Dopo l’uscita dell’ottimo Tomb Raider I-III Remastered dello scorso anno, mi auguravo che Aspyr Media si buttasse a capofitto anche sugli altri tre classici titoli con protagonista Lara Croft, e alla fine la compagnia texana ha esaudito proprio questo desiderio, annunciando Tomb Raider IV-VI Remastered lo scorso ottobre. Da fan delle avventure dell’iconica avventuriera inglese e colpito particolarmente dal lavoro di Aspyr sulla remaster dei primi tre giochi e su quella dedicata a Legacy of Kain uscita a dicembre 2024, devo dire che il mio hype era decisamente alle stelle. Grazie ad un codice fornito proprio dal team di sviluppo, ho avuto modo di calarmi nuovamente nella predatrice di tombe più famosa della storia videoludica e sono pronto a raccontarvi l’avventura che ho potuto rivivere grazie a Tomb Raider IV-VI Remastered.
Per chi non conoscesse i titoli in questione, Tomb Raider IV-VI Remastered vi farà rivivere tre iconiche avventure di Lara sviluppate da Eidos e Core Design, che per l’esattezza sono: The Last Revelation (1999), Chronicles (2000) e Angel of Darkness (2003). Come per la precedente remaster, anche qui ritroviamo un gameplay rivisitato con movimenti più fluidi ed un maggiore controllo di Lara, discostandosi dalla legnosità dei comandi tank, che comunque rimangono sempre disponibili per affrontare l’avventura nella sua versione più punitiva e geometrica in caso vi vogliate calare appieno nella parte dei veri puristi della saga. Stessa cosa vale per la grafica, che con un semplice click permette di switchare da quella originale a quella ridisegnata dal motore grafico di Aspyr.
A beneficiarne di ciò, più di tutti è sicuramente The Last Revelation, che utilizzava il motore grafico dei primi tre capitoli e che vede ora un completo redesign dei modelli grafici, ma soprattutto degli ambienti, con texture migliorate sotto ogni aspetto. Per esempio, gli interni delle Piramidi e di alcune location come Alessandria e il Cairo, ora sono veramente, ma veramente belli da vedere, anche se qualcosina a detta del lead designer della software house è ancora da limare. Ed è proprio il quarto capitolo che è a mio avviso è il gioiellino di questa compilation, non solo perchè il lavoro di rimasterizzazione è quello più marcato dei tre, ma anche perchè è il titolo che prende i punti forti dei primi tre capitoli e ne fa il giusto mix tra fasi action, di storia e difficoltà dei puzzle, confezionando uno dei titoli più belli a mio avviso dell’intera saga.
Inoltre, selezionando il quarto capitolo, ho gradito anche la possibilità di giocare a The Times Exclusive Tomb Raider Level, una brevissima avventura, costituita da un unico livello, che fu un’esclusiva PC pubblicata in allegato al noto quotidiano inglese nel 2001. Se graficamente e di gameplay la mano di Aspyr si vede in maniera marcata anche con Chronicles, ahimè i difetti del tempo si sentono parecchio su questo quinto capitolo. A mio avviso questo titolo soffre di una sceneggiatura scritta svogliatamente, poco intrigante e anche fatta troppo di taglia e cuci, visto che Eidos impartì ad un gruppo di veterani di Core Design (separati dal team che nel frattempo lavorava a The Angel of Darkness) di sviluppare il titolo con materiale scartato dal precedente capitolo, cosa che portò difatti malumori nel team durante la lavorazione.
Malumori che si sentono e si vedono, vista la breve durata del titolo, puzzle non particolarmente brillanti e alcune sezioni dimenticabili. Nonostante ciò, questo titolo presenta diverse novità in termini di gameplay, come il sistema di furtività, il poter camminare sulle corde, cercare oggetti negli armadi e nuovi gadget come il binocolo e il rampino. Nel suo complesso però, più che un gioco, io la vedo molto più simile ad un’espansione alla Unfinished Business o Golden Mask. Meno marcato invece è il comparto grafico su Angel of Darkness, il titolo della saga più chiaccherato dai fan e quello che ad oggi è considerato l’eterno incompiuto.
Viste le tante problematiche che questo titolo ebbe in fase di sviluppo per via dei numerosi tagli che Eidos impostò a Core Design, il gioco ne uscì profondamente ammaccato, con troppi bug e tante idee cancellate o non rifinite per la fretta di far uscire il gioco rispettando la data di scadenza. Sinceramente non potevo aspettarmi un miracolo da parte di Aspyr, anche perchè più che una remaster, qui ci voleva proprio un vero remake, visto che bisognava eliminare/rivedere completamente alcune meccaniche di gameplay tipo la fase stealth e il sistema di forza/resistenza a mio parere inutili. Servirebbero più opzioni per la fase gdr che non brillava particolarmente e anche riscrivere una parte di storia/livelli per dare più senso e linearità ad una sceneggiatura discordante e confusionaria in più punti.

Vi basti sapere che a detta degli sviluppati doveva esserci un prologo ambientato in Africa che collegava il titolo al quarto gioco, intere sezioni tagliate che espandevano i livelli Parigi o Praga, più i livelli cancellati ambientati in Turchia e Germania, insomma praticamente metà gioco. Un vero peccato per l’epoca, perchè questo titolo presenta una delle storie più coinvolgenti con protagonista Lara, dalle tinte dark e da ambientazioni affascinanti come Parigi e Praga, che potevano essere sfruttate molto meglio. A prescindere da ciò, il team di Austin è riuscito a scavare negli archivi di Core Design e aggiungere molto materiale inedito e scartato dalla versione originale. Il risultato però è si un buon lavoro, ma a metà. In termini di gameplay il team di sviluppo ha apportato diverse migliorie, donando a Lara dei movimenti più fluidi e meno macchinosi, mentre nell’originale davano la sensazione di pesantezza.
