Ci sono voluti ben 13 anni e finalmente con WWE 2K26 CM Punk è ritornato su una cover di un gioco WWE. Ed essendo tra l’altro uno dei miei wrestler preferiti in assoluto, alla scoperta che il combattente di Chicago fosse anche protagonista dello showcase di quest’anno mi aveva gettato subito parecchio hype. Grazie ad un codice fornito gentilmente da Cidiverte mi sono quindi lanciato in tante, ma tante ore sul ring virtuale della World Wrestling Entertainment e ora sono pronto a raccontarvi tutta la mia esperienza, pregi e difetti del gioco che ho vissuto su PlayStation 5 Pro e Xbox Series X.
Anche quest’anno come il suo predecessore, partiamo subito con il dire che WWE 2K26 basa le sue fondamenta sugli scorsi due titoli, con un gameplay che presenta però diverse migliorie in più, alcuni nuovi match e pressochè le stesse modalità. Come dicevamo, in aggiunta all’edizione di quest’anno vediamo quattro nuovi match e l’inserimento di un pass stagionale di cui parleremo meglio più avanti. Iniziando il gioco ci ritroveremo con il sempre e ottimo tutorial facoltativo sul ring del Performance Center per imparare tutti i comandi e le novità inerenti al gameplay, per poi catapultarci nel menù principale, dove potremo scegliere una delle tante modalità proposte da 2K tra cui: Showcase, The Island, La mia Fazione, La mia Ascesa, Il mio GM, Universe ed Esibizione.
IT’S CLOBBERIN’ TIME
Il protagonista indiscusso dello Showcase di WWE 2K26 quest’anno è come dicevamo il “Second City Savior” CM Punk, composto da 22 match narrati dal suddetto wrestler e che ne ripercorrono i primi passi, i match più recenti ed alcuni dream match che lo “Straight Edge” avrebbe voluto affrontare in WWE. Come le precedenti edizioni, ogni match permetterà di sbloccare obiettivi che garantiranno diverse ricompense per svariate modalità. Al netto della Showcase della Bloodline, devo dire che questa mi è piaciuta molto di più, soprattutto perchè ho trovato sfide più divertenti da affrontare e match più avvincenti, anche se a mio avviso siamo ancora ben lontani da quella più riuscita che vedeva protagonista John Cena qualche anno fa.

In Esibizione come al solito troviamo invece una moltitudine di opzioni per match 1 vs 1, Tag Team, Royal Rumble, Hell in a Cell, Gauntlet, Bloodline Rules, Underground, Casket Match, Cage Match, Triple Threat, 4-Way, Tornado Tag, War Games e Tornei dove potremo affrontare sempre la CPU o amici in locale. La novità (o meglio dire il ritorno per quasi tutti) per quest’anno sono l’aggiunta dell’Inferno Match, l’I Quit, il Dumpster match e il Three Stage of Hell. A parte l’I Quit che ha un bel sistema con un gioco interattivo per far cedere l’avversario, devo dire che gli altri tre potevano essere gestiti un pochino meglio sia con l’interazione delle fiamme e cutscene nell’Inferno match, sia per alcuni dettagli del Three Stage of Hell come la rimozione degli oggetti sul ring da una stipulazione all’altra o la gestione della fatica.
Poco incisivo anche il Dumpster match che è praticamente identico al Casket match, solo che qui bisognerà usare un cassonetto dell’immondizia al posto della bara. Anche la modalità Universe vede alcune nuove aggiunte, come l’inserimento del draft tanto richiesto dalla community, nuovi promo, miglioramenti sulla gestione dell’incasso del Money in the Bank o le interviste a fine match, tutti aspetti che rendono ancora più ricca l’esperienza di gioco. Sempre come gli anni precedenti avremo la possibiltà di giocarlo sia nei panni di un wrestler o in modalità sandbox con completa libertà assoluta, gestendo i titoli, i vari match, promo, rivalità, organizzare gli show e i PLE della compagnia e le varie stable. Assolutamente una delle modalità più complete e divertenti.
La mia FAZIONE ritrova lo stesso modus operandi dello scorso anno, con il buon Tour Mondiale visto ed introdotto nel 2025, gli Eventi Live, le Torri settimanali, la Faction Wars e il Quartier Generale dove modificare il nostro team, manager, banner e bonus. Sempre presente anche il Negozio, in cui acquistare pacchetti, carte o scambiare i vari gettoni per sbloccare wrestler di vari Gem Tier. Le aggiunte di quest’anno ricadono su tre aspetti: l’affiatamento della squadra, la creazione di formazioni miste tra wrestler uomo/donna ed i match scambio rapidi. L’affiatamento della squadra ricade su 60 tratti all’interno di 10 diverse categorie, dove la metà potrà garantire effetti positivi mentre l’altra ne avrà altrettanti di negativi e che ne influenzeranno l’affinità della nostra squadra nelle varie sfide che ci attenderanno.

