Mio fratello è un vichingo (Den sidste viking, 2025) è il sesto lungometraggio di Anders Thomas Jensen in quasi 30 anni, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2025. Il film ci proietta in una famiglia composta da tre personaggi borderline, dove uno dei fratelli è un rapinatore di banche, un altro un caso psichiatrico che vive con la terza, la sorella, apparentemente l’unica “normale”. Da oltre quarant’anni, Anders Thomas Jensen è una figura chiave del cinema danese contemporaneo, oltre al suo lavoro come regista è famoso per le sceneggiature scritte per registi come Søren Kragh-Jacobsen, Lone Scherfig, Kristian Levring e soprattutto Susanne Bier (Second Chance, Love Is All You Need, In un mondo migliore). Con Anders Thomas Jensen, si ha sempre la sensazione di camminare su un filo sottile: tra farsa nera e tragedia intima, tra l’assurdità più deliziosa e improvvisi slanci di pura malinconia. Dietro la trama improbabile di questo film si cela una favola nera sull’umanità, le sue fratture, le sue contraddizioni.

Al centro del racconto ci sono i fratelli Anker (Nikolaj Lie Kaas) e Manfred (Mads Mikkelsen) che condividono un passato difficile e poco altro, dato che Anker ha passato gli ultimi quindici anni in carcere per una rapina. Quando esce, dunque, torna a cercare il bottino che aveva affidato al fratello. Ma Manfred, che nel frattempo ha sviluppato un disturbo dissociativo della personalità ed è convinto di essere John Lennon, apparentemente non ricorda più dove il denaro è stato sepolto…

Quello che sembra l’inizio di una classica caccia al tesoro criminale si trasforma presto in qualcosa di più profondo: un viaggio nel passato di due uomini cresciuti all’ombra di un’infanzia segnata da violenza e fragilità. I due filoni narrativi che costituiscono la base della trama – la rapina, che aderisce rigorosamente alle convenzioni drammatiche dei thriller, e il fratello con disturbo dissociativo dell’identità – trasformano il film in uno strano mix di genere. I protagonisti della storia sono due fratelli che sembrano usciti da film diversi: Anker è un duro da thriller poliziesco, mentre l’ipersensibile Manfred potrebbe essere il personaggio di un dramma sulle difficoltà legate al disturbo dello spettro autistico. Manfred ha custodito il bottino di una rapina mentre Anker era in prigione, ma quando i due si ritrovano, il primo afferma di essere John Lennon e di non sapere nulla di un denaro nascosto.

Nella prima parte del film, dal ritmo incalzante, Anders Thomas Jensen alterna situazioni insolite a svolte improvvise, gag fisiche e scoppi di violenza. Lo spettatore rimane in balia di questi momenti surreali e divertenti, intervallati da momenti di forte violenza, sia fisica che psicologica. Eppure tutto rimane coerente, tenuto insieme dal tono inconfondibile del regista, grazie alla forza della sceneggiatura, unita a una regia che mantiene abilmente la suspense.

A poco a poco, la storia prende forma diventando una sorta di satira sulle identità e le diversità, ma anche un terribile dramma familiare sull’eredità di un padre intransigente. Dietro l’ironia emerge qualcosa di più intimo: il peso delle parole non dette, delle ferite familiari e di una fratellanza spezzata. Mads Mikkelsen è eccezionale, conferisce al suo personaggio una commovente goffaggine, sempre in bilico tra comicità e fragilità. Nikolaj Lie Kaas interpreta un ruolo più oscuro, in cui affiorano dolori repressi e un crollo intimo. Insieme, trovano una rara alchimia, consolidata da anni di lavoro insieme. Anders Thomas Jensen realizza un film che incarna alla perfezione la sua arte dell’equilibrio: risate e lacrime, il grottesco e il serio, la violenza e l’amore fraterno.

Mio fratello è un vichingo è un vero cocktail di generi cinematografici, un dramma basato su un trauma, un thriller ricco di suspense, un dramedy con umorismo nero, una commedia sfrenata con personaggi stravaganti. Il film segna il ritorno della collaborazione tra il regista danese e Mads Mikkelsen, volto noto dei suoi lavori, da Le mele di Adamo a Riders of Justice. Con il suo stile inconfondibile, Jensen costruisce un racconto che oscilla tra comico e tragico. Un racconto che non lascia indifferenti, toccante e avvincente.


Mio fratello è un vichingo diretto da Anders Thomas Jensen, con protagonisti Mads Mikkelsen e Nikolaj Lie Kaas, sarà al cinema dal 26 marzo, distribuito da Plaion Pictures, qui di seguito il trailer ufficiale:

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