È al cinema May December, ultimo film dell’acclamato regista Todd Haynes (Carol, Safe) con protagonista un trio delle meraviglie dove torna la musa di Haynes, Julianne Moore insieme a Natalie Portman e ad un eccezionale Charles Melton (Riverdale). Il film, distribuito su Netflix negli Stati Uniti a dicembre dopo esser stato presentato in anteprima mondiale a Cannes nel 2023, arriva ora in Italia grazie a Lucky Red che lo distribuisce al cinema. Un film cupo, morboso, che rispecchia le atmosfere del cinema di Haynes elevando la sua poetica ad un livello superiore pur non eccedendo mai, vista anche la tematica estremamente delicata che va a trattare. Ecco il nostro parere sul film.

Una famosa attrice è intenzionata a realizzare un film sulla storia vera di una coppia, la cui relazione clandestina aveva infiammato la stampa scandalistica e sconvolto gli Stati Uniti vent’anni prima. Per prepararsi al suo nuovo ruolo, entrerà nella loro vita rischiando di metterla in crisi.

Candidato al Golden Globe come miglior film comico o musical, May December non ha assolutamente nulla di comico. Basato su fatti realmente accaduti la storia si ispira alle vicende della trentaquattrenne Mary Kay Letourneau che nel 1996 ebbe una relazione con il dodicenne Vili Fualaau. Alla scoperta della relazione la donna fu arrestata con l’accusa di stupro su minore. All’epoca incinta di Fualaau, Letourneau diede alla luce la sua prima figlia in carcere. Uscita di prigione si ricongiunse con Fualaau, rifiutando le cure psicologiche e rimase di nuovo incinta con l’allora quindicenne. Fu di nuovo imprigionata fino al 2004 e quando uscì sposò Fualaau con il quale restò fino al 2017. Con l’espressione gergale May Dicember, si indica una sostanziale differenza d’età alludendo alla distanza che intercorre tra i mesi di Maggio e Dicembre. Fu Natalie Portman che portò ad Hynes il soggetto della sceneggiatura che insieme decisero di produrre, realizzando uno dei film più morbosi e cupi della filmografia del regista che con il suo Safe aveva già dimostrato di sapersi destreggiare nei meandri più scuri e nascosti della mente umana. May December è a tutti gli effetti un thriller psicologico, un racconto di seduzione controverso, sbagliato, incapace di lasciare indifferenti anche laddove non eccede con il voyerismo morboso all’interno di una relazione tossica.

Natalie Portman è Elizabeth, un’attrice principalmente di film indipendenti, che decide di passare qualche giorno nella famiglia di Gracie (Moore) e Joe (Melton) per studiare le loro abitudini e comprendere maggiormente la stessa Gracie, in quanto dovrà interpretarla in un film sulle vicende che sconvolsero l’opinione pubblica. Elizabeth si immerge così in una vita famigliare all’apparenza idilliaca nella cittadina di Savannah, famosa per le sue paludi e i suoi salici piangenti, che fanno da cornice bucolica, quasi sospesa e sognante a delle vicende completamente perverse. L’incontro tra Elizabeth, Gracie, Joe e i loro figli rivelerà delle dinamiche di potere malsane portando alla luce un racconto di deformazione e di innocenza rubata, violata, dove in un trio delle meraviglie, spicca la brillante performance del giovane Charles Melton, ingiustamente snobbato dall’Academy per la nomination alla miglior performance di attore non protagonista.

May DecemberMelton è forse il cardine centrale dell’intera storia. La sua è una vicenda di abuso, di soggiogamento, che mette in risalto l’animo fragile di un tredicenne intrappolato nel corpo di un trentenne. Violentato psicologicamente in modo costante da frasi come “è stata colpa tua, sei tu che mi hai sedotto”, il giovane vive un’età adulta essendo stato privato completamente della sua infanzia, della sua adolescenza, da una storia che oltre a trasformarlo in un caso mediatico lo ha reso succube e vittima. Le dinamiche di potere sono al centro di May December, Elizabeth è colei che guarda, che scruta, che osserva, che si insinua elegantemente nella vita famigliare di Joe e Gracie, e se c’è una cosa che il cinema insegna da sempre è che chi guarda è in possesso del potere. Natalie Portman è eccezionale nei panni di Elizabeth, che quasi come un virus si insinua nel corpo famigliare per creare consapevolmente scompiglio e immedesimarsi sempre di più in Gracie tanto da voler prendere quasi completamente la sua vita. Stesso vale per Gracie, donna ormai sull’orlo di una crisi di nervi, che approfitta della presenza di Gracie quasi per riscattarsi.

Intriso di una potente carica camp, May December è un film conturbante che non calca mai la mano in argomenti esplicitamente scomodi ma riesce a far comprendere tutto il dramma dietro ad ogni singolo gesto e azione dei suoi personaggi. La filmografia di Haynes è intrisa dal “non detto” e forse May December pur non essendo il miglior film della filmografia dell’autore è quello più maturo, completo e psicologicamente stratificato. Un film che parla di famiglia, crescita, violenza e privazione in modo solo apparentemente delicato, immergendo le vicende in un contesto bucolico e sospeso che fa da controparte ad una vicenda morbosa e terribilmente disumanizzante.


May December di Todd Haynes è al cinema grazie a Lucky Red. Ecco il trailer italiano del film:

RASSEGNA PANORAMICA
May December
8
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Classe 1995, laureato in critica cinematografica, trascorro il tempo tra un film, una episodio di una serie tv e le pagine di un romanzo. Datemi un playlist anni '80, una storia di Stephen King e un film di Wes Anderson e sarò felice.
may-december-todd-haynes-alle-prese-con-il-suo-film-piu-conturbante-recensioneIntriso di una potente carica camp, May December è un film conturbante che non calca mai la mano in argomenti esplicitamente scomodi ma riesce a far comprendere tutto il dramma dietro ad ogni singolo gesto e azione dei suoi personaggi. La filmografia di Haynes è intrisa dal “non detto” e forse May December pur non essendo il miglior film della filmografia dell’autore è quello più maturo, completo e psicologicamente stratificato. Un film che parla di famiglia, crescita, violenza e privazione in modo solo apparentemente delicato, immergendo le vicende in un contesto bucolico e sospeso che fa da controparte ad una vicenda morbosa e terribilmente disumanizzante.

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