini della storia. La regia? Praticamente inesistente. I movimenti di macchina appaiono raffazzonati dall’inizio alla fine. Il concetto stesso di regia sembra mancare del tutto: se l’intento era quello di generare tensione, il risultato è solo un gran mal di testa, un’esperienza da mal di mare. Il regista, David Midel, ha diretto viene dalla direzione di altri tre film, tra cui uno  particolarmente apprezzato da pubblico e critica.

Il vero problema de L’esorcismo di Emma Schmidt risiede in una sceneggiatura che non può definirsi tale: gli eventi si riducono a una sequenza di scene d’esorcismo che iniziano con l’arrivo di Emma in chiesa e continuano ininterrottamente. Non accade praticamente nient’altro. Si rimane ancorati a un realismo estremo, in linea con la storia vera, ma le scene sono ripetitive e generano ben presto un senso di déjà-vu. Un film già visto, con l’aggiunta di una sottotrama romantica che appare in una sola scena per poi sparire del tutto, senza ulteriori sviluppi.

La scenografia de L’Esorcismo di Emma Schmidt è ridotta a tre stanze poco arredate. I costumi cercano di richiamare l’epoca, ma a parte un vestito indossato da Emma, si vedono solo abiti da suore, preti o camici bianchi. Uno dei momenti peggiori, ha per protagonista la madre superiora, in cui si nota chiaramente quanto l’aspetto fisico della donna non combaci né con il periodo storico in cui il film è ambientato né con il lavoro che la donna svolge. Dal punto di vista fotografico, non c’è molto da dire. Le scene notturne sono eccessivamente scure, forse per mascherare una CGI poco riuscita, e l’uso del grigio domina tutta la pellicola. Una scelta che avrebbe avuto senso nelle fasi di possessione, ma che continua anche dopo la sconfitta del maligno, dove un cambiamento radicale della luce sarebbe stato più efficace. Alcuni effetti visivi nelle fasi di possessione di Emma si potrebbero anche salvare, ma la regia caotica impedisce di apprezzare il lavoro fatto.

Parlare di esorcismi nel cinema è sempre difficile; quasi impossibile fare meglio di una pietra miliare come L’Esorcista. Ciò che ha sempre affascinato il pubblico non è solo il tema religioso, ma anche la riflessione sul significato della fede e della spiritualità. Elementi che qui mancano del tutto. Assistiamo a una semplice sequela di esorcismi, senza un filo conduttore, senza un vero climax. La tensione tra finzione e realismo, su cui tanti altri film hanno costruito la loro forza, qui si riduce a un realismo romanzato ma privo di slanci, di scrittura e di vita. Il risultato è un prodotto estremamente piatto.


L’Esorcismo di Emma Schmidt è in sala, distribuito da Midnight Factory. Ecco il trailer del film:

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