Paprika è una diavoletta di successo: Chief Creative Officer della Infernum Press, sta per concludere un accordo che porterà al cinema Spice It Up, il best seller della casa editrice, ed è una donna in carriera. Ma non è tutto oro quel che luccica. Paprika non ha relazioni sentimentali, non ha veri amici, ed è complessata proprio nei rapporti col prossimo a causa del padre. Sweet Paprika, nuova opera di Mirka Andolfo, ci porta in un mondo popolato da angeli e diavoli, per raccontarci una sexy commedia romantica che, dietro alla leggerezza, all’ironia e alla piccantezza, ci parla di molto altro.
Nel primo volume di questa nuova trilogia, facciamo quindi la conoscenza dei protagonisti della nostra storia: Paprika, diavoletta in carriera incapace di avere relazioni sentimentali, sessuali o anche solo vere amicizie, tormentata dalle critiche paterne, un giudice che ha contribuito, con pressioni e pretese, a rendere la giovane totalmente complessata per quanto riguarda il sesso. Non solo il pedante padre, ma anche una relazione finita male con un uomo destinato ad incrociare nuovamente il proprio destino con quello della CCO della Infernum Press. Paprika è combattuta tra una vita comunque soddisfacente, almeno all’apparenza, e il bisogno di avere rapporti con il prossimo e di poter essere se stessa. Come ogni persona ha un sano desiderio sessuale ma, anche durante la masturbazione, che la ragazza vive con fervida immaginazione, il pensiero del giudizio del padre pone un freno al piacere della giovane donna.
Oltre alla protagonista, altri due personaggi assurgono al ruolo di protagonisti in questo primo volume di Sweet Paprika: da una parte Dill, angelo fattorino sciupafemmine, che salta da una donna all’altra e mostra particolare interesse, non solo sessuale, per la nostra protagonista; dall’altra Za’atar, affascinante Executive Producer della Purgatory Pictures, la casa di produzione del film di Spice It Up, che diventerà l’interesse sentimentale e soprattutto sessuale di Paprika.
In Sweet Paprika, quindi, ci troviamo di fronte ad un divertentissimo mix che porta in scena elementi che ricordano un po’ serie TV come Sex & The City, un po’ commedie come Il Diario di Bridget Jones e situazioni che potrebbero ricordare Il Diavolo Veste Prada ma, come già detto in precedenza, sotto la patina divertente e sexy della storia ideata da Mirka Andolfo, troviamo riflessioni che sono tutt’altro che divertenti.
Il personaggio di Paprika, infatti, dietro all’apparenza di donna forte e realizzata, nasconde tutte le problematiche che ancora oggi, purtroppo, affliggono il genere femminile: se è vero che vedere una donna in carriera non è più un evento così raro (pur rimanendo sempre più raro rispetto alla controparte maschile, benvenuti nel 2021… ), è altrettanto vero che, per raggiungere simili gradi di successo, la fatica e la salita sono sempre maggiori rispetto a quelle che deve affrontare un uomo.
E, come se non bastasse, Sweet Paprika ci mostra anche come il pregiudizio, i preconcetti ed i tabù siano ancora un macigno: una donna che vuole vivere liberamente la propria sessualità viene, ancora oggi, criticata e giudicata, laddove la medesima situazione vissuta dal lato dell’uomo viene vista come un trofeo da esibire. In questo, è emblematico il ruolo del padre di Paprika, che riesce ad essere contemporaneamente metafora della società, della famiglia e delle istituzioni religiose, che vedono una donna libera, anche nella propria sfera sessuale, come una sorta di mostro, qualcosa di cui vergognarsi.
“Con quella faccia, quell’aureola, quel corpo e quel sorriso da ebete… anche se sei uno scansafatiche il cui impegno più grande della giornata è sentirsi figo davanti allo specchio, puoi fare e dire tutto quello che vuoi! Ti piace una donna? Te la fai! Vuoi degli amici? Tutti ti adorano! Anche se sei stupido come un tappo di bottiglia. Mentre io devo lottare tutti i giorni per farmi temere e rispettare, nessuno mi sopporta e non riesco nemmeno a farmi scopare da un idiota come te.”
Con questo dialogo, che rappresenta il vero turning point del primo volume, e che in poche battute spiega quanto detto fino ad ora, oltre a fornirci un importante indizio su Dill, Paprika inizia il percorso che la porterà (forse) ad emanciparsi e ad affrontare il vero problema, ovvero “chi voglio essere”: perché, di tutte le difficoltà che è stata ed è costretta ad affrontare, uno degli ostacoli più grandi che la ragazza deve superare è proprio il blocco che, sia a causa del mondo che la circonda ma in parte anche di se stessa, si è auto imposta.
Mirka Andolfo non ha più bisogno di presentazioni: l’autrice partenopea, ormai una star internazionale, è sempre più a suo agio nel ruolo di autrice completa, e questa sua nuova opera in solitaria riporta, almeno in parte, alle atmosfere e allo stile visivo di Sacro/Profano, pur con le differenze dovute all’evoluzione anche stilistica di Mirka. Uno stile più caricaturale rispetto a Mercy (esteticamente il miglior lavoro dell’autrice, a detta di chi vi scrive), perfetto nel suo bianco e nero (con sporadiche punte di colore sullo sfondo delle vicende) e nel suo tratteggiare situazioni piccanti e divertenti alternate a riflessioni e tormenti interiori della protagonista. Dal punto di vista della scrittura, siamo di fronte ad un lavoro solido e senza sbavature, con tempi comici perfetti e dialoghi taglienti che tratteggiano alla perfezione i personaggi introdotti in questo primo volume con, ovviamente, l’esplosiva Paprika a farla da padrone tra un sogno erotico ad occhi aperti ed un commento pungente sul comprimario di turno.
Il primo volume di Sweet Paprika, pubblicato sotto l’etichetta Astra di Star Comics, conferma tutte le aspettative che il pubblico si era fatto in questi mesi di attesa, e non potrà che generare ulteriore hype per il progetto animato dedicato a questa nuova serie, prodotta da Erik Barmack e dalla Wild Sheep Content.
Sweet Paprika Vol.1 di Mirka Andolfo è ora disponibile in tutte le fumetteria, librerie e store online.















