Amazon Prime Video, come già sta facendo da tempo Netflix, sta iniziando a portare prodotti del panorama italiano nel nostro territorio e nel resto del mondo. Prime si è specializzata nel produrre principalmente show come “Celebrity Hunted“, “Dinner Club“, “The Ferragnez” e “LOL – Chi ride è fuori“, che hanno, soprattutto quest’ultimo, raccolto un enorme successo di pubblico. Nel lato di produzioni fiction interamente dedicate alla piattaforma senza passare prima in sala (quindi esclusi l’ormai 50% dei film italiani che escono con la dicitura “in collaborazione con…” ) Prime è ancora un po’ indietro, avendo sfornato solamente il docufilm “Ben: Respira“, documentario su Benji, il film “Anni da Cane” di Fabio Mollo e la serie tv “Vita da Carlo” di e con Carlo Verdone, questi ultimi presentati durante la scorsa Festa del Cinema di Roma, lo scorso ottobre. Nei prossimi mesi è in programma l’uscita di altre due serie: “Bang Bang Baby” e “The Bad Guy“.
La seconda serie in uscita in esclusiva per Prime Video è “Monterossi – La Serie“, un crime con dei risvolti di commedia, diretta interamente da Roan Johnson, con protagonista Fabrizio Bentivoglio, tratta dalla serie di romanzi di Alessandro Robecchi.

La serie segue un autore televisivo, in piena crisi esistenziale, coinvolto in alcune indagini misteriose e pericolose: una sera, relativamente tranquilla, si ritrova dinnanzi alla porta un uomo incappucciato con una pistola, intento ad ucciderlo. Il caso vuole che Carlo Monterossi abbia ancora nella sua mano un pesante bicchiere di vetro con cui riesce a stordire il suo assassino. Da quel momento in poi, la vita di Monterossi non sarà più la stessa. Infatti, quella che era dapprima una vita passiva diventa movimentata, poiché il protagonista vuole capire chi abbia deciso di ucciderlo e perché. Carlo Monterossi diventa un detective, aiutato da due suoi giovani stagisti presi in prestito dal mondo della tv, e dovrà affrontare vari pericoli prima di avvicinarsi alla verità. Il sottofondo musicale è quello di Bob Dylan, l’unico in grado di dar voce allo stato d’animo malinconico di Monterossi. C’è subito da dire una cosa, “Monterossi – La Serie” è strutturata come due film da poco più di due ore ciascuno, dato che le sei puntate dalle quali è composta sono divise esattamente in tre parti ciascuna, ognuna che racconta uno dei romanzi dell’autore: “Questa non è una canzone d’amore” e “Di Rabbia e di Vento“.

Roan Johnson, autore di film come “Piuma“, “I Primi della Lista“, il recente “State a Casa” e quasi tutta la serie Sky “I Delitti del BarLume” (anche in questo caso, più che di una serie TV parliamo di film raccolti come se fossero una serie) riesce a creare un’atmosfera abbastanza buona, con una regia e delle inquadrature convincenti. Il principale difetto, ed è un problema non da poco, è una scrittura poco avvincente, già vista e poco stimolante dal punto di vista contenutistico. Non è una serie innovativa e i personaggi non hanno una caratterizzazione memorabile, soprattutto perché sono veramente tanti e, per le poche puntate che ci vengono fornite, alcuni di loro hanno poco minutaggio per essere veramente incisivi.

L’unico personaggio che riesce ad avere spessore è il protagonista, interpretato da un sempre gradevole Fabrizio Bentivoglio, che seppur bravo sembra un po’ aggrapparsi a tante interpretazioni che ha già fatto in passato, mostrandosi come uomo posato, tranquillo e come una persona che non vorrebbe cacciarsi nei guai ma che involontariamente, nel bene o nel male, ci finisce. La componente crime è l’unica cosa che sembra avere forza in queste puntate, soprattutto nella prima storia, dove l’intrigo è quantomeno più simpatico e interessante. Nella seconda storia il crime sembra non capire dove vuole andare a parare e i personaggi sono ancor meno pungenti. La narrazione di contorno della trasmissione “Crazy Love“, un po’ “Verissimo“, un po’ “C’è posta per te“, è un elemento simpatico, soprattutto per com’è raccontata e per come ci viene presentato il disprezzo che Monterossi ha nei confronti della trasmissione e della sua conduttrice, interpretata bene da Carla Signoris. Il resto del cast è composto da Martina Sammarco, che avevamo visto già in “State a Casa”, la quale prova ad essere incisiva ma ha un personaggio veramente troppo anonimo. Troviamo poi Donatella Finocchiaro e Maria Paiato, che si ritrova con Bentivoglio dopo aver fatto coppia ne “Il Testimone Invisibile“, ma soprattutto torna su Prime dopo l’ottima performance della domestica di Verdone in “Vita da Carlo”. In questo caso però, il personaggio della Paiato, così come quello della Finocchiaro, risulta avere gli stessi problemi di incisività di quello della Sammarco.

In un ruolo ricorrente compare anche Tommaso Ragno, che negli ultimi anni è ovunque ma sempre in piccole parti poco rilevanti e soprattutto che non innalzano il suo potenziale attoriale. Infine un brevissimo cameo di Michele Bravi che poteva esserci o no, e il risultato sarebbe stato lo stesso.

MonterossiA conti fatti possiamo dire che Monterossi – La Serie è un prodotto che si boccia sotto molti punti di vista: è anonimo sia come film, ma soprattutto come serie stessa, che quindi dev’esser seguita per più puntate, ed è un problema gigantesco di fronte al panorama di serie che escono ormai tutti i giorni. Questo prodotto non ha il guizzo per poter esser fruibile con gusto e non è colpa della regia o delle interpretazioni che, seppur buone, hanno il problema di avere una scrittura poco forte e che non mette in risalto ciò che vuol essere raccontato. Un plauso va invece alla colonna sonora che è composta in parte da vecchie hit di Bob Dylan, che in alcuni momenti, come nell’ultima puntata, danno maggiore forza alle immagini.


Monterossi sarà disponibile su Amazon Prime Video a partire da lunedì 17 gennaio. Di seguito il trailer della serie:

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