Il rumore e le sensazioni di un conflitto armato sono difficili da descrivere, ma Warfare – Tempo di Guerra riesce perfettamente nell’intento. L’opera getta uno sguardo su poche ore di tensione che un gruppo di Navy SEAL vive, tra esplosioni, proiettili, feriti e fratellanza che si viene inevitabilmente a creare in queste circostanze rare e drammatiche. Alex Garland e Ray Mendoza scrivono e dirigono una pellicola a sfondo bellico prodotta dalla A24 e in arrivo nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 21 Agosto grazie a I Wonder Pictures.
Un plotone di Navy SEAL si insedia nella casa di una famiglia irachena, utilizzandola come base per monitorare i movimenti degli insorti. In breve tempo, la missione si tramuta in una operazione di salvataggio, in cui i soldati dovranno lottare tra la vita e la morte per portare in salvo i loro compagni. Nel cast Will Poulter e Joseph Quinn dipingono magistralmente i loro ruoli, insieme a Cosmo Jarvis.
Il marchio di fabbrica della A24 si mostra fin dall’incipit, con un inizio scoppiettante che vede i militari riuniti di fronte ad un televisore, in un breve attimo di spensieratezza, a guardare il video musicale di Call on me e a ballare a ritmo. Un’immagine tipica del giovane ragazzo che va in guerra e abbandona temporaneamente, o in alcuni sfortunati casi definitivamente, la vita di tutti i giorni. La musica invade completamente la scena, insieme ai colori sgargianti del video che innondano lo spettatore, per poi interrompersi bruscamente e riportare i soldati alla realtà di un territorio devastato dalla guerra, in Iraq. Il suono cessa improvvisamente, causando uno straniamento nel pubblico che viene così gettato in mezzo ad un territorio inospitale, in un’atmosfera fatta di osservazione e comunicazioni via radio. Il comparto sonoro risulta essere uno degli aspetti più interessanti del film, dove a completi silenzi carichi di tensione si alternano fischi provocati dalle esplosioni, che permettono una totale immersione nel quadro bellico da parte dello spettatore.
L’alone desertico, sporco e teso prende immediatamente piede e la pellicola diventa una narrazione di stanziamento, nella quale i giovani osservano dalle finestre ciò che accade intorno a loro, alla ricerca di possibili sospettati e minacce. Una sceneggiatura che riesce a calibrare in maniera equilibrata momenti di silenzio e di attesa a momenti colmi di pathos che esplodono insieme alle bombe e ai colpi di proiettile. L’intera storia è ambientata all’interno di una casa, sottratta ad una famiglia irachena e utilizzata dai Navy SEAL come base per mandare avanti la loro guerra, aspettando un unico movimento sbagliato da parte del nemico. Appostamenti, cecchini, appunti di vario genere riempiono gli attimi scanditi da una regia che si fa da prima lenta e in seguito totalmente immersiva, accentuata dall’utilizzo di primissimi piani e inquadrature dall’alto, con una visuale che più volte riprende quella del fucile di precisione.
Warfare tenta di dare al pubblico il punto di vista dei soldati coinvolti in questa operazione rimanendo sostanzialmente estraneo all’aspetto politico della guerra. Alex Garland e Ray Mendoza scrivono una sceneggiatura che si concentri molto di più sull’aspetto drammatico e distruttivo del combattimento, senza badare molto alle cause, al nemico, a chi abbia torto o ragione nel conflitto. Si parla di uomini, giovani, con una vita davanti, che stanno cercando di sopravvivere come meglio possono in questa situazione. Questo aspetto emerge anche dall’ottimo modo in cui vengono sottolineate le loro debolezze. Vige, nell’immaginario comune, l’aspetto del soldato tutto d’un pezzo, che non vacilla e non tentenna. Qui, tutto va in fumo, per lasciare il posto a ragazzi traumatizzati, realmente spaventati dalla morte e pronti a tutto per portare in salvo i loro compagni.
Quello che sembra essere inizialmente un resoconto di guerra, si trasforma in Warfare nella descrizione tesa e drammatica di un’operazione di salvataggio, accentuata dal fatto che si tratta di racconti reali. La sceneggiatura è costruita puramente sui racconti e sui ricordi in prima persona dei Navy SEAL, il che conferisce una patina di pathos maggiore, colpendo lo spettatore dritto al cuore. Lottare per la vita, in un’ambiente ostile, in cui non importa chi siano i buoni o i cattivi, ma solamente che giovani uomini stanno perdendo la vita, lontani da casa e dagli affetti, potendo contare solo su di loro.
Warfare – Tempo di Guerra è una pellicola dalla tecnica sublime, che unisce la forza del comparto audio e la potenza della regia che alterna staticità e dinamismo delle riprese che accentua l’atmosfera carica di tensione di un racconto bellico. Il cast coeso e preparato, una sola ambientazione claustrofobica e il terrore dello scoppio di una bomba o di un proiettile, catapultano lo spettatore nel luogo ostile in cui i giovani combattono, lasciando che per un’ora e mezza tutto il mondo venga cancellato, entrando nella narrazione completamente. Un’opera che non vuole essere politica e non vuole dare giudizi, ma semplicemente dipingere i ricordi di giovani soldati che hanno visto in faccia la morte.
Warfare – Tempo di Guerra sarà al cinema dal 21 Agosto 2025 grazie a I Wonder Pictures. Ecco il trailer italiano:
















