October 15, 2019
  • facebook
  • twitter
  • telegram
  • youtube
  • instagram
  • paypal
  • Homepage
  • >
  • Special
  • >
  • [Recensione] Doctor Strange di Scott Derrickson – Sono venuto a patteggiare

[Recensione] Doctor Strange di Scott Derrickson – Sono venuto a patteggiare

  • di Leonardo Cardini
  • Aprile 19, 2018
  • Comments Off

Dopo aver ampiamente esplorato il lato terreno dell’Universo Marvel con i film dedicati agli Avengers e dato un assaggio di quello cosmico con i Guardiani della Galassia di James Gunn, i Marvel Studios introducono finalmente il lato magico del Marvel Cinematic Universe e lo fanno con il film dedicato all’esponente più rappresentativo di questo filone, quello dedicato allo Stregone Supremo: il Dottor Strange.
Doctor Strange, distribuito in Italia con il suo titolo originale, è stato affidato alla regia di Scott Derrickson, la cui abilità di regista e sceneggiatore di film horror vengono sorprendentemente asservite all’ottima riuscita della pellicola, ma come? Scopriamolo insieme.

Il film è un’oscura storia d’origini paragonabile a L’Incredibile Hulk di Louis Leterrier, il film più dimenticato del Marvel Cinematic Universe: l’umorismo è limitatissimo, spesso sono raffigurate scene dal forte impatto visivo e viene lasciata una forte, seppur limitata, libertà creativa al regista.
Nel film troviamo l’affascinante dottor Stephen Strange, abilissimo neurochirurgo, magistralmente interpretato da Benedict Cumberbatch, coinvolto in un brutto incidente che gli compromette l’uso delle mani: qui intraprende un viaggio mistico in Asia dove si addestrerà insieme al misterioso Antico (interpretato dalla sorprendente Tilda Swinton) e sventerà la minaccia dell’ex allievo del monastero, Kaecilius (Mads Mikkelsen) tornato in cerca di vendetta.

La storia, scritta dallo stesso Derrickson scorre piacevolmente tra bruschi cambiamenti di ritmo e sospensioni dell’incredulità; i personaggi riescono a catturare l’attenzione dello spettatore, anche Mordo e Wong, personaggi secondari, e, nonostante, come da leit-motif, il villain sia solamente una versione uguale e contraria dell’eroe protagonista, il Kaecilius di Mads Mikkelsen rimane, seppur con i suoi dubbi, un cattivo convincente, sicuramente di un altro passo rispetto ai vari Whiplash, Malekith, Calabrone e compagnia cantante.

Doctor Strange mostra l’intima storia di distruzione e rinascita di un uomo, della sua riscoperta della sete della conoscenza di fronte ad un mondo nascosto ma talmente vasto che riduce la sua preparazione di medico al nulla assoluto (memorabile in termini di regia e di effetti speciali il “trip” in cui Strange sprofonda dopo il primo incontro con l’Antico, un vero gioiello di sperimentazione ed audacia).
Impreziosito da un cast d’eccezione, il film risulta scorrevole, gradevole e stuzzicante, date le soluzioni narrative escogitate da Derrickson, in cui vengono introdotti nuovi, fondamentali personaggi per le storie future del filone magico/mistico di casa Marvel, rimanendo fedele alle atmosfere delle recenti storie a fumetti di Brian K. Vaughan, J.M Straczynski e Mark Waid, ma omaggiando più di quanto si pensi il tono kitsch e cheesy delle storie degli anni ’60 firmate da Stan Lee, Steve Ditko e Roy Thomas.

La pellicola ha inoltre l’ambivalenza di essere sia un importante tassello in vista della resa dei conti che vedremo in Infinity War, dato che il manufatto centrale del film, l’Occhio di Agamotto si rivela essere la Gemma dell’Infinito del tempo, sia un ottimo trampolino di lancio per poter recuperare gli altri film dell’MCU, diventando uno starting point sostanzioso e gradevollissimo per i neofiti del genere, com’è stato per qualcuno di mia conoscenza.
Il film risulta una gioia per gli occhi e per il cervello, che riesce e svincolarsi dallo stampino con cui sembrano modellate le pellicole Marvel/Disney degli ultimi anni, un carosello di azione, effetti speciali da urlo e regia ispirata, con umorismo dosato, mai fuori luogo, che sa scherzare e sa prendersi sul serio.
Quello che viene da chiedersi quindi è: hanno forse paura gli altri film Marvel a portarsi al livello di Doctor Strange?

Il film potrà avere tutti i difetti che vogliamo; una trama non proprio originale (ho citato L’incredibile Hulk, ma anche il primo Iron Man ha una struttura molto simile); delle soluzioni narrative a tratti giudicate poco convincenti; c’è persino chi ha trovato il villain pessimo, ma Doctor Strange è riuscito a fare quello che nessun film dopo l’acquisizione della Marvel da parte della Disney non è riuscito a fare, ovvero bilanciare umorismo, azione e dramma in un mix perfetto facilmente replicabile ma raramente riproposto (sì, Spider-Man: Homecoming e Thor: Ragnarok, sto parlando con voi).

In conclusione, il mio consiglio è quello di recuperare, se non l’avete visto, questo piccolo gioiello visivo, godibile non solo in ottica della maratona verso Infinity War, ma anche come un delizioso bocconcino cinematografico durante una serata tra amici o con la vostra dolce metà, poiché vi troverete davanti ad un film per ogni occasione, praticamente senza scadenza.


Previous «
Next »
error: Il contenuto è protetto!