La tanto attesa e tanto agognata ultima stagione di Star Wars: The Clone Wars è finalmente arrivata in Italia su Disney+! Con l’uscita odierna del terzo e del quarto episodio si conclude il primo dei tre archi narrativi di quest’ultima stagione, ovvero quello maggiormente dedicato ai cloni, a Rex, Cody, Echo e alla Squadra Speciale 99, i Bad Batch!
Gli episodi di questo primo arco narrativo erano già noti ai fan più hardcore del brand, in quanto rilasciati (seppur in un formato ancora molto grezzo e lontano dalla versione definitiva che si sarebbe dovuta presentare al pubblico intero) nel 2014, quando la serie tv non venne rinnovata da Netflix per la settima stagione. Ad ogni modo, gli episodi presentati all’epoca, e facenti parte dell’archivio Clone Wars Legacy, non erano stati pensati per essere parte della stagione conclusiva della serie animata, pertanto il nuovo arco narrativo dedicato ai Bad Batch presenta qualche piccolo cambiamento che dona alla storia un maggiore pathos.
Come già scritto sopra, l’arco narrativo dei Bad Batch è una di quelle storie di Clone Wars dove i protagonisti assolti sono proprio i cloni. Dave Filoni, creatore della serie, ha voluto omaggiare i suoi tanto amati soldati e in particolare Rex (recentemente da lui stesso dichiarato uno dei protagonisti della serie insieme ad Ahsoka).
Gli episodi si concentrano su una missione di recupero dati, che si trasforma brevemente però in una missione di salvataggio, e successivamente sulla controffensiva della Repubblica contro le forze separatiste della Tecnounione. In particolare, la missione di salvataggio riguarda Echo, uno dei cloni della squadra Domino, creduto morto durante il raid nella cittadella per il recupero del Generale Evan Piell e del Capitan Wilhuff Tarkin. Durante le battaglie sul fronte di Anaxes, Rex riesce a leggere nelle recenti sconfitte dell’esercito della Repubblica le tattiche di Echo e si lascia guidare dal suo istinto per ritrovare l’amico creduto scomparso.
Ad aiutare il Capitano Rex nella missione di infiltrazione e recupero, la Repubblica, su consiglio del Comandante Cody, inviano la Clone Force 99, una squadra speciale di cloni “difettosi”, tutti diversi tra di loro e diversi anche dal campione originale di Jango Fett. Non è chiaro se i membri della squadra siano stati creati così o siano davvero degli “errori” di laboratorio, ma è certo che le loro qualità e la loro diversità li rende unici. Tanto unici però quanto altezzosi e presuntuosi, elementi che collideranno con Rex e la sua missione.
Uno spazio importante è lasciato però anche ai Jedi, e in particolare ad Anakin Skywalker, al quale comunque vengono dedicate almeno due importanti scene, una delle quali per altro, totalmente inedita rispetto ai vecchi episodi e sentimentalmente molto importante per il personaggio.
Una piccola, ma doverosa nota di merito da usata nei confronti del comparto tecnico delle puntate. La settima stagione arriva a ben dodici anni di distanza dalla messa in onda del primo episodio della prima stagione, ed è quasi scontato dunque, che si presenti meglio dal punto di vista della definizione, dei colori e delle animazioni, ma il talento e l’amore degli uomini e delle donne che lavorano in Lucasfilm, oltre ai soldi che mamma Disney adesso sgancia per la produzione, hanno fatto nascere un prodotto dall’altissimo tasso tecnico anche per gli attuali standard.
Bad Batch in definitiva è un buon arco narrativo, uno dei migliori addirittura dell’intera serie. Tutto ciò che si può chiedere a Star Wars: The Clone Wars, “Bud Batch” ce l’ha. Azione, cloni, guerra, fratellanza, sparatorie e spade laser! Bad Batch si è dimostrato un ottimo modo per dare inizio all’ultima stagione delle guerre dei cloni. Un arco narrativo che è a tutti gli effetti una lettera d’amore ai cloni e agli ultimi membri della tanto amata Squadra Domino.
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