Grazie a Netflix Italia abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima i primi 4 episodi dell’attesissima seconda stagione di Dark, la serie originale fantascientifica tedesca, in uscita sulla piattaforma di streaming venerdì 21 Giugno.
Nell’inizio della stagione troviamo tutti i tasselli al loro posto, Jonas 2019(Louis Hoffmann) rimasto intrappolato nel futuro (2052) mentre Jonas 2052(Andreas Pietschmann) è rimasto nel presente (il 2020) per impedire che si completi il tanto atteso Terzo Ciclo di ripetizione del loop, atteso da Noah (Mark Waschke) e dalla sua misteriosa organizzazione, i Sic Mundus. Nel frattempo a Winden è arrivato un nuovo ispettore incaricato di indagare sulla scomparsa di Mikkel Nielsen (Daan Lennard Liebrenz), di Erik Obendorf, di Jonas e di Ulrich Nielsen (Oliver Masucci), mentre Charlotte Dopler (Karoline Eichhorn) è sempre più vicina a scoprire il reale collegamento tra le scomparse ed il libro “Viaggi nel tempo” di H. G. Tanhauser (Arnd Klawitter).
La seconda stagione della serie non riprende direttamente dal finale della prima, ma si concede una piccola introduzione ad una delle nuove linee temporali che verranno esplorate, ossia quella del 1921 che si lega direttamente alle origini del misterioso Noah e dei Sic Mundus (I Viaggiatori) e quella del 2052 che vede Jonas protagonista. Il tutto si collega alla sempre imperante legge che regola Dark dalla prima stagione: “Alcune devono sempre accadere per essere”.
Certamente questo non lascia molta speranza ai protagonisti che stanno cercando di interrompere il ciclo di morte e distruzione che si sta per compiere nuovamente: infatti, se questo era solo suggerito nella prima stagione, in questo secondo arco ci viene fatto capire senza troppi problemi che il loop in cui i personaggi sono bloccati non è alla sua prima iterazione, ma era già avvenuto in precedenza e che fino ad ora non si è mai riusciti ad interromperlo perché, proprio come il labirinto del Minotauro della leggenda greca, c’è solo una via di entrata ed una via di uscita, ma nel mentre centinaia di possibili scenari che possono condurre o meno all’uscita da un ciclo perpetuo che “Tutto è e tutto sarà”, come ripete spesso Noah.
Al centro di questi primi quattro episodi abbiamo quindi continui segreti che vengono alla luce, mentre Claudia Tiedemann continua la propria battaglia con Noah, in una versione distorta e oscura della battaglia tra bene e male che continua ad imperversare da centinaia di anni e che assume varie forme, e che in Dark ha le fattezze di Claudia e dei Sic Mundus. Una delle più importanti componenti della serie rimangono però i maniacali dettagli che collegano le varie linee temporali, legate da un filo così sottile che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro, a causa di elementi esterni come le indagini della polizia sullo straniero (Jonas 2052) o ancora il percorso della famiglia di Noah che entra più volte in contatto nei 99 anni successivi con Claudia e le famiglie storiche di Wienden.
Dark in questi primi quattro episodi si conferma una serie appassionante, in cui nulla è lasciato al caso e tutto torna, con un’atmosfera oppressa dalla claustrofobia dovuta alla situazione impossibile da cambiare per i protagonisti. Non ci resta che attendere i prossimi quattro episodi e vedere come si concluderà questa seconda stagione che ha tutte le carte in regola per essere migliore della prima stagione, già una sorpresa nel 2017.


















