Encanto, sessantesimo film Disney diretto da Jared Bush, Byron Howard (Zootropolis) e Charise Castro Smith arriva la cinema il 24 novembre portando con sé tutte le atmosfere e il ritmo del coloratissimo Sud America. Con le strepitose canzoni di Lin-Manuel Miranda, Encanto è pronto a farvi ballare sulla poltrona ma anche a farvi riflettere come ogni film Disney sa fare.

I Madrigal sono una numerosa famiglia che vive immersa tra le montagne della Colombia in una “casita” magica, in una città vivace chiamata Encanto. La magia di Encanto ha donato a ogni bambino della famiglia un potere unico al raggiungimento della giusta età. A tutti tranne che a Mirabel. Quando la ragazza scopre che la magia che circonda Encanto è in pericolo, decide che lei, l’unica Madrigal ordinaria, può essere l’ultima speranza della sua straordinaria famiglia. Inizia così un viaggio all’interno della casita con lo scopo di “salvare il miracolo”… ma come si salva un miracolo?

EncantoEncanto è anticipato dal bellissimo cortometraggio animato “Lontano dall’albero”. Realizzato in due dimensioni, il corto ricorda la vecchia animazione Disney, in cui gli animali e l’emotività erano al centro della narrazione. La storia è quella di una famiglia di procioni che dovrà guardarsi le spalle da un pericolo incombente. In poco più di cinque minuti il corto riesce a trasportare nelle classiche atmosfere Disney, raccontando una breve storia semplice ma d’impatto sulla crescita e sull’importanza dei legami famigliari che poi si riverseranno in Encanto.

Se c’è una caratteristica che accomuna molti dei prodotti ambientati in Sud America è proprio il realismo magico, quel filone dalla letteratura che mediante l’utilizzo di aspetti magici e sovrannaturali (anche molto semplici, o solo accennati) tenta di spiegare la realtà, di cui Garcia Marquez e Isabelle Allende sono due dei massimi esponenti. Encanto fa proprio questo. Subito all’inizio del film viene spiegato come la magia abbia salvato la famiglia Madrigal da un tristissimo destino che purtroppo accomuna (nella realtà) molte famiglie del Sud America. Sempre la magia è arrivata in soccorso durante gli anni, dando ad ogni membro della famiglia un potere in grado di salvaguardare e aiutare la comunità. Tutti hanno un potere, un talento magico, tranne Mirabel. Ma è vero che chi non ha qualcosa di speciale non può riuscire in qualcosa di speciale? È questo l’interrogativo al quale Encanto tenta di dare una risposta.

Come molti dei prodotti provenienti dall’America Latina, anche Encanto è un racconto corale, in cui ogni voce, ogni personaggio, e qui ce ne sono ben dodici, è ben delineato, con delle caratteristiche riconoscibili capaci di renderlo unico. Classico Disney per la prima volta ambientato in Colombia, il film potrebbe ricordare Coco, ma i due prodotti non hanno nulla in comune se non la vivacità della messa in scena e la perfezione tecnica con la quale sono realizzati. Encanto è “un incanto” per gli occhi. Già dai primi secondi l’atmosfera è vivida e palpabile, i dettagli sono incredibili, dai costumi alle ambientazioni, fino alla caratteristiche fisiche di ogni personaggio: lentiggini, capelli ricci, occhiaie, il tutto reso in maniera più veritiera possibile. La casita, palcoscenico dell’azione è il micromondo in cui tutta l’azione si svolge. Meravigliosamente realizzata, dietro ad ogni porta si cela un altro mondo, un’altra storia che Mirabel osserva e descrive.

Oltre alla diversità nella rappresentazione, che mette in scena famiglie miste provenienti da diverse etnie, il punto di forza della pellicola sono le bellissime canzoni composte dal regista, attore e performer Lin-Manuel Miranda (Hamilton) che aveva già lavorato in Oceania per Disney. Dal sound latino e fortemente pop, tutte le canzoni sono delle vere e proprie hit, cantabili e soprattutto ballabili che si allontanano molto dalle “classiche canzoni Disney” come potevano essere quelle di Frozen. Pezzi come “We don’t talk about Bruno” o “Surface Pressure” canzoni dall’anima fortemente pop, potrebbero diventare con il tempo pezzi davvero iconici. I momenti musicali sono realizzati come dei veri videoclip in cui fotografia e regia sono spinte all’ennesima potenza. Tutta la parte orchestrale è invece affidata a Germaine Franco che aveva lavorato con Disney nella realizzazione della colonna sonora di Coco. Tra le voci originali sono presenti Stephanie Beatriz, nei panni di Mirabel e Diane Guerrero nei panni di sorella Isabela. Tra le voci italiane invece spiccano Alvaro Soler, Diana Del Bufalo e Luca Zingaretti nei panni dell’innominabile Zio Bruno.

Ancora una volta Disney racconta una storia priva di un antagonista vero e proprio, decisione presa dagli studios i quali vogliono soffermarsi più sulla scoperta si sé e della propria interiorità. In Encanto, pur mancando quella figura negativa, è negativa la situazione che ha portato la famiglia Madrigal alla scoperta della magia. Una scelta sicuramente azzeccata per questo tipo di storia che ha nella realtà molti più punti in comune di quanti se ne possano immaginare.

 

Encanto è un vero e proprio inno alla normalità e un bellissimo film d’animazione. Nonostante una repentina chiusura nel finale che smorza troppo in fretta l’entusiasmo creatosi fino a quel momento è il perfetto film che unisce brillantemente vivacità della messa in scena ad un trama profonda, strutturata e fortemente intima. Caratterizzato da momenti musicali iconici che vanno ad approfondire la trama e i vari personaggi, Encanto racconta l’importanza di appartenere ad una comunità, ad una famiglia, senza mai nascondere chi si è veramente. Costellato di personaggi mormorabili e assolutamente ben caratterizzati è impossibile non entrare in sintonia con almeno uno di loro, all’interno di quell’iconica Famiglia Madrigal.


Encanto arriva in tutti i cinema a partire dal 24 novembre. Ecco il trailer italiano del film:

RASSEGNA PANORAMICA
Encanto
8
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Classe 1995, laureato in critica cinematografica, trascorro il tempo tra un film, una episodio di una serie tv e le pagine di un romanzo. Datemi un playlist anni '80, una storia di Stephen King e un film di Wes Anderson e sarò felice.

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