Ad un mese dal debutto della nuova stagione, anche quest’anno non abbiamo voluto mancare al consueto appuntamento videoludico del basket a stelle e strisce targato 2K e Visual Concepts, così grazie ad un codice gentilmente fornito da Cidiverte e soprattutto alle numerose ore spese sui vari campi da gioco in NBA 2K26, siamo pronti a raccontarvi la nostra esperienza su PlayStation 5 Pro. Come da tradizione, il gioco dei ragazzi di 2K offre nel pacchetto molteplici modalità, dalla più succosa La mia Carriera a MyTEAM, La mia NBA, Il mio GM, The W, WNBA e Gioca ora.
Se siete novizi o volete darvi solamente una rinfrescata sui comandi è sempre disponibile l’ottimo tutorial Learn2K, che consiglio vivamente di provare per avere molteplici assi nella vostra manica per quando affrontare la cpu o giocatori online sui campi da gioco. Qui infatti potrete esplorare un enorme tutorial dove imparare step by step i comandi di gioco base, intermedi o avanzati, provare minigiochi, schemi, freestyle o fare partitelle d’allenamento. Come dicevamo precedentemente, la modalità più interessante rimane sempre La mia Carriera, in cui quest’anno potremo impersonare un giovane e promettente giocatore del Vermont, che mancata la chiamata al college dopo l’High School, finirà a giocare in Europa per una squadra spagnola (Madrid) o francese (Paris) a nostra scelta da quelle create dal team di sviluppo.

Infatti alludendo all’Eurolega e a squadre realmente esistenti (non possedendo i diritti) Visual Concepts ha creato da zero alcune squadre ed il modus operandi del basket europeo (anche se con scarsi risultati). Una volta intrapresa questa bizzarra avventura nel vecchio continente, in base alle nostre valutazioni vivremo ovviamente la notte del Draft NBA, per poi iniziare effettivamente la nostra carriera nel basket americano che conta. Come lo scorso anno per la creazione di MP potremo scegliere con quale build iniziare: creata da zero, creata da professionisti in base al nostro stile di gioco o la build NBA in cui copiare una build ispirata ad alcune svariate stelle NBA che calcano i parquet americani.
Per il resto è verosimilmente simile alle versioni precedenti, in cui giocare le partite del classico calendario NBA o quelle cruciali per la nostra carriera sportiva, vincere titoli, firmare contratti di sponsor, fare gli allenamenti o giocare partite nei svariati campetti online della Città. Ancor più dell’anno scorso, la Città ora è molto più compressa, snellita e più semplice da girare, cosa che ho molto gradito. Nonostante ciò è un peccato che non ci sia ancora un menù a tendina dove selezionare i vari campi online velocemente tramite caricamento e teletrasportarsi subito, ma sono sicuro che prima o poi ci arriveremo anche a ciò (piano piano 2K, mi raccomando).
Oltre alle bande, dove ci si potrà unire ad una crew già esistente o crearla da zero per ottenere ricompense speciali in diverse partire, troveremo il Pro-AM 3vs3 o 5vs5, The Rec, Ante-Up, i Terreni di prova e molto altro in cui cimentarsi per scalare le varie classifiche, migliorare le statistiche ed ottenere VC (moneta virtuale). Sempre presente inoltre i molteplici negozi in cui spendere i VC per vestiti, tatuaggi, accessori e mezzi di trasporto come skateboard, kart e altro. Tra i vari negozi troviamo gli immancabili monomarca come Nike, New Balance, Puma, New Era, Adidas, Jordan o l’NBA Store, per comprare sneaker, canotte o abbigliamento firmato.

Rimasto intatto anche tutto ciò che riguarda il potenziamento degli attributi del nostro giocatore, che aumenteranno usando i VC guadagnati, acquistando potenziamenti temporanei Gatorade o comprando VC tramite microtransazioni. Inoltre grazie allo sviluppo dei distintivi e delle abilità G.O.A.T., dal raggiungimento delle sfide dedicate alla carriera o alla Città, ed al raggiungimento della specializzazione build che andremo a scegliere, di vie per far crescere il nostro alter ego ne avremo a bizzeffe. Difatti, più riusciremo ad ottenere statistiche alte in campo grazie alle nostre performance, più otterremo VC ed aiuteremo MP nella sua crescita e nell’impresa di raggiungere rapidamente l’Hall of Fame ed infrangere record su record.
Ad accompagnare troviamo anche la solita MyTEAM in cui formare il nostro All-Star sbustando carte, giocando contro cpu e online, ma dove ahimè le microtransazioni la fanno ancora troppo da padrone. Ho trovato qualche miglioria in termini di quality of life grazie all’aggiunta delle giocatrici femminili e a nuove carte da abbinare o potenziate, ma niente di veramente eclatante. Per chi vorrà giocare in maniera semplice c’è sempre il Gioca Ora per partite veloci contro il computer o amici in locale utilizzando i vari roster NBA tra quelli attuali o classics, la WNBA per giocare stagioni del basket femminile o la MyGM, in cui impersoneremo un General Manager di un team a nostra scelta e svolgeremo il lavoro d’ufficio alla Pat Riley o Sam Presti del caso in un contesto simile ad un GDR.

Infine chiudono le due modalità che trovo ogni anno sempre più divertenti da giocare senza pensiero. La prima è The W, in cui intraprendere una delle due carriere “La Promessa” o “La Perla nascosta” con una giocatrice creata da noi nella WNBA, che seppur uguale a quella dello scorso anno, ho trovato sempre bella da giocare (anche se qualche miglioria si potrebbe apportare eh 2K!). La seconda è tutto il pacchetto MyNBA, che racchiude un po’ le modalità “old school” con le semplici e classiche stagioni NBA da giocare in maniera classica, i Playoff e le ERE in cui iniziate da una delle cavalcate storiche del basket americano a scelta tra Era Moderna, LeBron, Kobe, Jordan, Magic vs Bird e Steph, dove sarà possibile riscrivere la storia della lega come una sorta di “What if”.
Un comparto tecnico sempre al top
Il comparto tecnico di NBA 2K26 anche quest’anno non si smentisce e migliora ancora, soprattutto per quanto riguarda il ProPlay Motion Engine introdotto nel 2023. Quest’anno infatti ho trovato migliorati molti aspetti, tra cui la fisica della palla e dell’ia in fase difensiva e soprattutto dei movimenti dei giocatori che ora risultano ancora più realistici, dinamici e precisi alle loro controparti reali. Visual Concepts ha anche migliorato la fisica riguardante la posizione dei piedi in partenza di palleggio, arresto e tiro e sui rimbalzi, ed anche il Rhythm Shooting, che ora con la levetta analogica non solo imita il movimento di tiro del giocatore scelto, ma influenzerà anche il corpo del giocatore e l’aspetto del tiro proprio grazie al tempismo e al ritmo di tiro veloce/lento che andremo ad optare.
Ho trovato curato e migliorato anche il gioco in pick & roll, in post e dei vari layup delle guardie, con più animazioni, contatti più duri, un maggiore realismo e controllo sia in penetrazione, sia spalle a canestro a fare sportellate o a tagliare fuori per andare al rimbalzo con i big man. Notevole anche il miglioramento grafico, dedicato ai modelli dei giocatori, con muscoli e sudore maggiormente dettagliati e l’ottimo lavoro svolto nella riproduzione delle arene, giochi di luce, fan, cheerleader, commentatori, camere con taglio televisivo e tutto ciò che fa di contorno allo sport spettacolo del basket americano.

Il comparto sonoro rimane sempre la ciliegina sulla torta del prodotto targato 2K, con suoni delle arene, cori dei fan, degli speaker, musiche e commento sempre al top. Al tavolo di commento ritroviamo gli ottimi Kevin Harlan, Greg Anthony, Stan Van Gundy e Shams Charania, più la new entry come analista Tim Legle ed ovviamente l’immancabile divertente trio dell’Halftime Show Shaquille O’Neal, Ernie Johnson e Kevin Smith ad aggiungere divertimento e quel pizzico di realismo alle partite in game come quelle che vediamo proprio in televisione sulle varie emittenti americane made in USA.
Come presentatori tornano anche il duo Alexis Morgan e Chris Manning, che ci aggiorneranno su news, contest, interviste a giocatori o vip e sul mondo che ruota intorno all’NBA con la 2KTV. Ottima anche la colonna sonora del gioco (che durante l’anno aggiungerà nuove tracce) con artisti del calibro di Kendrick Lamar, Green Day, Travis Scott, Wu-Tang Clan, Ice Cube e i Blur con la loro fantastica “Song 2”. Un plauso infine va anche al comparto online, che fin dal day 1 devo dire che è andato liscio come l’olio, senza cali di frame o latenze basse, sia nella Città, sia nelle svariate partite online che ho fatto su PlayStation 5 Pro.
Altri piccoli passi verso l’eccellenza
In conclusione NBA 2K26 non è il solito aggiornamento annuale dei titoli sportivi a cui siamo ormai abituati da troppi anni, ma anzi l’ho trovato un titolo migliorato su molteplici aspetti. Come abbiamo detto poco fa, Visual Concepts è andata a toccare con mano diversi problemi dei giochi passati, snellendo la Città e rendendola più duttile e veloce da girare, curando minuziosamente nei dettagli le tantissime animazioni delle star NBA e riproponendo un realismo televisivo palpabile, che trasuda appieno durante le partite in game e soprattutto nel gameplay proposto, che ora risulta più fluido, granitico e divertente che mai. Assolutamente il miglior titolo cestistico uscito in questi anni dal grandissimo NBA 2K11.
Inoltre nonostante le microtransazioni siano ancora piuttosto invasive su certe modalità (anche se il gioco permette di giocare a tutto senza spendere un euro) e l’assenza ingiustificata (nuovamente) della modalità Challenge riservata alle ex stelle NBA, il titolo offre una moltitudine di contenuti enorme che abbraccia i tanti e diversi giocatori del franchise, nuovi e vecchi, permettendo inoltre una rigiocabilità praticamente infinita per gli appassionati dello sport della palla a spicchi. Se vi piace il basket americano il mio consiglio è di non farvi scappare questo titolo, che sono certo vi darà diverse soddisfazioni e ore di divertimento assicurato da soli o in compagnia.
NBA 2K26 è disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.
