Per quanto riguarda i team misti ora sarà invece possibile affrontare match inter-gender e formare squadre in base alle nostre preferenze, mentre i match rapidi hanno introdotto la possibilità di switchare con un teletrasporto immediato (tramite un tasto del pad) il nostro wrestler con uno in “panchina”, un po’ come nei picchiaduro tag team tipo Tekken Tag o The King of Fighters. Inutile precisare, ma bisogna farlo per dovere di cronaca, nel complesso rimane una modalità incentrata sulle micro-transazioni soprattutto se si vogliono ottenere carte speciali o di gem-tier più alti. Il mio GM rimane sempre la modalità che più preferisco e dove spendo più ore possibili, dove potremo giocare online con un massimo di tre amici o in singolo, con un calendario di una durata allungata fino a 50 settimane.
Inoltre è stata introdotta la possibilità di aumentare il budget iniziale per il draft fino a sette milioni di dollari e la difficoltà Immortale per chi ama le sfide veramente estreme. Visual Concept ha anche aumentato i numeri dei partecipanti ai match che ora possono arrivare fino ad otto e aggiunto svariate stipulazioni per gli incontri degli show settimanali, oltre a tantissimi PLE inediti come Clash in Paris, Crown Jewell, Halloween Havoc o Survivor Series: Wargames. Infine sono stati aggiunti i match inter-gender, la personalizzazione dei titoli, nuovi GM, la possibilità di utilizzare un wrestler sia in un match che in un promo dello stesso evento e l’invasione dello show rivale per accaparrarsi del pubblico in più. Per me rimane a mani basse la miglior modalità del gioco, che unisce strategia a gameplay visto che potrete giocare qualsiasi match e gestire più show contemporaneamente.
La mia Ascesa devo dire che l’ho trovata migliore se paragonata a quella dello scorso anno, anche se si potrebbe fare sempre molto di più a mio avviso in termini di storyline, opzioni e longevità. Quest’anno troviamo nuovamente due storie, una da heel e una da face in base alle nostre scelte, che coinvolgono il ritorno di The Archetype dopo un’assenza di due anni dalla compagnia e che andrà a caccia del titolo di campione WWE intorno alla vita di Bron Breakker o Jordinne Grace. Tra le novità ci sono i match Rise, dei match (senza carne ne pesce) che ci verranno proposti dai vari GM o promotori e che in base al nostro operato sul ring verranno valutati da uno a cinque stelle.

Il nostro compito sarà quello di ottenere un tot di stelle sia per proseguire nella storia, sia per ottenere diverse ricompense come attire, arene, wrestler e molto altro. Il problema è che questi match non sono legati da nessun filo conduttore a storyline o rivalità e questo è un enorme spreco e peccato. Infine, ad aggiungersi troveremo anche una barra con dei goal che andranno da una stella a 200 stelle per sbloccare altre ricompense da aggiungere al gioco. The Island timbra il cartellino per il suo secondo anno di fila, con una nuova open map in cui un/una wrestler creata da noi potrà girare liberamente tra negozi e svariati luoghi a tema WWE. A differenza dell’Island of Relevancy di Roman Reigns quest’anno dovremo scegliere tra tre fazioni: l’Order of Anarchy di CM Punk, l’Order of Shadows di Rhea Ripley o l’Order of Tradition capitana da Cody Rhodes.
Il nostro compito sarà portare a termini match, obiettivi e salire di rango partendo dallo status di recluta, fino ad arrivare a quello di leggenda. Oltre alla Discarica, nuovo luogo aggiunto in questa edizione, troveremo una storyline abbastanza discutibile, le varie torri di diversi livelli di difficoltà, matchmaking online, missioni offline, svariati negozi in cui comprare accessori e vestiti ed il solito sistema di microtransazioni con la valuta dei VC per livellare il nostro personaggio o sperperarli nei negozi.

Come l’anno scorso però nell’insieme questa modalità offre ancora troppo poco e la vedo poco adatta ad un gioco di wrestling, anche se devo ammettere che tecnicamente è migliorata molto se paragonata a quella del 2025, con meno cali di frame, più fluidità e meno attesa per i match online. Sinceramente preferirei di gran lunga una modalità come nei giochi NBA di 2K dove magari inizi come un rookie nelle indies per poi arrivare a fare carriera in WWE per raggiungere lo status di leggenda, con una storia più realistica e meno fantasiosa.
I SOLITI SOSPETTI
A livello tecnico con l’abbandono alle vecchie console old-gen devo dire che qualche passo in più è stato fatto, soprattutto per quanto riguarda il design di alcune wrestler femminili come ad esempio una Naomi, Stephanie Vaquer o Giulia che sono veramente stupendi. Peccato però che invece alcuni wrestler siano ancora terribili da guardare o non sono stati aggiornati come l’aspetto di Dragunov, diverse entrate o le nuove gimmick di Natalya o Kit Wilson (nella speranze che vengano aggiornati con una patch o DLC). Un altro problema persistente che 2K si porta dietro da anni sono il design dei capelli di alcuni wrestler, soprattutto quelli lunghi o quelli riservati per i personaggi creati, che risultano troppo finti, plasticosi e che si intersecano con alcuni outfit o cinture risultando sgradevoli da vedere.
In termini di glitch, bug e cali di frame devo dire che ne ho trovati molti meno, soprattutto anche con più wrestler sul ring in contemporanea, cosa che con WWE 2K25 si soffriva abbastanza. Inoltre 2K quest’anno ha aggiunto anche diverse migliorie che ho trovato veramente gradevoli come le entrate interattive che ora oltre a muovere la camera in qualsiasi direzione, ci permetterà di usare pure i fuochi a nostro piacimento o interagire da heel o face mentre si attraversa la rampa che porta al ring. I ragazzi di Visual Concept devo dire che hanno svolto un buon lavoro anche con la telecamera, che ora offre una profondità di campo ottimizzata, zone morte ridotte, tremolii più realistici durante i bump ed effetti visivi che offrono una migliore illuminazione particellare.

Anche qui però i veri problemi del gioco rimangono praticamente quelli dello scorso anno, con una camera che talvolta si blocca dietro il sedere dell’arbitro e che ne oscura l’azione in ring. In termini di gameplay il team di sviluppo ha ampliato l’utilizzo della armi e soprattutto le animazioni delle varie cadute sui gradoni, sedie o puntine dopo un suplex, un ddt o un piledriver, rendendo gli impatti dei corpi dei wrestler sugli oggetti contundenti molto più realistici e naturali. Altra chicca aggiunta è il pre-match dove potremo scegliere la nostra strategia iniziale aizzando la folla, stringendo la mano al nostro rivale per poi poterlo pure tradire con un colpo alla sprovvista, iniziare con un lock-up come i wrestler più tecnici o lanciarsi in una rissa frenetica a suon di pugni sulla testa alla Stone Cold Steve Austin.
Sulla barra della stamina invece sono convinto a metà, se è pur vero che rende il match più equilibrato e realistico, talvolta invece i match risultano troppo lenti, portando meno enfasi verso la fine dell’incontro che invece a mio avviso dovrebbero dare al match quello sprint in più. Ottimo invece il sistema dei payback, compresi quelli nuovi che danno completa libertà su come comportarsi sul ring in base a quelli che andremo a scegliere e che offrono molteplici strategie da attuare nel corso dei match. Per esempio io usando un wrestler heel spesso ho scelto i due payback dove con il primo spingevo l’avversario verso l’arbitro per tramortirlo, per poi usare il secondo in cui con un tirapugni mettevo ko il mio rivale.
Insomma, di strategie ne avrete a bizzeffe e per tutti i gusti. L’unico vero neo rimane l’arbitro e la partenza del conteggio sui pin che a volte risultano ancora troppo lenti ed impacciati. Il comparto sonoro l’ho trovato nettamente migliorato, grazie anche finalmente a due nuove aggiunte molto gradite al tavolo dei commentatori, che ora vedono Booker T e Wade Barrett unirsi a Michael Cole, Corey Graves e Byron Saxton. Migliorato anche l’audio riguardante il pubblico nelle entrate dei wrestler come per esempio in quelle di Cody Rhodes, CM Punk o Randy Orton e nei cori durante i match.