Inoltre sono state integrate e aggiunte parecchie migliorie, come la possibilità di ruotare la telecamera a 360°, fare salti consecutivi, sparare nuovamente con due pistole (opzione che era disponibile solo su PC), sparare mentre si è in salto ed in stealth sporgendosi da dietro gli angoli. Se Lara ha avuto un upgrade, lo stesso si può dire di Kurtis (altro personaggio giocabile), dove ora infatti potremo usare le sue abilità psichiche e la sua lama Chirugai, correre ed utilizzare la pistola in fase stealth. Inoltre sono stati aggiunti anche alcuni dialoghi tra Kurtis e Lara, migliorata e completata l’area del tutorial ad inizio gioco, reintegrati alcuni oggetti e arricchito di nuove voci il diario di Von Croy.
Insomma non poca roba. In termini grafici invece se sugli altri due titoli si vede parecchio la mano di Apyr (nonostante la Lara di Angel of Darkness sia la più bella in assoluto), per questo sesto capitolo non si può dire prettamente lo stesso, visto che alcuni modelli di personaggi, texture e ambientazioni non sono stati minimamente toccate, lasciandole non so per quale motivo nella loro versione originale. Magari il team non ha avuto il tempo di limare ogni aspetto e ci rimetterà le mani in futuro, perlomeno è quello che spero, visto l’eccelso lavoro di migliorie tecniche post lancio dopo la prima remaster.
La Lara di Aspyr Media convince ancora
Come dicevamo precedentemente, il motore grafico usato per questa rimasterizzazione è lo stesso visto in Tomb Raider I-III Remastered, dove su PlayStation 5 offre una risoluzione in 4K che va a sessanta fotogrammi al secondo. Migliorato invece il sistema d’illuminazione, che soffriva di parecchi problemi con i primi tre giochi, mentre ora ho trovato una maggior cura e risalto alle zone che dovevano essere più chiare o più scure, donando di conseguenza anche una maggiore importanza all’utilizzo dei bengala. Il titolo, privo di caricamenti, offre anche la possibilità di salvare e caricare i nostri salvataggi in qualsiasi momento del gioco (noi vogliamo il rewind con un solo tasto per favore!), una Photo Mode ampliata e migliorata con nuovi costumi, pose ed espressioni e l’utilizzo dei trucchi originali per tutti e tre i giochi. Note dolenti invece riguardano il comparto audio, ed il vero nemico di questi giochi: la telecamera!
Ebbene si, il problema principale rimane sempre la telecamera di gioco, che soffre di sfarfallamenti negli spazi angusti e talvolta sovrasta le texture, causandone bug visivi di non poco conto. Ad ogni modo, comunque è molto meglio della camera della prima remaster ed è anche molto meno invasiva durante gli scontri a fuoco. Per quanto riguarda il comparto sonoro, ho trovato alcuni bug e sbalzi di volume in tutti e tre i giochi, soprattutto in Angel of Darkness che talvolta coprono la voce della nostra protagonista o quando si sentono i tonfi delle ossa rotte di Lara dei game over una volta ricaricata la partita. Ottimi invece sia la bellissima soundtrack originale composta dal musicista inglese Peter Connelly e la possibilità di giocare nuovamente tutti i titoli con il doppiaggio originale italiano dell’epoca, con la sempre bravissima Elda Olivieri che presta la sua voce a Lara.
In conclusione Tomb Raider IV-VI Remastered segue le orme del suo predecessore, dove il lavoro svolto dal team texano si rivolge ai tanti fan nostalgici delle avventure di Lara Croft. Nonostante una caratura meno pesante a confronto dei primi tre leggendari titoli, sono dell’avviso che il prodotto confezionato da Aspyr Media sia uno di quelli che ogni appassionato di adventure game non dovrebbe mai farsi sfuggire, anche perchè un titolo come The Last Revelation vale già da solo il prezzo del biglietto di tutto il pacchetto che sta a 29,99 euro, un prezzo relativamente molto basso visto i suoi contenuti. In più qui troviamo altri due capitoli che grazie al lavoro, il cuore e la passione del team di sviluppo verso questa saga, risultano nonostante i loro difetti dei titoli super godibili da rigiocare e perchè no, anche da riscoprire.
Sono dell’avviso che Aspyr Media sia ormai un sinonimo di garanzia quando si tratta di rispolverare vecchi giochi e rimasterizzarli, ad oggi assolutamente la software house migliore a cui rivolgersi se si rivuole dare lustro a giochi di 20/30 anni fa. Anche questa volta dopo Tomb Raider I-III Remastered e Legacy of Kain: Soul Reaver 1 & 2 Remastered è riuscita a sfornare un altro ottimo prodotto, preservando al meglio l’eredità di questi titoli e migliorandone praticamente ogni aspetto nonostante i limiti dei suddetti giochi. Vedendo il lavoro del team di Austin, non credo che punteranno a rimasterizzare anche i capitoli di Anniversary, Legend e Underworld, ma probabilmente si concentreranno su un altro progetto o un’altra saga che meriterebbe una bella rispolverata delle loro. Quale? Io la butto li…i primi tre capitoli di Hitman!
Tomb Raider IV-VI Remastered è disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC.





















