Arriva finalmente il momento di Blocco 181, la serie tv firmata Sky che vede alla direzione musicale e come interprete il rapper Salmo. Sarà riuscita questa nuova serie a catturare quello spirito del quartiere e della lotta alla ricerca di qualcosa di migliore tra la droga e la malavita? Sin dall’annuncio lo show ha catturato parecchio l’attenzione del pubblico, sia per la presenza di Salmo, che al tempo era appena arrivato in vetta alle classifiche con Playlist, ma anche perché rappresentava quella che sembrava la prima produzione Italiana di Sky che avesse un’intenzione effettiva di raccontare una Milano non patinata ma cruda e reale.

La serie segue le vicende di Mahdi (Andrea Dodero), Ludo (Alessandro Piavani) e Bea (Laura Osma), tre ragazzi che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Mahdi, è un ragazzo che vive nel Blocco e ci lavora anche, essendo nella squadra di suo zio Rizzo (Alessio Praticò), che deve tenere il quartiere in riga, mentre Ludo è un ragazzo ricco della Milano Bene che fin da piccolo ha legato con Mahdi ed ora sono migliori amici; anche se quest’ultimo non approva il suo lavoro come cavallino della droga. Bea, invece, fa parte dei pandilleros della Misa, una gang sudamericana, che si è impadronita di un vecchio edificio nel blocco. Sarà proprio l’entrata in scena dei sudamericani la causa scatenante di una piccola rivoluzione all’interno del blocco che rischia di mangiarsi i tre giovani ragazzi.

La serie è realizzata da un team folto di sceneggiatori e registi noti al mondo della televisione italiana, che già avevano collaborato in serie crime come Suburra, Gomorra o Distretto di Polizia, con alcuni vengono anche dal più recente Zero. I nomi come capita spesso sono tanti e tutti in fase di stesura della sceneggiatura hanno dato qualcosa alla serie, da Giuseppe Capotondi a Ciro Visco, passando per Francesca de Lisi, Andrea Nobile, Matteo Bonifazio e tanti altri. La cura nei dettagli di questa serie è davvero da ammirare, sia in fase di sceneggiatura che di regia.

La prima puntata, quella che ci presenta la serie ed anche il quartiere, o sarebbe meglio da dire i quartieri, è una lenta composizione dell’intreccio. Nei cinquanta minuti di quello che di fatto è un episodio pilota, Blocco 181 ci fa conoscere tutti i personaggi più importanti, le loro motivazioni, i loro caratteri, dove si muovono e soprattutto da il via a quello che sarà una catarsi per tutti. Principalmente seguiamo il trio di ragazzi, che lungo l’arco di questa prima stagione cresce, si evolve e si affiata, arrivando alla fine quasi ad essere una cosa solo, un piccolo branco, che si deve difendere dal marcio e dal male che hanno intorno. Intimamente, è una storia di amore e riscatto, ma esternamente vi è anche molto altro e in questo la serie è ottima a farcelo capire, portando in scena numerosi personaggi da tutti gli ambienti di Milano. Passiamo da vedere il trio interagire con il braccio destro di uno spacciatore della Milano Bene, ossia Snake (Salmo), a vederli interagire con donne potenti e uomini d’affari.

Insomma, nulla viene lasciato al caso, il quartiere nell’arco di questi episodi è una prigione, un luogo chiuso, che desta preoccupazione, che continua ad interferire anche a centinaia di chilometri di distanza. Il Blocco che dà il nome alla serie è una creatura che vive e si ciba delle persone che vi gravitano attorno, non solo quelli che ci vivono, che sembrano sempre destinate a non poter scappare. Ma prima parlavamo di quartieri, perché si, seppur questa versione della periferia milanese, inesistente ma tangibile e reale, sia il focus in molti momenti, grazie al personaggio di Ludo, che viene da una Milano diversa e florida, vediamo come la rete del quartiere e della droga arrivi ovunque e quindi sia indissolubile anche se invisibile il legame tra tutti questi elementi.

