Sull’onda dell’entusiasmo del grande successo di critica e pubblico avvenuto con il remake di Silent Hill 2, Konami ha rivitalizzato una delle sue ip più famose in pochissimo tempo, come verosimilmente sta succedendo anche con Metal Gear Solid. Ripartendo da un capo saldo della sua immensa libreria videoludica che vedevano protagoniste le vicende di James Sunderland, la software house nipponica però non si è fermata solo sui remake (in arrivo anche quello dedicato al primo capitolo), ma ha anche annunciato un nuovo gioco originale della saga: Silent Hill f. Ambientato nel Sol Levante e non più nella tenebrosa città americana (cosa che ha scatenato svariate perplessità), questa volta troviamo come protagonista Hinako, una giovane ragazza di Ebisugaoka, una ridente rurale cittadina nipponica nella prefettura di Gifu.

Proprio la narrazione è il vero punto forte del titolo di Konami, che vede una sceneggiatura curata da Ryukishi07 e che ho trovato eccelsa sotto ogni punto di vista. La storia infatti è stata capace di tenere sempre alta la mia curiosità attorno alle vicende di Hinako e i suoi amici, scritti ottimamente sia sotto l’aspetto caratteriale, sia quello psicologico, e tramite una scrittura potente, ricolma di scene gore e che tratta temi delicati come la disparità e discriminazione tra uomo e donna, gli abusi familiari ed i traumi di Hinako in maniera veramente certosina. Una storia che si aggrappa al passato, a vicende socio-politiche reali degli anni 60 in Giappone, alle leggende e che sente l’influenza di titoli iconici come Fatal Frame, Forbidden Siren o Project Zero, ma anche ai classici film horror nipponici che si vedevano nei primi anni 2000 al cinema.

Silent Hill f

Parlando del gameplay di Silent Hill f, ci troviamo dinanzi ad un action survival horror che offre una progressione molto lineare, tra combattimenti ed esplorazione. Proprio l’esplorazione l’ho trovata un punto cardine del titolo di Konami, dove trovare i documenti aiutano a capire meglio parti della criptica narrazione del gioco e l’ottenimento di risorse invece utili per la sopravvivenza dalle temibili creature di Ebisugaoka. Altro punto cardine del gioco sono i molteplici enigmi da risolvere, assolutamente ben gestiti, diversificati e anche abbastanza complicati da risolvere alla massima difficoltà.

Studiarli e risolverli, vi garantisco che alla fine danno una gran bella soddisfazione. Già vista nel remake di Silent Hill 2, torna la bellissima mappa del gioco e il diario dinamico, con continui aggiornamenti e bellissime illustrazioni fatti sul momento da Hinako, che non solo risultano molto duttili ed intuitivi, ma anche migliorati da quelle viste precedentemente nel capitolo sviluppato da Bloober Team.

Gli scontri invece sono quelli che mi hanno lasciato più di una perplessità, con un combat system abbastanza legnoso e pesante. Hinako potrà solo usare armi bianche, ed ogni arma avrà un indicatore di resistenza, che una volta consumata romperà la nostra arma, che comunque potrà essere riparata con dei kit dedicati ad esse. Hinako è dotata di una schivata molto generosa ed attacchi veloci e deboli o caricati, ma molto forti, tutti gestiti tramite il consumo della barra di stamina. Inoltre come novità troviamo la barra della sanità mentale, che potrà far concentrare Hinako e permetterle di contrattaccare, avere finestre di schivata o attacco più generose e attacchi mirati ai nemici. Una volta però esaurita questa barra (che si consuma abbastanza velocemente) c’è un malus, con Hinako che vedrà piano piano prosciugarsi la vita, ergo, bisognerà centellinare bene i momenti giusti in cui utilizzarla.

SILENT HILL f

Oltre a ciò troviamo anche un sistema di upgrade delle abilità di Hinako tramite delle donazioni che potremo fare agli altari sparsi nella mappa di gioco (punti di salvataggio). Qui donando/scambiando diversi oggetti tra cui dolciumi, medicine o altro otterremo dei punti fede, che insieme alle tavolette Ema aumenteranno la potenza, resistenza, sanità mentale o slot per gli amuleti Omamori. Gli amuleti sono altre risorse che potremo sia ottenere in game sia scambiandoli con punti fede, che una volta equipaggiati daranno diversi bonus statistici alla nostra protagonista. Nel suo complesso, ho trovato il combat system il vero anello debole del titolo, anche se nonostante tutto ci si può chiudere un occhio, anche perchè alla fin fine Hinako non è una combattente, ma una ragazzina smilza degli anni 60, cosa che si sposa bene con un combat system pesante ed impreciso.

