Torniamo ad occuparci dell’universo a fumetti della Valiant Comics, casa editrice che ha ritrovato nuova vita grazie all’acquisizione dei diritti per il nostro paese grazie a Star Comics, parlando del secondo albo, dal titolo “Il Libro dei Morti” di Bloodshot Salvation, il nuovo arco narrativo dell’arma umana più potente al mondo, sceneggiato dal premio Eisner Jeff Lemire.
Avevamo lasciato Ray Garrison alle prese con i fantasmi del passato della moglie Magic: il padre della donna, a capo di una setta di redneck, ha fatto di tutto per mettere in pericolo la famiglia Garrison, costringendo un riluttante Ray a fare nuovamente ricorso alle sue abilità di Bloodshot. Abilità che però vengono improvvisamente meno quando la società Omen, entrata in possesso del progetto Spirito Nascente, decide di disattivare tutti i naniti in circolazione, solo per poterli sfruttare per i propri fini. E’ solo grazie all’ intervento di Ninjak se Ray può togliere di mezzo “Papino”, tornando finalmente dalla sua famiglia…
… Famiglia che, nel frattempo, è di nuovo in crisi: i naniti che risiedono nel corpo dell’uomo sembrano aver “contaminato” anche la figlia neonata, Jesse, il cui corpo non è ovviamente in grado di sopportarli. Con la vita di Jesse appesa ad un filo e senza poter fare affidamento sui naniti, Ray si affida una seconda volta a Ninjak: il compagno lo accompagna da Shadowman, stregone che apre a Ray una porta per l’inferno, il solo luogo in cui potrà garantirsi la salvezza della figlia. Ma a quale prezzo?
Lo scorso albo di questa serie si era dimostrato un ottimo punto di partenza per approcciarsi a questo personaggio (come abbiamo anche visto accadere per la nuova serie di X-O Manowar, altra dimostrazione di quanto l’editore si stia aprendo sempre di più ad accogliere nuovi lettori) raccontando una storia che ben mischiava azione e dramma, in particolare quello della famiglia Garrison e di Ray stesso; il tutto, senza appunto precludere la lettura a chi si trova a digiuno dell’universo Valiant.

Avevamo fatto anche menzione alla doppia linea temporale su cui la storia si svolgeva, linee che sembrerebbero essere proprio sul punto incontrarsi alla fine di questo secondo albo. Gran parte di questi si svolge durante la “descensio ad inferos” di Ray e della figlia: impossibile non menzionare il capitolo letteralmente “buio”, che Lemire scrive sfruttando la cecità di Ray. Le parole, le didascalie, i suoi pensieri si muovono nella vignetta, esattamente come lo vedremmo sprofondare noi negli abissi più profondi, riuscendo a creare un certo livello di immedesimazione con il lettore, anche lui totalmente all’oscuro di ciò che circonda il protagonista.
Insieme a Lemire, troviamo questa volta il disegnatore Renato Guedes, che va a sostituire la coppia Lewis Laros/Mico Suyan, altro fattore che conferma il più che discreto livello di questa serie; colpisce in particolare quando si tratta di trasmettere qualunque tipo di sensazione tramite i volti dei personaggi, dandosi invece libero sfogo quando dipinge gli anfratti infernali e i suoi abitanti.
L’albo si chiude con un piccolo episodio dedicato a Segugio, il cane di Ray, anche lui potenziato con i naniti, e che probabilmente ci svela l’origine del progetto Spirito Nascente. Dopo un primo arco narrativo più che interessante, mi trovo a riconfermare la qualità di Bloodshot Salvation con questa seconda uscita, che, anzi, riesce probabilmente ad alzare ancora di più il tiro della serie.
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