Della trinità Marvel, Iron Man e Captain America – inteso come Steve Rogers – sono stati protagonisti al cinema con due trilogie personali, a cui vanno aggiunte ovviamente anche le altre apparizioni in film degli Avengers e non. Il Thor di Chris Hemsworth, invece, è riuscito ad andare oltre i tre film e torna adesso al cinema con il quarto capitolo della sua epopea. Thor: Love and Thunder è la nuova pellicola sul dio del tuono, diretto per l’occasione ancora una volta da Taika Waititi, dopo la prima esperienza del regista con Ragnarok. Questa volta il Marvel Cinematic Universe ha deciso di attingere da quella che è forse la run più importante del personaggio – e tra le più iconiche degli ultimi anni – sulle pagine a fumetti: la run di Jason Aaron e Russel Dauterman, che ha introdotto la Potente Thor di Jane Foster. Sul grande schermo, dunque, torna anche Natalie Portman e fa il suo esordio anche Christian Bale, nelle inedite vesti del villain Gorr, il macellatore di dei.

Dopo aver sconfitto Thanos, Thor (Chris Hemsworth) si è unito per un periodo di tempo ai Guardiani della Galassia, per affrontare avventure nello spazio ma anche per colmare un vuoto che sente di avere dopo le ultime perdite che ha dovuto subire. Nel frattempo, Jane Foster (Natalie Portman) ha scoperto di avere il cancro e la chiave per riuscire a sopravvivere sembra essere Mjolnir, il martello del figlio di Odino che la reputa degna e riesce a donarle i poteri di Thor. I due dovranno unire le forze, assieme a Valchiria (Tessa Thompson), per riuscire a sconfiggere Gorr Il Macellatore di Dei (Christian Bale), determinato ad uccidere tutti gli dei dell’universo per riuscire ad avere la sua vendetta.

Thor: Love and Thunder è sicuramente un film con il suo stile e una sua personalità. Piaccia o non piaccia, è così. Taika Waititi, come sempre nei suoi film, riesce a lasciare la sua impronta. Love and Thunder è chiaramente un film del regista di What We Do in the Shadows e Jojo Rabbit che, per quest’ultima pellicola Marvel, ha anche ricoperto il ruolo di sceneggiatore. Infatti, è proprio in fase di scrittura che questo quarto film su Thor dà il meglio di sé. Non tanto a livello di sceneggiatura, perché purtroppo la storia cade nelle solite problematiche dei film del Marvel Cinematic Universe, con una serie di passaggi eseguiti troppo in fretta, poche spiegazioni in alcuni punti e soluzioni di trama che arrivano all’improvviso e in maniera quasi immotivata – se non proprio campata per aria. Insomma, anche in questo caso l’MCU non riesce a fare un passo in avanti per quanto riguarda la narrazione, ma ne fa almeno un paio per quel che riguarda la scrittura dei personaggi. C’è poco da dire, prima di questo film il personaggio di Thor sembrava in qualche modo esaurito al cinema: aveva raccontato tutto quello che aveva da raccontare e l’idea di aggregarlo ai Guardiani della Galassia sembrava un modo per prolungare di un po’ il suo ciclo. Taika Waititi però è riuscito a rivitalizzare l’asgardiano e dargli non solo nuova linfa vitale, ma una profondità tutta nuova. Tutta nuova, inedita ma assolutamente in linea con quello che è il vissuto del personaggio: certo, l’impressione che i primi due film stand-alone vengano ignorati a grandi linee è forte, però questa nuova versione di Thor è in qualche modo la perfetta conseguenza – in salsa Taika Waititi – di ciò che ha passato, perdendo tutte le persone a lui importanti nel cammino che lo ha portato fino a questo momento.

Stesso ottimo lavoro è stato fatto poi con Gorr. I villain sono sempre un po’ il tallone d’Achille delle produzioni targate Marvel Studios, ma Love and Thunder riesce in pochi minuti a regalare al pubblico un antagonista con delle motivazioni forti, precise e soprattutto sensate. Introdotta molto bene anche la Potente Thor di Jane Foster: non era facile lavorare con un personaggio diventato così iconico in così poco tempo per gli amanti dei fumetti, ma il film svolge bene il suo compito e riesce a trasporre a dovere tutti i punti focali di questa nuova Jane. Certo, forse alla maggior parte del pubblico sarebbe piaciuto avere più screentime per Gorr e Jane – nel caso della seconda, il minutaggio è buono, ma più approfondimento personale non avrebbe guastato – proprio perché i personaggi sono introdotti così bene che sarebbe stato bello saperne di più e vederli maggiormente in azione, ma resta il fatto che non ci si può lamentare di quello che fa la pellicola.

