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[Recensione] Counterpart Stagione 1 – Due realtà in guerra fredda

  • di Luca Brindani
  • 4 Aprile 2018
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Counterpart

Counterpart è una serie televisiva del 2017, creata da Justin Marks, con protagonista J.K. Simmons e che va in onda su Starz.

La serie segue le vicende di Howard Silk, interpretato da Simmons, impiegato presso un palazzo delle nazioni unite, con un lavoro che non lo soddisfa in Interfaccia. La vita di Howard è ordinaria ma recentemente è stato scosso dall’incidente subito dalla moglie, Emily, investita da un pirata della strada e ora in coma; per l’uomo però i problemi non sono finiti, infatti, un giorno di rientro in ufficio sarà convocato da Peter Quayle (Harry Loyd) e Aldrich (Ulrich Thomsen) e scoprirà una verità nascosta dal governo, ossia l’esistenza di un’altra dimensione. Howard si troverà dunque a collaborare con Quayle, Aldrich e la sua controparte dall’altra dimensione per svelare un misterioso complotto che coinvolge i piani alti dell’altra parte e una conoscenza ormai di lungo corso dell’”altro Howard”.

La serie, seppur parta da un incipit che abbiamo visto in tantissimi altri prodotti televisivi e non, gode fin da subito di un pregio, ossia la voglia di creare un mondo speculare al nostro e plausibile; un mondo in cui le differenze si sono fatte sentire. Spesso sono rappresentate realtà parallele, dove si cerca, magari con una CGI non troppo azzeccata e una fotografia per nulla apprezzabile, di differenziarle dalla realtà di partenza, qui non si fa tutto questo, i cambiamenti ci sono, non sono tecnologici, beh in parte sì, ma sono sociali e relativi alla sicurezza pubblica. Questo necessariamente viene in aiuto della produzione che coinvolgendo un attore del calibro di Simmons cerca dove può di andare a “risparmiare”, ma in questo caso le due cose, la narrazione e il risparmio sui costi vanno di pari passo al fine di creare una situazione di partenza, che è gestita nelle prime 2/3 puntate della serie in maniera semplice e diretta.

La sceneggiatura non è un punto di forza della serie, infatti la caratterizzazione dei personaggi non appare del tutto originale e vi sono molti aspetti che ritroviamo in tantissimi altri prodotti del genere spionistico o thriller, ma anche sci-fi quando si parla di cospirazioni e quindi a parte i “due” protagonisti abbiamo personaggi che forse meriterebbero più attenzione.

L’altra parte è sicuramente quella più interessante da vedere, infatti, le ultime puntate con un bel po’ di scene da quel lato sono state molto più dinamiche e interessanti da vedere e dimostra come un’umanità che ha subito un tragico evento, può reagire in una situazione in cui la fiducia non va guadagnata, ma si compra al mercato.

Per quello che riguarda la regia, essendo la serie ambientata a Berlino, si sente molto l’influenza dello stile televisivo Europeo, con una regia non particolarmente difficile da seguire e che in alcuni punti guida addirittura l’occhio dello spettatore che così è facilitato nel distinguere certe situazioni e comportamenti non abituali dei protagonisti. In parte la voglia di essere criptico e questa regia pulita e “didascalica” vanno in contrasto tra di loro. Per questo con il procedere potrebbe essere pesante, ma tramite questo impianto si riesce almeno a tenere l’attenzione dello spettatore per tutta l’ora della puntata.

La recitazione è sicuramente, uno dei pregi della serie, con J. K. Simmons che recita lo stesso ruolo, ma con diverse esperienze, non un ruolo facile considerando che entrambe le versioni di Howard durante la serie subiscono un’evoluzione quasi diametralmente opposta ed è molto interessante perché non è la sceneggiatura a suggerircelo, bensì le movenze degli attori e la regia che indugia e mostra esplicitamente certi momenti importanti e nel frattempo ti fa venire dei dubbi su altri momenti che hai visto in precedenza, non tradendo lo spirito da spy story.

Molto buona anche l’interpretazione di Loyd, volto di Peter Quayle, è sicuramente tra le più interessanti della serie. Su Quayle sappiamo ben poco, il giusto, ma durante la prima stagione come un vice-direttore fresco di nomina possa reagire all’entrata in contatto di tutte quelle situazioni che non ha mai affrontato avendo saltato dei gradini. AI fini di tutto è importante la sua reazione anche al mondo di bugie e inganni che gli sono attorno e che in parte potrebbero averlo portato a essere l’uomo fallace e insicuro che è, con come unico, aiuto e sostegno, l’”altro Howard”, che non esiterà a usarlo.

Counterpart si dimostra un ottimo prodotto televisivo di genere che non tradisce le aspettative e che costruisce situazioni interessanti che nella seconda stagione andranno sviluppate ulteriormente, magari anche con l’uso di un time skip, che in questi casi aggiunge solo più mistero rispetto alla situazione generale.

[Biglietto da Visita] Counterpart 1×01 – “Doppio” J. K. Simmons

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