La saga di Borderlands mi rievoca sempre bellissimi ricordi, tanto divertimento e risate a non finire per quella sua capacità di essere fuori le righe sempre e comunque senza tenere conto di niente e nessuno. Una serie di videogiochi che è entrata di diritto tra le mie preferite di tutti i tempi. Che sia un capitolo principale o spin-off, nel bene o nel male e tra alti e bassi, ogni volta il mio entusiasmo per l’uscita di un nuovo titolo della serie è sempre alle stelle e dopo Borderlands 3, quindi non vedevo l’ora di mettere mani su questo quarto capitolo della saga di Gearbox. Uscito a metà settembre, grazie ad un codice fornito da Cidiverte, mi sono avventurato nella follia di Borderlands 4 e dopo più di 120 ore spese su Kairos sono pronto a dirvi la mia disanima.
Una volta entrati nel gioco e vista la classica intro fighissima e “spaccaculi” il gioco ci permetterà di scegliere come al solito uno dei quattro cacciatori della cripta, che questa volta vedono protagonisti: Vex (Sirena), Rafa (Eso-Soldato), Amon (Forgeknight) e Harlowe (Gravitar). Ovviamente, come di consueto ho scelto la sirena, che sono sempre state le mie preferite in tutti i giochi e i personaggi con cui mi sono trovato meglio nel looter shooter di Gearbox. Selezionato il nostro personaggio, finalmente verremo immersi subito nel gioco, dove dovremo scappare con il nostro cacciacripta da una prigione di massima sicurezza situata sul pianeta di Kairos, landa governata dal crudele e dittatoriale Cronocustode.

Ogni personaggio avrà sia tre abilità d’azione uniche, sia tre skill tree dedicati alle proprie abilità e potenziamenti sbloccabili tramite punti exp, che permetteranno al giocatore un’ottima variabilità di gameplay a seconda del proprio gusto. Per esempio Vex sarà capace di evocare il suo gattone spettrale Rabatzi in propria difesa, dei suoi doppleganger o un tristo mietitore in grado di creare panico e caos tra i nemici. Non mancano ovviamente neanche le armi, oltre 30 miliardi e sempre suddivise in varie classi e livelli che vanno dal comune al leggendario. Anche qui troviamo nuovamente marche iconiche come Order, Jakobs, Ripper, Daedalus, Maliwan, Tediore, Torgue e Vladof che garantiranno statistiche e bocche di fuoco completamente diverse per fucili di precisione, pistole, mitra, fucili d’assalto e fucili a pompa. Insomma c’è ne per tutti i gusti.
Ho trovato ottimo anche il sistema di looting delle armi (anche se dopo alcune patch), con drop più consistenti soprattutto contro i vari boss ed eventi casuali. Gearbox ha inoltre migliorato molteplici aspetti del gameplay, sicuramente il più riuscito e fluido di tutta la saga. Kairos in primis è una mappa open world, che permette una verticalità mai vista prima ed un esplorazione più semplice e libera per il giocatore. In più la software house statunitense ha aggiunto diverse migliorie come un rampino che permette di agganciarsi a diversi appigli, il doppio salto, la planata e la possibilità di richiamare in qualsiasi momento il nostro mezzo di trasporto senza andare ogni volta in un Catch-A-Ride, permettendoci di scorrazzare su tutta Kairos (che risulta una mappa molto grande) in estrema semplicità.
Ho amato anche il gunplay, migliorato e molto più fluido, caotico ma sempre divertente e bello da vedere una volta che ci si butta in mischia. A mio avviso anche se può essere giocato completamente in single player, Borderlands 4 da il meglio di se in co-op, soprattutto se giocato con altri tre amici con cui si ha abbastanza affiatamento. Questo vi garantirà parecchio divertimento tra missioni folli e caos triplicato durante le sparatorie. Difatti Gearbox come al solito ha messo sul piatto un titolo pieno di contenuti, tra storia principale e le tantissime missione secondarie (più di 100), in cui sbizzarrirsi e livellare il nostro personaggio.

