Debutta oggi su Apple TV+ The Afterparty, nuova serie che mischia dramma, commedia e mystery creata e diretta da Christopher Miller (Spider-Man: Un Nuovo Universo). Grazie ad Apple abbiamo potuto vedere le prime sette puntate su otto che compongono la prima stagione, dunque non sappiamo se ci sono gli estremi per un continuo della serie non avendo avuto a disposizione l’episodio finale, ma abbiamo abbastanza elementi per darvi comunque le nostre impressioni sull’ennesimo piccolo gioiellino della casa di Cupertino.
La serie è ambientata durante la reunion di una classe del liceo del 2006. Ci sono persone che ora hanno una bellissima vita che li completa, chi non riesce a dimenticare il suo grande amore del liceo, chi pensa ancora di vivere e poter comportarsi come al liceo, chi è diventato famoso e così via. La reunion procede bene, fino a quando non si passa all’Afterparty, organizzato dalla super star musicale Xavier (Dave Franco) nella sua casa fuori città. Arrivati lì, tornano ad uscire i vecchi comportamenti da liceali di ognuno degli invitati, fino a quando la festa non viene interrotta dall’omicidio del loro padrone di casa. Ben presto, quando la detective Danner (Tiffanny Haddish) inizierà ad interrogare ogni invitato, si renderà conto che ognuno di loro potrebbe essere l’assassino, avendo tutti un buon motivo e degli irrisolti con Xavier.
In ogni puntata della serie seguiamo quindi i numerosi e classici personaggi che popolavano un liceo: il secchione introverso Aniq (Sam Richardson) che ha ancora delle questioni in sospeso con i suoi vecchi compagni di scuola; il bulletto stupido, ma bravo nello sport Brett (Ike Barinholtz) che è riuscito ad avere una donna fuori dalla sua portata; il geniale ed eccentrico Yasper (Ben Schwartz); la presidentessa degli studenti Chelsea (Ilana Glazer), che per un incidente vede la sua vita rovinata; la timida ed intelligente Zoe (Zoe Chao) che però si trova a fare tutte le scelte sbagliate; il ragazzo invisibile, che nessuno ha mai notato alle superiori e anche nella reunion è un signor nessuno, ossia Walt (Jamie Demetriou) e infine Xavier (Dave Franco), quello strano personaggio che tutti avevano a scuola e che improvvisamente diventa una persona importante e famosa, nonché vittima. Concludono il cast la brillante ed eccentrica detective Danner (Tiffanny Haddish) e il suo partner Culp (John Early).
Differentemente da altre produzioni che vedono uno showrunner non mettere mano alla serie in fase di regia e seguirla passo passo come Martin Scorsese in Boardwalk Empire e così via, qui Christopher Miller in qualità di sceneggiatore principale ed ideatore, più che vero e proprio showrunner, segue direttamente ogni puntata firmandone la regia e qualche volta anche la sceneggiatura. Infatti, sin dalle prime tre puntate, è evidente come ogni episodio sia un tributo ad un genere cinematografico che ha una incredibile affinità con il personaggio. Ad esempio, la puntata dedicata ad Aniq rispecchia bene il suo animo ed è raccontata come una sorta di storia d’amore e riscatto, mentre quella dedicata a Brett che è il bulletto fissato coi film d’azione è chiaramente un action film a basso budget; invece, quella di Yasper, geniale e fissato con la musica è un musical scolastico in tutto e per tutto, con reminescenze di Grease.
Miller si dimostra un regista capace di gestire non solo una moltitudine di personaggi, ma anche un mistero, per quanto semplice e figlio del genere “Who done it?”. Ogni episodio non solo richiama un genere cinematografico in particolare ma anche dal punto di vista della fotografia e dallo stile riesce a caratterizzare molto di più ogni personaggio, senza risultare didascalico, ma intrattenendo lo spettatore con la stessa storia raccontata da diversi punti di vista. Infatti, con il passare delle puntate, inizieremo a capire come e perché ogni personaggio si comporta in un certo modo e come è arrivato lì, senza un abuso di didascalici discorsi o scambi di interazioni. I personaggi sono il loro film e allo stesso tempo, il loro “piccolo film” è ispirato a quello che è il carattere dei personaggi: non sappiamo se Lord e Miller già avevano pensato di mettere in scena un diverso film in ogni puntata, ma quello che sappiamo è che il risultato finale è ottimo. Soprattutto perché, seppur la televisione ci abbia abituato a drammi sempre più strutturati e cinematografici, mancava ancora qualcuno che decidesse di usare una situazione drammatica come può essere un omicidio, per tirare fuori problemi irrisolti della maggior parte delle persone e anche narrare di veri e propri problemi dell’America.
The Afterparty appartiene a quel filone ormai sdoganato delle serie tv che decidono di parodiare, ma senza eccedere nel grottesco o nell’impossibile, le popolare serie broadcast americane sul crimine. Filone che era già iniziato con prodotti come Bored to Death (2009) e il più recente Only Murders in the Building (2021). La serie ideata da Miller però fa molto di più, premendo proprio sull’incredibilmente libertà che gli ha donato Apple. Ogni episodio, seguendo un diverso personaggio, racconta gli avvenimenti di quella sera dal suo punto di vista, che viene ulteriormente filtrato come un mini film appartenente ad uno dei tanti generi cinematografici: storia d’amore, musical, azione, horror/thriller, poliziesco e così via. C’è anche il valore aggiunto che è lo stesso Miller a dirigere ogni puntata, dando ancora più l’idea di una forte connessione con il cinema e anche creando un prodotto coeso differentemente da quanto è successo con le sopracitate serie che hanno numerosi registi dietro. Ora non resta che capire se questa rimarrà un’isolata intrusione di Chris Miller e Phil Lord nel mondo della serialità oppure se continueranno e, se continueranno, The Afterparty rimarrà sempre in mano loro? O è stato solo un “one and done”? Domande a cui speriamo di avere una risposta presto.
I primi tre episodi di The Afterparty saranno disponibili su Apple TV+ dal 28 gennaio, i successivi saranno rilasciati a cadenza settimanale. Di seguito il trailer della serie:















