[Recensione] The Gifted Stagione 1 – Mutanti e Famiglia

0
The Gifted

Questa settimana è terminata la prima stagione di The Gifted, serie sugli X-Men di Fox, creata da Matt Nix, con protagonisti Stephen Moyer, Amy Acker, Natalie Alyn Lind, Percy Hynes White, Sean Teale, Blair Redford, Emma Dumont, Coby Bell e Jamie Chung.

La serie segue le vicende della famiglia Strucker, composta da Reed Strucker (Stephen Moyer), Caitlin Strucker (Amy Acker), Lauren Strucker (Natalie Alyn Lind) e Andrew Strucker (Percy Hines White) che viene improvvisamente scossa da un incidente, ossia la manifestazione devastante dei poteri mutanti di Andrew durante il ballo scolastico. La famiglia sarà quindi costretta a scappare ed affidarsi al movimento dei Mutanti Clandestini di John Proudstar (Blair Redford), Marcos/ Eclipse (Sean Teale) e Lorna Dane/Polaris (Emma Dumont). La famiglia Strucker faticherà ad inserirsi in questo sottobosco di fuggitivi mutanti proprio a causa del lavoro precedente di Reed, procuratore assegnato alla task force anti mutanti. I mutanti e gli Strucker dovranno far fronte comune contro i Sentinel Services e le Trask Industries del Dr. Rodrick Campbell (Garret Dillahunt).

Dopo Legion, questa serie è il secondo prodotto del franchise degli X-Men ad approdare sul piccolo schermo a puntate e, a differenza di quella serie, in onda su FX, e quindi con necessariamente più bisogno di spazio di manovra, questa è molto più legata al mito degli X-Men di quanto si potrebbe pensare.

John e Lorna infatti, che sono a capo dei Mutants Underground, ossia quello che è più vicino agli X-Men in questa serie, sono stati incaricati proprio dai loro fratelli più illustri di salvaguardare i mutanti e anche gli esseri umani da minacce mutanti poco prima di scomparire.

Nel mondo di The Gifted, infatti, vi stato un evento che è equiparabile all’11 settembre per i Mutanti, che li ha resi ancora più odiati e temuti ed ha fatto si che venisse riaperto il programma sentinella dopo i primi incidenti( ossia l’attacco alla casa Bianca di Magneto con le sentinelle nel 1973), e che ha anche causato un ritorno sotto la lente pubblica delle industrie Trask.

Dal punto di vista della sceneggiatura ci troviamo di fronte, con molto probabilità, ad uno dei migliori prodotti supereroistici in circolazione sul piccolo schermo, sopratutto perché riesce in un difficile compito, ovvero essere la storia di una famiglia e di supereroi; spesso si è caduti nell’errore, un pò come No Ordinary Family, di trovarsi in situazioni in cui un elemento prendeva il sopravvento sull’altro, mentre in The Gifted non succede, anzi i momenti più supereroistici e quelli familiari sono ben legati tra di loro e fanno quindi godere molto di più il percorso di tutti i personaggi che maturano con il progredire della serie.

Andy e Lauren, per esempio, hanno un percorso che si può dire opposto uno all’altro. All’inizio della serie li troviamo con un certo comportamento ed un certo pensiero, fino a quando entrambi non iniziano a distaccarsi sempre di più sia dal pensiero dei loro genitori che da quello della massa, riuscendo a scindere cosa vuol dire essere un mutante per entrambi. Lauren colei che ha nascosto i suoi poteri per anni, è ovviamente quella più incline al percorso già tracciato da John e Marcos, mentre Andy si avvicina sempre di più a quello che lui chiama la strada dei “Von” Strucker, facendo riferimento al retaggio della loro famiglia, come membri originari del Club Infernale e pericolosi Gemelli Fenris.

Reed e Caitlin, invece, riusciranno a trovare un posto anch’essi nell’organizzazione riuscendo come umani a dare il loro supporto sia ai mutanti che ai figli, e questo li porterà ad una maggiore responsabilità genitoriale ed anche ad una maggiore intesa tra di loro.

Gli altri personaggi, John, Marcos, Lorna e  Blink, hanno tutti all’interno della prima stagione un percorso ben definito: infatti, ad ognuno è dedicato un episodio oltre lo spazio che gli viene dato in ogni puntata che però non va mai a coprire l’importanza della trama e della continuity.

John e Marcos in un certo senso hanno un percorso che li metterà più spesso in contrasto, ma che nei momenti di bisogno li farà unire.

Blink rappresenta invece una sorta di elemento esterno che, un pò come gli Strucker, disturba lo status quo dei Mutanti Clandestini ma si rivela un assetto molto utile.

Lorna, invece, è una madre disposta a tutto pur di proteggere il figlio che porta in grembo e non sa nemmeno lei quale sia ora il suo posto nel mondo, sopratutto alla luce delle scoperte che farà col procedere della serie su suo padre e sul suo retaggio da “reale”.

La serie però costruisce anche dei buoni villain, come  l’agente dei Sentinel Services, Jace Turner (Coby Bell), che ha una sua parabola discendente, causata anche dalle pressioni psicologiche effettuate da Dreamer su di lui e da un incidente causato dalle sorelle Stepford (Skyler Samuels): proprio lui darà molte soddisfazioni, sia perché non è un villain appariscente, sia perché viene quasi “capito” dal pubblico in più occasioni. Dall’altra parte invece abbiamo il Dr Roderick Campbell, che è un vero e proprio scienziato pazzo e rappresenterà con i suoi esperimenti una minaccia concreta, sopratutto in quanto pare l’erede di Trask per quello che riguarda gli esperimenti sui mutanti.

La serie fa anche un ottimo lavoro di continuity a differenza di Legion: infatti, nonostante si posizioni in un punto del futuro non precisato, sono molteplici i riferimenti ad avvenimenti che riguardano i Mutanti nella nuova continuity creata con First Class, Days of Future Past ed Apocalypse, sopratutto momenti che hanno definito proprio quella storia o ancora momenti che la arricchiscono in quanto passano in secondo piano rispetto alla storia generale. Avvicinandosi alla fine della serie non vi sono dubbi su che linea temporale sia questa, vi sono invece dubbi su che fine abbiano fatto gli X-Men.

Il mondo di The Gifted è un mondo dove il sogno di Xavier non può più esistere, è un mondo dove la speranza risiede nei pochi e dove paradossalmente una Confraternita dei Mutanti troverebbe più facilmente accoliti rispetto ad un gruppo come gli X-Men, di cui appunto i Mutanti Clandestini sono depositari dell’eredità.

Alla fine dei conti, siamo di fronte ad una serie che, pur con tutte le restrizioni di un network come Fox, funziona e riesce ad intrattenere, facendo anche un lavoro di continuity molto puntuale, da fan del brand degli X-Men, la sto apprezzando e sono molto contento del risultato finale e del rinnovo.