Grazie proprio alla mappa open world, il titolo spesso ci porterà ad avventurarci quasi automaticamente nelle tante missioni opzionali, nella conquista dei rifugi che ci faranno da base, nel ritrovamento di collezionabili come le registrazioni Echo, saccheggiare le trivelle e i bunker, spegnere i diffusori di propaganda e nella caccia delle iconiche cripte. Inoltre una volta portato a termine il gioco, l’end game è già capace di offrire parecchia carne sul fuoco in attesa di eventi futuri, come la possibilità di rigiocare tutte le boss fight del gioco per accumulare punti exp, iniziare una partita con gli altri personaggi dal livello 30, selezionare la modalità Cacciacripta Supremo che aumenterà il livello di difficoltà e garantirà drop più succosi e lo sblocco dello skill tree riservato alle specializzazioni.
A livello narrativo ho trovato il lavoro svolto dal team di sviluppo molto buono, sia in termini di storia (che si collega al terzo gioco), sia nella caratterizzazione dei personaggi, perlopiù per quanto riguarda i villain del gioco, che ho trovato ispirati e carismatici come soprattutto il Cronocustode e Callis la Regina degli Espiantati, anche se molto lontani dai picchi toccati da Jack il Bello. Tra le note negative però ho trovato pochi camei veramente iconici (a parte la solita stupenda Moxxi) e un utilizzo di Claptrap molto sottotono, relegato a pochissimo spazio su schermo. Altra pecca è il trash che ha sempre contraddistinto la saga e che ogni capitolo va a scemare sempre di più, forse per il dannato e maledetto politically correct che sta devastando ogni media ormai.
Non sto dicendo che il gioco sia privo delle solite “cazzate” della serie e difatti non mancano momenti esilaranti e battute, che si trovano soprattutto in alcune missioni secondarie, ma ecco, gli manca quella verve comica, sfrontatezza e prese in giro a qualsiasi cosa e media che mi hanno fatto amare la serie. Ora invece arriva la nota più dolente del gioco, il comparto tecnico. Su questo aspetto ho trovato molteplici, troppi problemi dal lancio ad oggi, soprattutto per la veste grafica. Nonostante io sia un amante totale del cel-shading, sappiamo tutti che è un ottimo espediente anche per nascondere alcune lacune tecniche di ottimizzazione, cosa che stavolta non riescono a farmi chiudere un occhio.

Che molta causa di questi problemi sia derivato dal cambio di motore grafico con Unreal Engine 5 sembra quasi ovvio, visto che pochi sviluppatori sono riusciti a maneggiarlo come si deve su un videogioco ad oggi, ed in questo caso ci troviamo dinanzi ad un titolo che sia su Xbox Series X, sia su PS5 Pro presenta cali di frame (anche se oggi migliorati con le ultime patch), ma soprattutto un caricamento lentissimo delle texture dei personaggi e ambientazioni abbastanza imbarazzante per un titolo di questa caratura, soprattutto se questo accade già dal menù principale. Un peccato perchè il mondo di Kairos l’ho trovato comunque ispiratissimo e ben congegnato dal team di sviluppo, come il design dei protagonisti e comprimari.
Male anche con i caricamenti di gioco che talvolta sono ancora un po’ lunghini soprattutto con i viaggi rapidi, causa inoltre di molteplici bug e crash durante la mia avventura. Di positivo invece ho trovato il comparto online, dove nonostante qualche calo di frame, giocare in compagnia l’ho trovato abbastanza fluido e con pochi problemi sia nella ricerca di giocatori, sia in termini di gameplay. Il comparto sonoro invece nonostante non tocchi il livello visto in Borderlands 3, l’ho trovato comunque di buona fattura, con tracce musicali carine e un ottimo doppiaggio in italiano, ispirato e privo di sbavature. Menzione d’onore per le favolose tracce musicali “Starbuster” dei Fontaines D.C. e “This Land” di Des Rocs.
Borderlands 4 è un titolo caotico e dannatamente divertente pad alla mano
Nel complesso, al netto dei suoi difetti sul versante tecnico (cosa di cui Gearbox non sia specificatamente famosa), ho trovato Borderlands 4 un titolo dannatamente divertente pad alla mano. In termini di gameplay sicuramente il migliore della serie, che da il meglio di se giocato in compagnia online o in locale con un amico. Inoltre il gioco permette una rigiocabilità ottima, grazie al suo end-game, l’utilizzo di ben quattro ottimi cacciacripta, le tantissime missioni secondarie e i molteplici eventi futuri (già disponibile quello gratuito dedicato ad Halloween) e diversi DLC che ormai sono un marchio di fabbrica del looter shooter targato 2K.
Se siete in cerca di un titolo in cui il cazzeggio la fa da padrona, Borderlands 4 è sicuramente il gioco che fa per voi, un titolo capace di portarvi via tante ore tra divertimento, sparatorie e caos a non finire. Sicuramente, a parte qualche modifiche da apportare su alcuni aspetti, questo è da considerarsi un ottimo passo verso il futuro della saga. E dico futuro, perchè si, sotto sotto Gearbox c’è l’ha già detto nel gioco…Borderlands 5 si farà, ed io non vedo già l’ora di metterci sopra le mani!
Borderlands 4 è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X e Series S, Nintendo Switch 2, GeForce Now e Microsoft Windows.
















