Il bizzarro e scombinato film d’animazione La Famiglia Halloween (My Freaky Family) invita il pubblico in un mondo in cui l’ordinario e lo straordinario si scontrano, creando una narrazione al limite del caos. Pensato per un pubblico giovane, il film è ispirato ai libri “I Floods” di Colin Thompson, editi in Italia da Lantana Editore, la regia è di Mark Gravas.
Alla vigilia del suo tredicesimo compleanno, la musicista in erba Betty non desidera altro che essere come il resto della sua straordinaria e, soprattutto, magica famiglia… Allora perché sua madre è così contraria a questa idea? Mentre Betty si confronta con questo interrogativo e cerca di sviluppare i suoi poteri, scoprirà la sorprendente verità sulla sua storia e realizzerà che la magia e la musica fanno entrambe parte della sua favolosa famiglia infernale.
Iniziamo col dire che il titolo italiano è fuorviante, Halloween non ha nessuna connessione con la pellicola, se non il periodo in cui uscirà nelle nostre sale. È la storia di una famiglia strana, “creata” da due maghi che hanno procreato creando figli con la magia: un fratello maggiore zombie, due gemelle con poteri di preveggenza, un figlio con sembianze canine e infine Betty, nata però in maniera normale, quindi diversa dal resto della sua famiglia. Con il progredire della trama, il film mostra i valori e i cambiamenti che accompagnano la crescita, così come l’amicizia, l’individualità e il non aver paura di affrontare le proprie ansie.
La promessa iniziale di un’avventura emozionante si trasforma però in un intreccio complicato di idee che faticano a trovare una direzione precisa e si perdono aggrovigliandosi su sé stesse. Tutto avviene in maniera molto veloce e caotica. La natura ingarbugliata del film è ulteriormente accentuata dal suo stile visivo, caratterizzato da una un’animazione a computer fredda, rigida e poco fluida. La grafica è piuttosto scadente, tutto, dal design dei personaggi alle ambientazioni, ha una patina di “plastica” perenne che fa sembrare la produzione molto più scadente di quanto non sia in realtà. Un paio di racconti inseriti nella storia sono animati in 2D e risultano particolarmente belli paragonati al design del resto del film.
L’arco narrativo della protagonista Betty è una classica esplorazione dell’identità. Inizialmente viene mostrata come una partecipante riluttante alla caotica esistenza della sua bizzarra famiglia, la piccola si destreggia tra la sua vita quotidiana e i poteri magici che rendono la sua famiglia unica. Poi improvvisamente questo filo narrativo viene messo da parte bruscamente per passare alla parte più “magica” della storia, quando Betty scopre che le pergamene con le melodie custodite da suo padre la rendono speciale. Il mondo magico si inserisce in quello non magico e inizia il caos. Il viaggio di Betty è segnato da una lenta accettazione di quello che la circonda, con momenti finali che la portano a interrogarsi sul significato di normalità e appartenenza. È una potente metafora della lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui spesso i valori prevalgono sulla sostanza, la tensione tra i suoi talenti naturali, in particolare la sua abilità musicale, e i poteri magici della sua famiglia magica. Il climax arriva rapidamente e furiosamente, con la posta in gioco che sale ma la storia perde il suo ritmo.
Re Murkhart, il malvagio nonno di Betty, viene introdotto nella storia per aumentare la tensione familiare mentre cerca di riprendersi la figlia e trascinarla indietro nel suo paese magico, ma il personaggio non ha nessuno spessore e le sue motivazioni svaniscono in un batter di ciglia senza troppe spiegazioni, un personaggio intrigante ma incoerente.I personaggi secondari contribuiscono al tessuto narrativo con i loro tratti unici donando un fascino bizzarro al racconto, i fratelli e le sorelle di Betty sono classici archetipi dell’horror, gli amici umani sono teneri e solidali, tutti comunque pronti ad aiutare Betty. La trama è molto semplice, il film procede lentamente, alternando momenti di umorismo buffo a retroscena più pesanti e scene che potrebbero intimorire bambini troppo piccoli. Risulta un film piacevole e divertente per un pubblico giovane ma non adatto ai bambini piccoli per alcune scene che potrebbero spaventarli.
La Famiglia Halloween è una magica avventura animata che sottolinea l’importanza dell’accettazione e dell’appartenenza, ma alcuni personaggi leggermente spaventosi la rendono più adatta a bambini di età superiore ai 6/7 anni. L’aspetto grafico scadente non invoglia un pubblico adulto alla visione.
La Famiglia Halloween, al cinema dal 23 Ottobre, distribuito da Notorious Pictures, qui il trailer del film:














