Oggi, mercoledì 20 Aprile, debutta su Netflix la seconda stagione di Russian Doll, serie tv creata da ideata da Natasha Lyonne, Leslye Headland e Amy Poehler. Questa seconda stagione sarà riuscita a mantenere alta la qualità o ne uscirà sconfitta dal confronto con la prima? Abbiamo potuta vedere in anteprima la seconda di Russian Doll e questa è la nostra recensione.

La seconda stagione si apre con Nadia (Natasha Lyonne) immersa nei preparativi del suo quarantesimo compleanno. Dopo essersi lasciata alle spalle quella situazione surreale che aveva vissuto 4 anni prima tra loop temporali e morte, sembra proprio che potrà godersi una festa in piena regola, organizzata dall’amica di sempre Maxine (Greta Lee). Purtroppo, il destino ha in serbo altro per lei, infatti, salendo sul treno della metropolitana di New York, 6622, si troverà misteriosamente catapultata negli anni ‘80. Da lì Nadia farà di tutto per aggiustare il suo passato con la madre. Nel frattempo Alan (Charlie Barnett), si trova anche lui a vivere questa nuova condizione che lo catapulta nella Berlino del 1968. Ma cosa c’è dietro a tutto questo? Questo è il grande mistero che la seconda stagione di Russian Doll ci consegna nella prima puntata, non più prigioniera di un loop ma in fuga nel tempo, la nostra Nadia dovrà risolvere tutto se vuole poter correggere nuovamente e per sempre la sua vita.

Come pare evidente da questa trama, la serie nella sua seconda stagione si discosta parecchio da quello che era stato fatto nella prima fortunata e geniale iterazione dello show e decide di non giocare sul sicuro, ma osare con una certa attenzione ai personaggi secondari della prima stagione. Gli sceneggiatori decidono di non concentrarsi più sulla ricerca di umanità e autodeterminazione della protagonista, che già ampliamente aveva visto la sua vita cambiare in meglio e avere una nuova prospettiva con la fine della stagione uno, ma bensì sul passato di Nadia, sui rimpianti e sulla celebrazione della vita e di tutto quello che ci ruota attorno. Se la prima stagione era un caso straordinario, immediato ma anche onirico, in questa seconda si punta più su qualcosa di già visto, ma che dimostra che nonostante tutto la serie avesse ancora delle cartucce da sparare.

Spesso ci viene detto che, nella vita, tutto ci rende ciò che siamo, che non possiamo ancorarci al passato, che sia le scelte sbagliate che quelle giuste ci portano in una direzione che ad un certo punto ci farà apprezzare di più chi siamo e come lo siamo diventati: ecco, Russian Doll nella seconda stagione fa proprio questo. Il tutto con la scusa dei vari viaggi nel tempo che subiscono i personaggi, vengono portati a confrontarsi con il loro passato, di cui sapevamo tremendamente poco, e accettarlo. Ma oltre che accettarlo, anche riuscire a capire quali siano state, nelle sfortune, le vere fortunate e imprescindibili lezioni di vita che questi eventi portano con se.

Russian Doll

La serie, dal punto di vista della trama ma anche dell’intreccio, si presenta molto meno difficile da seguire o comprendere già nei suoi primi minuti rispetto alla precedente iterazione e da una parte questo è un bene, perché evita di dover riproporre situazioni già viste e scontate, pur non sacrificando sè stessa. Il viaggio nel tempo diventa così un modo per conoscere meglio Nora, la madre di Nadia, ma anche Ruth, madre adottiva ed amica di Nora. Queste due donne nelle sequenze degli anni ‘80 sono agli antipodi per carattere ma sono amiche e hanno una dinamica davvero fresca e divertente. Mentre Alan, che si trova a Berlino nel ‘68, ha modo di conoscere meglio la sua origine, cosa ha fatto di lui ciò che ora e finalmente accettarsi. Dunque possiamo dire che, nonostante tutto, questa trama semplice funziona, anche in virtù dei grandi pregi di questa seconda stagione: costumi, musiche, regia ed attori.

Con il wormhole che si ritrovano ad attraversare sia Nadia che Alan, conseguentemente ci troviamo a dover rivivere momenti andati della vita a NY e a Berlino, e non solo. Così entra in gioco anche un reparto costumi ancora più imponente che nella prima stagione, con un lavoro davvero gigante tra ricostruzione di abiti e scenografie che ci riportano in posti che non esistono più o sono completamente cambiati nel corso dei decenni. Questo, insieme a delle musiche azzeccate molto più che nella prima stagione, regala una bellissima esperienza che dimostra quanto comunque la serie non abbia voluto concentrarsi su quello che più sarebbe stato facile ma osare in certe cose, che non vi riveliamo per non fare spoiler.

Un altro, senza neanche dirlo, importante elemento da non sottovalutare sono gli attori. Lyonne con Nadia svolge davvero un ottimo lavoro anche in questa stagione, confermando non solo le buone impressioni sulla sua precedente interpretazione ma anche la sua versatilità: decisamente deve aver aiutato essere anche parte della forza creativa della serie. Anche Barnett è davvero in parte e ci mostra un personaggio cambiato dalla prima stagione che si è accettato ma ancora deve risolvere qualcosa per sè stesso. Anche l’attrice che interpreta Ruth, Elizabeth Ashley, fa davvero un grande lavoro, portandoci una “madre” preoccupata e anche ormai malata con tutti i suoi acciacchi, è anche divertente vedere la Ruth più giovane negli anni ‘80 interagire con Nora/Nadia, così come il grande attaccamento che lei stessa provava in un momento diverso della sua vita con la madre di Nadia.

Insomma, la seconda stagione di Russian Doll intrattiene, non cerca di innovare nulla e si allontana dall’archetipo di loop temporale già ampliamento sviluppato nella prima stagione, costruendo una storia che di fatto chiude tutto ciò che poteva essere rimasto in sospeso dalla prima stagione. Forse questa nuova interazione nasce molto dal voler avere un programma forte ed apprezzato per Netflix in un momento così delicato ed anche la necessità di voler raccontare alcuni personaggi più approfonditamente senza voler fare uno spin off. Attori, scenografie e musiche sempre di alto livello. In definitiva possiamo dirci soddisfatti, appagati da queste due stagioni di bella televisione e speriamo di poter almeno stavolta dire che abbiamo chiuso con Russian Doll, anche perché, seppur l’inventiva degli sceneggiatori possa pure essere infinita, ci sono ben poche cose che potrebbero ancora interessare; inoltre la storia di Nadia e Alan, ormai non ha più molto da dire, e questo finale, seppur aggiuntivo, chiude e mette la parola fine davvero su qualsiasi nostro possibile dubbio.


La seconda stagione di Russian Doll è ora disponibile su Netflix. Di seguito il trailer ufficiale della serie tv:

RASSEGNA PANORAMICA
Russian Doll: Stagione 2
7.5
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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