Una delle più grandi paure riguardo alla serie, insieme all’eccessiva presenza di triangoli amorosi indesiderati, era la giovane età dei protagonisti. Giovane età che non inficia la serie, anzi. Andrea Dodero, Alessandro Piavani e Laura Osman, fanno davvero un ottimo lavoro con quello che gli è stato dato, che seppur sia materiale ottimo, dà comunque a questi giovani attori la possibilità di sperimentare un po’ coi loro personaggi, che come ammesso dagli stessi attori era in parte quello che la produzione voleva.

Blocco 181Stupisce anche Salmo nella veste di attore. È sempre difficile immaginarsi un rapper che si butti nel mondo della recitazione, perché quanto si possa essere bravi a rappare, non è detto che tu lo sia a recitare, anche se molti rapper interpretano un personaggio quando cantano o sono in stage. Salmo, però, fa il passo in più, come confessato da lui stesso ha addirittura preso lezioni di recitazione e questo si fa sentire. Qui in questa serie il rapper di Olbia è non si limita a recitare nei panni di un criminale, ma diventa effettivamente Snake, il personaggio che interpreta. Certamente, vi sono ancora delle limature da fare, ma il risultato è più che dignitoso.

Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, non solo recita nella serie, ma è anche il compositore della colonna sonora. Colonna sonora che non è completamente del rapper ma che vede coinvolti tanti producer Italiani e rapper che molto hanno a che fare con Milano. Ad aiutare l’artista, che compone anche alcuni brani della serie come Blocco 181 Title Track e Apri con Ernia, vi sono Drillionaire, Luciennn (uno dei principali compositori dell’album Flop! del rapper), Sixpm, Andry the hitmaker, Verano, Marco Azara e Night Skinny. Insomma una bella lista di producer che con Milano e con i rapper coinvolti hanno una bella storia. Infatti, l’artista ha deciso di non fare della serie e della soundtrack un progetto completamente suo, anche se le influenze della sua musica sono percepibili in tutte le canzoni della colonna sonora. Canzoni della colonna sonora che vedono come tutta la serie un’impronta molto rivolta al rap di Milano, con personaggi che ne hanno fatto la storia come Ensi, Jake La Furia e Guè, ma anche promesse come Lazza ed Ernia ed outsider come Noyz Narcos. La soundtrack della serie quindi presenta titoli molto variegati ed interessanti, ma che si rifanno al tipo di impronta che la produzione voleva dare alla serie e quindi nel complesso non risultano neanche invasive, ma un buon contorno ad un prodotto già di ottima qualità.

Blocco 181 è un esperimento di Sky, forse il vero primo e proprio esperimento della rete in un certo senso. Questa è una serie che si rivolge anche ad un pubblico non troppo adulto, dai 18 anni in su, come capiamo dal team di protagonisti coinvolti ma anche dalla presenza dello stesso Salmo e di altri suoi colleghi rapper nella soundtrack come Ensi, Noyz Narcos, Ernia e Guè; tuttavia, è anche un prodotto valido e ben scritto, oltre che ben girato. La storia d’amore, l’elemento più adolescenziale prende si lo schermo ma non annoia o rende la serie noiosa e non le dona quel ritmo da soap opera, anzi, viene usato abilmente come fuga per i ragazzi che si stanno così creando il loro angolo felice. Angolo felice che però è sempre in mezzo a criminalità e morte, come ci viene ricordato in ogni puntata. Sapere già che è in sviluppo una seconda stagione conferma l’all in di Sky Studios e la voglia di raccontare qualcosa che seppur non nuovo possa dare il via ad una più ampia revisione del palinsesto molto più deciso ad essere internazionale che locale, ed è solo un bene. Insomma, se siete fan delle serie crime e anche un po’ di Top Boy, forse questa serie fa per voi, perché ancora di più rispetto ad altre produzioni questa guarda molto di più all’estero che all’Italia stessa.


Blocco 181 è disponibile su Sky e NowTV a partire dal 20 Maggio con due episodi a settimana. La prima stagione è composta da otto episodi.

RASSEGNA PANORAMICA
Blocco 181
8
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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