E’ morta Franca Valeri, l’attrice aveva appena compiuto 100 anni

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Franca Valeri

E’ morta Franca Valeri. L’attrice, nata a Milano nel 1920, aveva appena compiuto 100 anni il 31 luglio. Si è spenta intorno alle 7.40 nella sua casa di Roma.

Nata il 31 luglio 1920 a Milano, visse nascosta la persecuzione fascista (il papà ebreo fuggì col figlio) poi fa alleanza con la meglio gioventù, entra al Piccolo Teatro, amica di Grassi e Strehler e legge tutto Proust che le resta accanto una vita. Lanciata dal Teatro dei Gobbi, cabaret intellettuale che conquista Parigi, Valeri frequenta il cinema italiano ’50 che veniva dal teatro, concedendosi protagoniste e caratteriste di un umorismo non privo di malinconia, dal Segno di Venere con l’amato De Sica alle Signorine dello 04 con Peppino De Filippo. A teatro si scrive da sola le sue indimenticabili Donne e fortunati testi satirici (Lina e il cavaliere, Le catacombe, Non c’è da ridere se una donna cade) arrivando a indimenticabili duetti come in Gin game con Stoppa e alla regia della Strana coppia con Falk-Vitti e la Bruttina stagionata. Un vero sodalizio fu quello con Patroni Griffi, amico di una vita, che le dà una storica occasione vintage in Fior di pisello.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato ai familiari un messaggio di cordoglio per la scomparsa di Franca Valeri, attrice versatile e popolare, che rimarrà nel cuore degli italiani per la sua grande bravura e la sua straordinaria simpatia.

Franca Valeri “si è spenta serenamente, nel sonno, circondata dall’affetto di tutta la famiglia e degli amici. Ha conservato la sua ironia fino all’ultimo, fino a pochi giorni fa: è stata la sua chiave di vita fino alla fine“. Lo dice all’ANSA Stefania Bonfadelli, la figlia di Franca Valeri.

Sarà allestita domani al teatro Argentina, dalle 17 alle 21, la camera ardente per Franca Valeri, la grande attrice scomparsa all’età di 100 anni. I funerali si svolgeranno poi in forma strettamente privata.

Finché ha potuto è andata in scena: ogni sua apparizione (Sorelle ma solo due, Tosca e le altre due, Mal di madre, Possesso e Oddio mamma) contagiava per simpatia il pubblico. E ogni volta era come se questa signora riportasse in scena tutta la sua carriera, mettesse tra virgolette il suo genio, le avventure del passato e la noia per questo brutto secolo. Fino all’ultimo condivise la vecchiaia con i molti amici a quattro zampe che popolavano la sua casa, un alternarsi di magnifici cani cui aveva dato il nome verdiano di Aroldo, in arte Roro, per sempre con lei.

 

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