“Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”: queste parole sono ormai diventate iconiche grazie a una fiaba che ha portato il marchio Disney alla ribalta. Con Biancaneve e i sette nani, nel 1937 si aprì un nuovo mondo dell’animazione, dando inizio a un vero e proprio impero Disney basato su principesse, fiabe e molto altro. Nonostante i dubbi iniziali sul progetto, il film ottenne un successo planetario: a fronte di un budget di 1 milione e mezzo di dollari, ne incassò 8. Ora, quasi 90 anni dopo l’originale, arriva il tanto atteso live action, un film temuto da molti a causa di un lungo e travagliato processo di produzione, accompagnato da numerose polemiche sia interne che esterne alla pellicola. La produzione, costata ben 240 milioni di dollari, è affidata ancora una volta alla Disney, con produttori del calibro di Marc Platt (Wicked, Cruella) e Jared LeBoff (Wanted, La ragazza del treno).
Il live action Biancaneve, rivisitazione della classica fiaba, arriverà nelle sale italiane il 20 marzo 2025. Le protagoniste principali sono Rachel Zegler nei panni di Biancaneve e Gal Gadot nel ruolo della Regina Cattiva. Il film include canzoni originali di Benj Pasek e Justin Paul, ed è diretto da Marc Webb, con Platt e LeBoff alla produzione. Sul grande schermo torneranno anche i celebri sette nani: Mammolo, Dotto, Cucciolo, Brontolo, Gongolo, Pisolo ed Eolo.
Il cast è composto da attori e attrici talentuosi, ma a spiccare è unicamente Rachel Zegler. Gal Gadot, al contrario, non brilla particolarmente né per abilità recitative, né artistiche, né canore, aspetto particolarmente problematico considerando che si tratta di un musical. Zegler, già nota per la sua interpretazione in West Side Story, è l’unica vera punta di diamante del cast. Gadot, invece, dopo aver interrotto momentaneamente le sue controversie politiche, veste i panni della Regina Cattiva. Nota per ruoli in Fast and Furious e Assassinio sul Nilo, la sua performance risulta tra le peggiori del film, con una parte cantata che non regge minimamente il confronto con quella della co-protagonista. Tra gli altri interpreti troviamo Andrew Burnap, noto per la serie WeCrashed, che qui interpreta Jonathan, e tra i sette nani spiccano Tituss Burgess e Andrew Feldman.
La regia è affidata a Marc Webb, noto per aver diretto videoclip musicali per i My Chemical Romance, per poi approdare al cinema con 500 giorni insieme e i due The Amazing Spider-Man con Andrew Garfield. Tra i suoi futuri progetti figurano la serie The Hurt Unit e il film Day Drinker, interpretato da Johnny Depp, previsto come uno dei più grandi flop cinematografici, tanto da essere criticato da attrici come Sydney Sweeney e Ayo Edebiri. La regia di Biancaneve non si distingue particolarmente e, se confrontata con quella dell’originale, risulta scolastica e priva di momenti memorabili, ad eccezione della scena della corsa nel bosco. Altre sequenze, invece, appaiono più adatte a un prodotto televisivo, con troppi primi piani e poche inquadrature ampie. Inoltre, alcune scelte di regia e montaggio risultano inutili, come la sfumatura rosa attorno a Biancaneve e Jonathan nel momento del loro innamoramento. Anche le scene musicali non sono particolarmente ben gestite.
Contrariamente a quanto inizialmente annunciato, la sceneggiatura non è curata da Greta Gerwig, regista e sceneggiatrice del successo commerciale Barbie. Il suo contributo si è limitato a materiale letterario aggiuntivo (secondo il Snow White – WGA Directory), mentre la sceneggiatura del film è interamente affidata a Erin Cressida Wilson, già autrice di Secretary, Chloe – Tra seduzione e inganno e La ragazza del treno. Il film si basa sulla fiaba originale dei fratelli Grimm, che nella sua versione più cruda differisce molto dall’adattamento Disney del 1937 e da questa nuova trasposizione. Se da un lato la sceneggiatura segue in gran parte il classico Disney, dall’altro modifica completamente il finale. Una scelta accettabile se avesse aggiunto qualcosa di originale e valido, ma il risultato è un epilogo deludente e poco soddisfacente per il pubblico. Anche il personaggio di Biancaneve è stato rielaborato: da semplice damigella in pericolo diventa una principessa che si percepisce come una leader. Questa scelta funziona in alcuni momenti, ma nel complesso non viene sviluppata adeguatamente.
La fotografia, curata da Mandy Walker, non offre nulla di particolarmente innovativo, fatta eccezione per una scena serale con i sette nani. I costumi, invece, realizzati da Sandy Powell, appaiono privi di personalità e simili a quelli reperibili nei negozi di carnevale. Tra i peggiori si segnalano quelli del love interest di Biancaneve, che con il cappuccio sembra più un Robin Hood, e quelli della Regina Cattiva, soprattutto l’abito finale, che appare come un semplice pezzo di stoffa con pietre incollate. La banda di Jonathan, invece, sfoggia abiti dai colori sgargianti, poco adatti alla necessità di mimetizzarsi nella foresta per sfuggire alle guardie della regina.
Uno dei problemi principali del film è la CGI, in particolare quella dei nani e degli animali. I sette nani appaiono inquietanti e mal realizzati, mentre gli animali presentano una qualità altalenante: gli uccellini risultano gradevoli, ma i cerbiatti e gli avvoltoi sembrano completamente fuori posto. Anche le scenografie non convincono: il villaggio, il castello, la casa dei nani e persino il bosco appaiono finti, come se fossero set separati piuttosto che un mondo coeso.
La fiaba di Biancaneve è da sempre una storia di formazione, insegnando ai più piccoli che la bellezza interiore conta più di quella esteriore. Questo messaggio viene mantenuto nel finale, con un riferimento allo specchio magico. Tuttavia, il film non offre altre chiavi di lettura e risulta piatto e ripetitivo. Se confrontato con l’originale, molte scene non funzionano, come la trasformazione di Grimilde; nel film del 1937 la sequenza era carica di tensione, quasi horror, mentre qui perde completamente d’impatto. Il problema della pellicola non è neanche il cambiamento in sè della storia quanto più il non aver capito il motivo per cui l’originale ha funzionato e funziona ancora oggi, se il cambio di Biancaneve funziona rendendola come simbolo di salvezza dopo una bufera di neve, tutto il resto a livello di cambiamento purtroppo non funziona.
In conclusione, il film non riesce a distinguersi e, come molti live action Disney, non è pensato per i fan dell’originale, che possono ancora godersi il classico su Disney+. Piuttosto, mira a un nuovo target, anche se non è chiaro quale. La pellicola sembra realizzata più per sfruttare il marchio Disney e promuovere i parchi tematici che per raccontare una storia ben costruita. L’unico elemento degno di nota è Rachel Zegler, che brilla nel recitato e nel cantato, ma il resto del film è penalizzato da scelte sbagliate in diversi aspetti.
Biancaneve di Marc Webb arriva al cinema con Disney a partire dal 20 marzo. Ecco il trailer italiano del film:
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