La soundtrack devo dire che l’ho trovata strepitosa e veramente energica grazie a brani scelti come Two Faced dei Linkin Park, Diamonds and Guns dei Transplants, Anything > Human dei Bad Omens x Erra o Cruising to self soothe di Ecca Vandal per citarne alcune. Un plauso va anche per il design dei menù che risultano accattivanti e per tutto il lavoro svolto nei sottotitoli in lingua nostrana. A livello di contenuti non ci si può proprio lamentare, quest’anno il gioco offre come al solito tantissime modalità, la bellezza di 400 wrestler più quelli in arrivo con i DLC ed un parco creazioni raddoppiato e migliorato sotto tanti aspetti, in cui sbizzarrirsi creando wrestler, cinture, entrate, mosse, video e molto altro.
Ora però veniamo al più grande problema di questo titolo a mio avviso: il Ringside Pass! Per chi non lo sapesse, il Ringside Pass è un sistema di contenuti stagionali in stile “battle pass” al prezzo di 9,99 euro l’uno, composto da sei stagioni e con 120 ricompense ciascuna da sbloccare ottenendo punti PE tramite le varie modalità. Ebbene si, comprate il pass, ma non avrete sbloccato i wrestler dentro di esso.

I problemi veramente gravi qui sono tre però secondo il mio punto di vista: il primo è che per completare tutto un pass bisogna grindare tantissimo, il secondo è che chi ha acquistato le edizioni più corpose del gioco deve comunque sbloccare tutto come chi ha acquistato la standard edition, ed il terzo è l’aver tolto l’opzione di sbloccare ogni contenuto con il SuperCharger a pagamento (solitamente inserito gratuitamente nelle edizioni deluxe o superiori) al prezzo di 15,00 euro.
Inoltre come se non bastasse, quest’ultimo è stato sostituito con la possibilità di acquistare i 40 livelli necessari per sbloccare un pass completo tramite un ulteriore pagamento che arriva a superare gli 80,00 euro. Mi spiace dirlo, ma non ci siamo proprio e spero che 2K dopo tutte le lamentele che sta attualmente ricevendo dalla community riveda la propria strategia inerente al ringside pass già dalla seconda stagione, perchè secondo me questa strada è la più sbagliata in assoluto.
TRA LUCI ED OMBRE RIMANE COMUNQUE UN OTTIMO TITOLO
Al netto del ringside pass e di alcuni soliti problemi WWE 2K26 rimane comunque un ottimo titolo per gli appassionati di wrestling, capace di offrire veramente tante ore di divertimento in compagnia o in solitaria grazie alle sue tante modalità e su questo non si discute. Il gioco è difatti un titolo caotico, che ti fa staccare la spina e da il meglio di se in compagnia, soprattutto in una serata tra amici. Anche le migliorie e alcune chicche inserite nel gameplay sono certo che faranno sbrilluccicare gli occhi agli appassionati della disciplina più puntigliosi, vedendo alcune dinamiche fedelmente riproposte sul ring virtuale di 2K che ci si aspettava da anni.
A conti fatti però il titolo striscia piano piano verso il conto di tre come ogni anno, ma ancora non riesce ad arrivare al pin che lo porterebbe veramente alla gloria. Se cercate un gioco che vi faccia svagare o siete fan della disciplina, sappiate che ad oggi comunque non c’è un miglior titolo di questo, quindi il mio consiglio è quello di acquistarlo senza pensarci, sempre però che riusciate a chiudere un occhio sia sul pass, sia su alcuni problemi che il franchise si porta dietro da anni e che sembra faticare a risolvere.
WWE 2K26 è disponibile ora su PlayStation 5, Xbox Series X, Nintendo Switch 2 e Microsoft Windows.