Non ci si può lamentare anche dell’aspetto registico del film, sotto ogni punto di vista. Dalle inquadrature alla messa in scena, passando anche per la colonna sonora originale e non. Thor: Love and Thunder è veramente un film estremamente soddisfacente da guardare perché le immagini che mette sul grande schermo hanno una potenza visiva veramente elevata e lo spettatore verrà rapito da alcuni dettagli molto interessanti, come alcuni effetti particellari che non potranno non rubare l’occhio. Parlando di regia, è impossibile non spendere qualche parola sulle scene in bianco e nero del film. Alcune di queste si erano potute già apprezzare nei trailer, ma ovviamente nel film completo arrivano in tutto il loro splendore e “splendore” è forse la parola più giusta per definirle. Barry Idoine, direttore della fotografia che ha lavorato anche ad una serie che fa dell’atmosfera uno dei suoi punti forti come The Mandalorian, fa un ottimo lavoro con la luce, giostrandola in modo da favorire poi il bianco e nero aggiunto poi in post-produzione. Non si tratta semplicemente di un filtro che va poi in qualche modo a bruciare i colori più chiari e scurire eccessivamente quelli più cupi: verrebbe quasi da dire che si tratta di un grigio e nero, ma il risultato è veramente perfetto. Le luci riescono a risaltare il chiaroscuro costruito in scena, con alcuni fasci di luce che sono perfettamente visibili. Il tutto è realizzato così bene che poi i colori inseriti in quelle scene, tutti molto accesi ed elettrici, risultano ancora più potenti.

Occorre poi spendere qualche parola sul cast, per poi ricollegarsi ad un altro punto focale del film: il bilanciamento. Fronte interpretazioni, su Chris Hemsworth e Tessa Thompson c’è poco da dire: i due attori riescono a rientrare alla perfezione nei panni di Thor e Valchiria, con l’attore australiano che dà fortemente l’impressione di divertirsi in questa versione del personaggio. Hemsworth non ha mai fatto mistero di preferire di gran lunga questa direzione data al personaggio, piuttosto che quella epica e più cupa vista nei film precedenti – in cui i risultati erano scarsi – o nei film degli Avengers – dove invece il personaggio funzionava, e lo faceva anche molto bene – perché anche lui, come attore, ha più nelle corde delle performance comiche. Tuttavia, in Love and Thunder, viene data anche una dimensione decisamente profonda al personaggio: il figlio di Odino è alla ricerca non tanto dell’amore, ma di un motivo che possa farlo riaprire al mondo e ai suoi cari e sotto questo punto di vista il suo viaggio è decisamente interessante. Molto bene anche Natalie Portman tanto nei panni di Jane Foster quanto in quelli della Potente Thor: l’attrice riesce ad essere una donna fragile – ma sempre risoluta – quando è la scienziata, ma anche forte e combattiva quando impugna Mjolnir. Come al solito da applausi Christian Bale, che apre il film e in soli cinque minuti con il suo Gorr circa regala un paio di scene che da sole, grazie alla sua espressività, valgono sicuramente il prezzo del biglietto.

E proprio per questo motivo sarebbe stato più bello vedere qualcosa in più, soprattutto di Gorr, che invece appare in pochi segmenti del film, a conti fatti. Sotto questo punto di vista, il film soffre non poco di problemi di bilanciamento. Forse sarebbe servita una decina di minuti in più, per dare più giustizia a tutti, ma probabilmente sarebbe anche bastato tagliare o ridurre alcuni dei momenti più comici e leggeri del film: Taika Waititi lascia molto spazio all’improvvisazione e probabilmente lui stesso va a braccio col suo personaggio, Korg, andandosi ad inserire nei momenti comici. Il risultato è sicuramente una serie di sequenze comiche assolutamente in stile Taika Waititi, ma in più frangenti è forte la sensazione che questi momenti vengano trascinati in maniera eccessiva e si potrebbe asciugare un po’ sotto questo punto di vista.

Presenti due scene dopo i titoli di coda, con la prima abbastanza importante per il futuro del Marvel Cinematic Universe e che potrebbe dare indicazioni per un eventuale nuovo lavoro di Taika Waititi nel Marvel Cinematic Universe.

Gli amanti del cinema di Taika Waititi ameranno Thor: Love and Thunder. Proprio come What We Do in the Shadows, questo è assolutamente riconoscibile come un film del regista neozelandese, in maniera ancora più marcata e forte di Thor: Ragnarok. Ad una prima parte più serrata nei toni comedy e di narrazione quasi più parlata, segue una seconda più classica, declinata in termini Marvel Cinematic Universe e più action. Anche questi momenti, però, hanno una forte personalità, grazie soprattutto ad una regia veramente niente male e una colonna sonora azzeccata e totalmente votata al rock ‘n roll. Una buona CGI – anche in alcuni casi un po’ traballante – e delle ottime scene action regalano momenti veramente adrenalinici, alternandosi a dei momenti forse un po’ troppo comici ma assolutamente in salsa Taika Waititi. Chi invece non ama il regista neozelandese potrebbe faticare un po’ nel digerire questa pellicola, ma Thor: Love and Thunder è una nuova ventata d’aria fresca nel Marvel Cinematic Universe.


Thor: Love and Thunder è al cinema dal 6 luglio. Di seguito, il trailer ufficiale del film:

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