Il 10 Novembre ha debuttato su Netflix la quinta stagione di The Crown, la stagione incentrata sulla tragica figura di Diana Spencer. Sarà riuscita questa nuova stagione della serie Originale Netflix sulla famiglia Reale Britannica a convincerci quanto le precedenti? Scopritelo nella nostra recensione!

La regina Elisabetta (Imelda Staunton) e il Principe Filippo (Jonathan Pryce) si trovano in un periodo difficile, la già opinione pubblica non proprio amante della famiglia reale, rimane la spina nel fianco della monarchia mentre altri problemi sottaciuti iniziano a scoppiare. Il matrimonio tra Diana (Elizabeth Debicki) e Carlo (Dominic West) non sta funzionando, anzi, sta rendendo infelici entrambi, eppure sembra essere uno dei pochi elementi che ancora riescono a rendere interessante e rilevante la monarchia per il popolo. I regnanti inglesi si trovano così ad un crocevia, cercare di prendere il passato e lasciarlo decadere, intraprendendo una strada che porti al futuro, oppure soccombere all’opinione pubblica e agli scandali di corte.

The Crown 5Questa quinta stagione di The Crown aveva un compito arduo, essere il racconto della caduta di una delle figure più apprezzate della monarchia inglese, Lady Diana Spencer, compito non facile e che rischiava di aprire ulteriormente il fianco a critiche da parte degli studiosi e dagli stessi reali. La paura, con anche un film sulla vicenda da poco arrivato nelle sale e un documentario ormai storico, che la serie non riuscisse a completare a dovere la conclusione del dipinto che stava minuziosamente creando da due stagioni era tanta, ma Peter Morgan ci sorprende ancora. Il racconto non solo è reale, è puntuale, ma fa trasparire tutte le verità del caso, senza schierarsi mai pienamente da una parte, ma raccontando della disfunzionale famiglia reale, dei loro incidenti e anche dell’opinione pubblica e della insana fascinazione che si può provare per una dinastia praticamente ancorata ancora al 1800 per tradizioni e non solo.

Nei mesi precedenti all’uscita della serie, c’è stato un grande parlare della nuova interprete della regina Elisabetta, Imelda Staunton, nota per lo più per i film della saga di Harry Potter. La Staunton però, nonostante i dubbi, si rivela sin dal primo episodio una scelta azzeccata, sia per il ruolo che la regina Elisabetta gioca nella serie sia per il periodo. L’Elisabetta della Staunton è stanca, orgogliosa e nobile, certo, ma anche molto più umana per certi versi di quella che abbiamo visto interpretata da Olivia Colman: il rinnovamento della monarchia, solo accennato nelle precedenti stagioni, qui diventa un leit motif sia per lei che per Filippo, interpretato da Jonathan Pryce, che non brilla molto a causa del minutaggio ma riesce a catturare per il poco che è in scena. Il Filippo di Pryce è ormai un servo della monarchia, quando Elisabetta cede è lui a rinvigorire quello che è e deve essere la casata Windsor ai suoi occhi, nonostante i limiti e le palesi inefficienze familiari e non. A rubare invece la scena sono il principe Carlo, interpretato da un magnetico Dominic West e Lady Diana Spencer, interpretata dalla energica Elizabeth Debicki. Carlo è perfettamente rappresentato come un fallace prodotto della corte dei Windsor, che pur sbagliando cerca di portare la monarchia nel futuro, anche se neanche bene lui sa come fare; vi saranno vari momenti che lo metteranno in dubbio sul da farsi e su quello che potrebbe essere non solo il suo futuro, ma quello dell’ultima grande dinastia europea.

La serie poteva giocare e trovare facili simpatie dipingendo Carlo come un mostro, ma non lo fa, sia perché non lo ha mai fatto con nessun personaggio, sia perché non è necessario dipingere un uomo come un mostro, che di fatto è ferito e manchevole anche a causa dell’ambiente che lo ha cresciuto. West, che già aveva avuto modo di interpretare un personaggio simile, qua fa faville e convince in ogni scena. Ma a rubare sempre la scena, sia per la bellezza che per il modo elegante e suadente di porsi è Elizabeth Debicki, interprete di Diana. La Diana della Debicki risplende di luce propria, nonostante la famiglia reale non abbia mai fatto nulla per venirle incontro o rispettarla, e questo le da una forza incredibile. Così come il marito, Diana non è perfetta, si pone come una figura che risplende nel buio della casata di Windsor, ma la sua luce con il passare degli episodi si affievolisce, fino al noto e purtroppo tragico fatto. Diana viene rappresentata come una donna certamente forte e fiera, ma anche alla ricerca di amore e di un posto, e questo viene abilmente raccontato attraverso i numerosi compagni ma di cui due sono i più noti, ossia il chirurgo e Dodi Al Fayed.

Non vanno neanche dimenticate altre importanti addizioni al cast come Johnny Lee Miller, che interpreta il primo ministro John Mayor, uno dei meno ricordati, ma anche uno di quelli che ha dovuto gestire i rapporti tra Westminster e la corona nel momento di maggiore disillusione popolare e anche Timothy Dalton che, seppur brevemente, lascia il segno come un ormai vecchio e stanco Peter Townsend, ma che continua a mantenere lo charme che ha fatto innamorare la principessa Margaret. Come al solito, sui casting non si può dire nulla, tutti eccezionali.

Peter Morgan continua l’ottimo lavoro fatto con le stagioni precedenti di The Crown e per quanto in certi momenti questa stagione sembri davvero una mancata conclusione, ci sono ancora così tanti fili da tirare ed interessanti risvolti da analizzare che indubbiamente una sesta stagione potrebbe e dovrebbe non solo essere il lascito finale di una storia non solo reale, immersa nella storia moderna, ma anche una degna conclusione a quella che è stata un’epoca inglese a tutti gli effetti. A coadiuvare l’ottimo lavoro di scrittura e ricerca, vi sono anche dei registi ormai simbolo di questa serie come Jessica Hobbs e Alex Gabassi, che dirigono la serie con una maestria, un tatto ed una precisione che, per quanto riguardi fatti reali, crea gravitas attorno a qualsiasi elemento, una semplice telefonata oppure un incontro fortuito in ospedale.

A concludere il lavoro tecnico e dietro le quinte, vi sono i volti di questa stagione, Imelda Staunton e Dominic West, centrali tanto quanto Elizabeth Debicki. La Staunton incarna perfettamente la regina in un momento difficile, quello che stava vedendo la sua monarchia sgretolarsi, ma anche aprirsi allo stesso tempo; mentre West ci regala un Carlo molto umano, e che cerca costantemente di portare la monarchia nel futuro pur con tutti i suoi sbagli. Infine, la Diana della Debicki rimane un forte personaggio, che seppur trattato in un qual modo dalla famiglia reale fa errori, crea scandali e risulta così maggiormente vero e meno di parte come racconto.

The Crown 5

In definitiva, The Crown continua liscia la sua strada verso il ventunesimo secolo della Gran Bretagna, con decisamente ancora tanto da dire e alla luce degli eventi recenti, molte cose interessanti da mostrare nel dietro le quinte di palazzo e momenti storici per il mondo come la Brexit e la morte della regina Elisabetta.


La quinta stagione di The Crown è ora disponibile su Netflix. Di seguito potete visionare il trailer ufficiale:

RASSEGNA PANORAMICA
The Crown - Stagione 5
9
Articolo precedenteEsplorazioni Pokémon Super – Ash Ketchum batte Dandel e diventa Campione del Mondo
Articolo successivoÈ morto Kevin Conroy, la storica voce di Batman aveva 66 anni
Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

Lascia un commento