Brendan Fraser torna ad incantare e a far commuovere il mondo del cinema e dei festival con Rental Family – Nelle vite degli altri, film diretto da Hikari e presentato alla scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma. Si tratta di una commedia drammatica che racconta una particolare usanza presente nella comunità giapponese e che arriverà nelle sale cinematografiche italiane da Gennaio 2026, distribuito da Searchlight Pictures. 

La trama di Rental Family ruota attorno a un attore americano di nome Phillip che, in crisi professionale e personale, accetta un lavoro insolito a Tokyo: diventare un membro di una “famiglia a noleggio”. In questo ruolo, impersona figure come un padre, un amico o un compagno di giochi per clienti solitari, fino a quando non si trova a doversi occupare di una bambina di undici anni e a dover creare un legame più profondo. Attraverso questi incarichi, Phillip inizia a confondere i confini tra finzione e realtà, scoprendo un senso di empatia e di appartenenza in un mondo dove i sentimenti possono essere simulati. 

In Giappone l’usanza di affittare, noleggiare attori per interpretare membri della famiglia è molto comune. I professionisti vanno a sopperire ad alcune mancanze interne alla società, da un padre che non c’è più, a un nonno o ad un figlio o una figlia. Ci sono, però, anche situazioni al limite in cui gli interpreti devono vestire i panni di personaggi scomodi all’interno di una coppia, come ad esempio amanti o simili. Si tratta di una pratica che riesce a regalare un po’ di sollievo e conforto a persone che hanno perso qualcuno, ad esempio, o che si sentono soli al mondo e hanno solo bisogno di qualcuno che stia loro vicino, anche per finta. Dal punto di vista occidentale potrebbe sembrare un qualcosa di triste, una consolazione fittizia che potrebbe solamente aumentare il dolore personale. Per la popolazione giapponese, invece, si tratta di un lavoro comune e consolidato. Brendan Fraser interpreta Philip, un attore che si trova a dover coprire dei ruoli estremamente delicati e che lo porteranno ad un’evoluzione estrema della sua persona e del suo essere.

Rental Family racconta la storia di Philip, un uomo che soffre la solitudine in una città che lo ha accolto diversi anni prima, ma in cui sembra sentirsi ancora un pesce fuor d’acqua. Osserva le altre famiglie e le coppie dalla sua finestra, la solitudine lo divora profondamente, mentre cerca di trovare il suo posto nel mondo. La soluzione e il plot twist della sua vita arriva quando inizia a lavorare per un’azienda che si occupa di Rental Family, dove ricopre diversi ruoli, come ad esempio un padre per una bimba dolcissima o un giornalista per un attore ormai divenuto anziano e giunto alla fine della sua vita e della carriera. Philip inizia a faticare a gestire in maniera fredda la vita personale e la vita lavorativa, affezionandosi ai suoi clienti in un sistema in cui ciò non è assolutamente possibile, ma questo gli permetterà di scoprire nuovi lati di se stesso e della vita.

La solitudine è al centro della storia raccontata in Rental Family, l’essere umano è per natura un animale sociale e sente il bisogno, il desiderio di trovare qualcuno da avere accanto, che sia un compagno, una compagna, un figlio o semplicemente una persona con cui potersi confidare. La pratica che si sviluppa in Giappone è unica nel suo genere e può sembrare estremamente strana, ma se vista da vicino si tratta di qualcosa che può effettivamente portare gioia e sollievo. Nonostante la tematica non sia affatto leggera, Hikari è riuscita a trattare il tutto con una leggerezza invidiabile, che mescola dramma e commedia in un equilibrio perfetto e mai patetico. La presenza di Brendan Fraser, inoltre, contribuisce a questo senso di mescolanza di generi, grazie alla sua capacità di addentrarsi sia in momenti più ilari e divertenti, sia in momenti che commuovono profondamente il pubblico. La sceneggiatura non ha mai lo scopo di essere patetica, ma sfrutta in maniera brillante le battute argute per scatenare il riso, mentre sa essere seria e ponderata in quelle scene che lo richiedono, riflettendo sulla vita e sugli affetti umani. 

Ogni personaggio all’interno di Rental Family ha una micro storia di dolore intima, di solitudine, di abbandono, di infelicità. La genuinità di Philip riesce a fare breccia nei loro cuori e a rivoluzionare la loro visione grigia della vita, votata solamente alla carriera e all’impegno lavorativo, ma mancante di sentimenti e di empatia. Uno dei primi lavori di Philip è quello di fingersi uno sposo per una giovane donna che desidera lasciare la sua famiglia, ma che non vuole, allo stesso tempo, ferirla. Un atmosfera cosparsa di sfumature, dove è impossibile prendere una posizione netta e dove non è assolutamente tutto o bianco o nero, ma prendere in maniera molto delicata con apertura mentale e del cuore. 

Rental Family – Nelle vite degli altri è un’opera che mescola con maestria commedia e dramma, in un contesto culturale estremamente particolare che vede un’impresa di noleggio di attori per ricoprire ruoli che sostituiscano o interpretino membri della famiglia. Una storia delicata e profonda, che diverte, ma fa anche commuovere e riflettere sulla natura umana e su quanto ci si possa sentire soli al mondo.


Rental Family – Nelle vite degli altri, film diretto da Hikari e con protagonista Brendan Fraser, sarà al cinema da Gennaio 2026 con Searchlight Pictures. Ecco il trailer italiano:

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