Stiamo vivendo in un periodo geopolitico complesso, ed è bene ricordare un prodotto televisivo che passa spesso in sordina: Teheran. La serie di spionaggio Apple TV+ racconta la crisi tra Iran e Israele unendo finzione e una realtà che – purtroppo – vediamo da molto vicino. In programmazione sulla piattaforma di streaming dal 2020, e giunta alla terza stagione.

Teheran segue le vicende di Tamar Rabinyan, abile hacker informatica che lavora nel Mossad. Fin da piccola si è sempre sentita una cittadina di due Stati: la ragazza è infatti nata in Iran ma crescita in Israele. Il Mossad le affida la missione di infiltrarsi a Teheran per manomettere una centrale nucleare e permettere alle forze militari israeliane di insediarsi. Qualcosa non va secondo i piani, e Tamar è costretta a fuggire, ma si ritroverà intrappolata in Iran, senza possibilità di scappare. Nella terza stagione la ritroviamo ancora qui, tra le Forze Rivoluzionarie Iraniane, guidate da Faraz Kamali (interpretato da Shaun Toub) e il Mossad che le stanno dando la caccia.

Perché guardare Teheran? Seppur creata da uno sceneggiatore israeliano, Moshe Zonder (che ha scritto anche alcuni episodi di Fauda, la serie Netflix sul conflitto arabo-israeliano), Teheran non sembra prendere le parti di nessuno. La protagonista stessa, interpretata da Niv Sultan, è un personaggio controverso e ambiguo: si sente israeliana, ma non ha mai rinnegato le sue origini iraniane. Tamar sente anche di non appartenere né ad Israele (per cui lavora), né all’Iran (che detesta), motivo per cui la sua ambiguità cresce di stagione in stagione.

Non mancano attori di rilievo che danno una ventata di internazionalità in più: nella seconda stagione, Glenn Close ha vestito i panni di un’agente del Mossad in missione sotto copertura; nella terza stagione c’è Hugh Laurie a ricoprire il ruolo di un ispettore nucleare, anch’egli sotto copertura.

Teheran illustra lo spaccato geopolitico attuale, tra i timori di un potenziale attacco nucleare e le alleanze sullo scacchiere internazionale che scricchiolano. Allo stesso tempo, la serie evidenzia le tante contraddizioni di un Paese invalicabile come l’Iran, focalizzandosi sulla condizione delle donne: oppresse, costrette a indossare un velo e sentirsi prigioniere di un regime che giorno dopo giorno annulla i loro diritti. Per rendere ancora di più l’idea di immersione totale, la serie è recitata in inglese, israeliano e persiano, seguendo una linea multilingue già vista in Fauda.

Teheran è senza dubbio una serie tv da tenere d’occhio e che dimostra, con audacia, di essere al passo con quanto accade nel mondo. Non a caso, la quarta stagione (già annunciata) sarà influenzata dalle crescenti tensioni tra Israele e Hamas.


La terza stagione di Teheran è ora in onda con un episodio a settimana su Apple Tv+ . Ecco il trailer della serie:

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