SILENT HILL f

Uno dei problemi principali però sono le tante finestre di allarme e slow motion che spesso rompono di fatto la tensione e che a mio avviso invece dovrebbe schizzare alle stelle in quei momenti. Al contrario ho trovato ottima una gestione delle telecamera, più ravvicinata e che in questo caso invece fa salire spesso la tensione,  risulta più coinvolgente e si sposa bene con i jumpscare del gioco. Certo, negli spazi angusti c’è il rischio che la camera impazzisca, incastrandosi nei fondali, ma devo dire che questa cosa mi è capitata raramente. Altro neo è il livello di difficoltà, che soffre di un bilanciamento poco curato a mio avviso, con due livelli di difficoltà per il combattimento e tre per gli enigmi.

Detto ciò, il gioco risulta o troppo facile o bello arduo, non centrando mai un livello medio di difficoltà che potrebbe soddisfare tutta la platea di videogiocatori che vogliono avventurarsi in questo capitolo della saga horror di Konami. Infine il gioco presenta ben cinque finali diversi e una rigiocabilità enorme, visto che le seguenti run, aggiungono alla storia nuove cutscene, nuove aree e dialoghi, documenti che ampliano la lore e danno un significato all’avventura di Hinako ben più ampia al giocatore. In questo caso ho trovato perfetta la durata del titolo che si assesta sulle otto ore di gioco, cosa che a mio avviso incita e aiuta il giocatore a intraprendere nuovamente un’altra run senza troppe remore.

Un comparto artistico ispirato e sublime

A livello tecnico ho trovato il titolo sviluppato da NeoBards Entertainment Limited un gioco a due facce. Per quanto riguarda la direzione artistica, il lavoro svolto sulla città e sui personaggi l’ho trovato un lavoro veramente eccelso, curato e sempre bello da vedere. Le parti rurali della cittadina giapponese, la messa in scena delle tradizioni nipponiche, dell’otherworld e della nebbia sono da far sgranare gli occhi per quanto siano belli. Ma a colpirmi di più è stata la marea di fiori rossi, meglio conosciuti come Lycoris radiata o in giapponese Higanbana (彼岸花) che invadono e prendono possesso di Ebisugaoka man mano che proseguiamo l’avventura, da rendersi praticamente i protagonisti del gioco tanto quanto Hinako. Idem anche per il design dei mostri affidati all’artista Kera, che prendono spunto dai vecchi capitoli della saga e che vedono l’influenza dell’artista nipponico Junji Ito, risultando tanto aberranti quanto sublimi.

Diverso discorso invece per le animazioni, che talvolta appaiono spesso appesantite e legnose, allacciandosi inevitabilmente al discorso inerente al combat system. Ottimo invece l’uso del Unreal Engine 5 come motore grafico, anche se è da annotare sul taccuino qualche calo di frame in diverse parti del gioco. Nel complesso però sia su Xbox Series X, che su PlayStation 5 Pro il gioco si comporta ottimamente. Il comparto sonoro anche qui raggiunge picchi incredibili, con una colonna sonora scritta in parte dal maestro Akira Yamaoka e Kensuke Inage, Dai e Koichi “Xaki” Sakitache che confezionano una soundtrack di una bellezza sontuosa. Ottimo anche il doppiaggio sia in lingua inglese, che giapponese (mia preferenza) condita da sottotitoli in molteplici lingue compresa la nostrana.

SILENT HILL f

Quindi a conti fatti Konami come ne esce da questo nuovo capitolo della saga? Per me in maniera assolutamente vincente. Ho trovato in Silent Hill f tutto quello che volevo al netto dei suoi difetti inerenti al combat system, soprattutto grazie ad una storia profonda, cupa, intensa, criptica e sempre in grado di tenere alta la mia curiosità, ma soprattutto trasmettendomi l’enfasi e la smania di voler continuare il viaggio nella mente di Hinako ogni volta che ne avevo la possibilità. Un viaggio sentimentale, psicologico, sociale e che incarna assolutamente lo spirito e le atmosfere della saga.

Un viaggio che alla fine dei titoli di coda ti rimane dentro e ti scava nella mente domande su domande. Ed è proprio per questo che risulta un titolo vincente ai miei occhi. E sono dell’avviso che non serva obbligatoriamente ambientare il titolo nella nebbiosa cittadina americana per trasmettere le atmosfere della saga, anche perchè è Hinako stessa Silent Hill, non la città, ma la sua mente e gli orrori che prendono forma, l’esoterismo ed il rapporto con il divino, gli abusi e la realtà cruda dei fatti che deve affrontare, che sono e fanno di lei Silent Hill nella sua pura essenza.

So bene che potrebbe essere un titolo divisivo, soprattutto se non si amano gli aspetti legati al Giappone e alla sua tradizione, a mostri ed aspetti anche un po’ fantasy a tratti, che non posso rivelare ora in fase di recensione per evitare spoiler molto grossi. D’altro canto invece se vi piacciono quegli aspetti, questo gioco potrebbe essere una piccola perla e uno dei Silent Hill più belli da giocare a distanza di tanti anni. Un titolo capace di farvi empatizzare con la sua protagonista e con una storia che arriva dritta al cuore che difficilmente dimenticherete molto presto.


Silent Hill f è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X and Series S e Microsoft Windows.

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