L’attesa è finita: Dragon Trainer prende finalmente vita in versione live-action, con l’uscita nelle sale italiane fissata per il 13 giugno, preceduta da un’anteprima nazionale l’8 giugno. Diretto da Dean DeBlois, già regista della trilogia animata che ha conquistato una generazione di spettatori, questo nuovo adattamento segna l’inizio di una trilogia destinata a riportare sul grande schermo l’epopea del giovane Hiccup e del drago Sdentato. Nel ruolo del protagonista: Mason Thames, che interpreta Hiccup Horrendous Haddock III, al suo fianco, Nico Parker è Astrid Hofferson, mentre Gerard Butler torna nei panni di Stoick l’Immenso, il padre di Hiccup. Nick Frost completa il nucleo centrale del cast nel ruolo di Gobber il Barcollante. Grazie a Universal Pictures Italia abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
Hiccup, un giovane vichingo vive nell’isola di Berk, dove la guerra contro i draghi è parte integrante della cultura e dell’identità collettiva. La narrazione prende avvio nel momento in cui Hiccup infrange le regole della sua comunità salvando e facendo amicizia con una Furia Buia, drago tanto temuto quanto frainteso, che lui ribattezza Sdentato. L’incontro tra i due segna l’inizio di un’amicizia autentica, che sfida le convenzioni e diventa simbolo di un cambiamento necessario.
Fin dai primi minuti, Dragon Trainer si rende capace di trasmettere emozione e meraviglia senza apparire mai come una copia senz’anima dell’originale animato. Non è soltanto una trasposizione tecnica: è una riscrittura sensibile che, pur rispettando la struttura narrativa conosciuta, la arricchisce con nuove sfumature. Questa attenzione si riflette soprattutto nei rapporti più complessi, come quello tra Hiccup e suo padre Stoick, che nel passaggio al live action guadagna ancora più impatto umano. Stoick l’Immenso rappresenta l’incarnazione della cultura vichinga: solida, guerresca, ancorata alla tradizione. Hiccup, invece, non si riconosce in quel modello. Il film rende con forza lo scontro generazionale e ideologico tra i due, ma anche il lungo e sofferto cammino verso la comprensione e il rispetto reciproco. La scelta di Butler per questo ruolo non è solo un omaggio al passato animato, ma una strategia narrativa: il suo carisma e la sua fisicità restituiscono allo spettatore un padre imponente ma non immune alla trasformazione.
Ispirato alla saga letteraria di Cressida Cowell, Dragon Trainer non si limita a trasporre fedelmente i romanzi, ma li reinterpreta alla luce di una narrazione più epica e meno caricaturale. Se nei libri Hiccup è spesso descritto come un antieroe impacciato e ironico, il film preferisce insistere sul conflitto interiore e sulla maturazione personale, pur mantenendo intatta l’anima avventurosa del racconto. Pur partendo da un materiale ben noto, il Dragon Trainer del 2025 riesce a distinguersi come un film a sé stante, capace di parlare con voce propria. Non c’è nulla di meccanico o artificiale nella trasposizione live-action: ogni scelta estetica e narrativa trasmette passione, cura e una profonda comprensione dell’universo originale. Il film non scade nel fan service, anzi propone una visione cinematografica originale. I draghi, realizzati in CGI con un livello di dettaglio incredibile, non appaiono mai posticci o fuori contesto: si integrano armoniosamente con l’ambiente naturale, tra cieli nordici e paesaggi selvaggi, grazie anche alla fotografia di Bill Pope.
Uno degli elementi più significativi della saga è la rappresentazione della disabilità, trattata con realismo e profondità. Dopo uno scontro, Hiccup perde una gamba: anziché essere raccontata come una menomazione, la disabilità diventa occasione di resilienza e reinvenzione (lo si vedrà ancora meglio nel secondo capitolo della trilogia). Il protagonista non solo sopravvive, ma evolve, adattandosi, imparando, diventando più forte nel corpo e nello spirito. Questa tematica viene tradotta nel film con grande sensibilità. La simmetria con Sdentato, a sua volta ferito, suggella un’alleanza fondata sull’accettazione e sul superamento dei limiti imposti dal mondo esterno.
Dean DeBlois, tornato alla regia anche per questo adattamento live-action, conferma la sua straordinaria capacità di unire spettacolarità e intimità emotiva. La regia è fluida, coinvolgente, capace di far convivere l’azione aerea mozzafiato con le silenziose scene di crescita personale, riuscendo a trasmettere il senso di volo, di leggerezza, di sogno che ha reso indimenticabile la trilogia animata. A sostenere questa regia poetica è la colonna sonora di John Powell, che rielabora i temi originali arricchendoli con nuove orchestrazioni se possibile ancora più profonde. Il risultato è un tappeto musicale che accompagna ogni svolta narrativa, capace di esplodere nei momenti epici e di accarezzare lo spettatore nei passaggi più delicati. La musica, proprio come il volo di Sdentato, diventa un ponte tra mondi diversi: passato e futuro, padre e figlio, uomo e drago.
Dragon Trainer è più di un remake in live-action: è un’opera autonoma che rinasce attraverso lo sguardo del cinema contemporaneo, potente nel suo impatto visivo, sincera nella sua emotività e rispettosa delle sue radici. È un film che celebra il cambiamento, il coraggio di essere diversi, la possibilità di scegliere la comprensione al posto della paura. Grazie a un cast giovane ma già affermato, a una regia ispirata e a una resa tecnica impeccabile, Dragon Trainer non si limita a riproporre una storia amata: la rinnova, la espande, la fa volare di nuovo. Un’esperienza cinematografica completa, che emoziona con il cuore e incanta con gli occhi.
Dragon Trainer arriva al cinema in anteprima l’8 giugno e ufficialmente a partire dal 13 giugno. Ecco il trailer italiano:














