La morte ha un piano per tutto, e questa volta lo porta avanti fin dagli anni ’60. La saga di Final Destination ha creato nel tempo un vero e proprio fandom – insieme anche a molti traumi – proprio perché il killer è inevitabile e colpisce chiunque. Tutto questo è merito di una casa di distribuzione: la New Line Cinema, oggi sotto Warner Bros, che oltre alla traumatica saga di Final Destination ha proposto anche la nota saga fantasy di successo Il Signore degli Anelli. Insieme a questa casa di produzione, torna anche la Domain Entertainment, che ha prodotto film come Wonka, Il colore viola del 2023 e Furiosa.
Tormentata da un violento incubo ricorrente, Stefanie torna a casa dal college per rintracciare l’unica persona in grado di interrompere un ciclo mortale che coinvolge i membri della sua famiglia e salvarli dalla macabra fine che inevitabilmente li attende.

Ma conosciamo meglio la carne da macello di Final Destination: Bloodlines, ovvero gli attori di questo film, perché si sa: alla fine non sono altro che morti che camminano (per la maggior parte), dato che la vera star è la morte e quanto questa può essere creativa e spiritosa. La protagonista di questo nuovo capitolo è Stefanie, interpretata da Kaitlyn Santa Juana, mentre tra i membri della famiglia spiccano soprattutto Anna Lore, che in ambito horror ha partecipato a They/Them, e Richard Harmon, già visto in ESP2. Da non dimenticare la figura della veggente, Iris, che sarà poi la nonna della famiglia: in versione giovane è interpretata da Brec Bassinger. Infine, Tony Todd ci regala una meravigliosa ultima performance nei panni di William Bludworth. La regia è affidata a Zach Lipovsky e Adam B. Stein, due registi noti per collaborare, come accaduto per Freaks del 2018 o per il live action di Kim Possible. Questo film, però, nasce da una profonda comprensione del tipo di saga che è Final Destination, che ha segnato un vero e proprio nuovo filone del genere horror, intrecciandosi con lo slasher, ma con un killer invisibile: la morte stessa. Per quanto possa non sembrare, Final Destination ha una componente comica mista all’horror, soprattutto nei primi capitoli della saga, perché – si sa – la morte ha tutto un suo senso dell’umorismo. La regia riesce quindi a unire perfettamente momenti di ilarità a momenti di puro gore, entrambi ben bilanciati in questo mortale equilibrio.

La sceneggiatura, firmata a quattro mani da Guy Busick e Lori Evans Taylor, è il vero colpo di genio del film: non tanto per la sorpresa, quanto per il modo in cui introduce qualcosa di nuovo. Infatti, è il primo capitolo che utilizza il concetto di famiglia all’interno di questo tipo di horror. Se prima i protagonisti erano un gruppo di amici o sconosciuti, il concetto di famiglia cambia completamente le dinamiche. Inoltre, il film risponde a varie domande rimaste in sospeso nella lore della saga, e a questo si aggiungono spettacolari scene di morte che omaggiano anche i vecchi capitoli, citando persino i poster dei film precedenti. Non tutte sono memorabili, ma dopo cinque film è comprensibile: anche per la morte, trovare un asso nella manica non è facile. Un film che non si prende troppo sul serio – proprio come i precedenti – ma che crea il giusto mix tra comicità e horror.
Una parte fondamentale di questi film è, da sempre, una sola: gli effetti speciali. In questo film non sempre sono perfetti, ma si possono considerare decisamente buoni nel contesto, soprattutto in alcune scene. Ad esempio, una sequenza iniziale in ascensore non convince del tutto. Così come funziona – e anche molto bene – la fotografia, che specialmente in sala rende particolarmente, esaltando le scene più impattanti e d’azione. Un aspetto fondamentale degli altri capitoli della saga è anche la musica, utilizzata nei momenti chiave della visione, come accade nel secondo film con Highway to Hell. Anche in questo nuovo capitolo la scelta musicale è azzeccata.

Tutta la saga di Final Destination ruota attorno a un tema profondamente comune: l’accettazione della morte, o il tentativo di sopravvivere a qualcosa che non si vede – a venti gelidi che soffiano nell’aria, a possibili segnali. In entrambi i casi, il manto nero della mietitrice avvolge tutti indistintamente. Si dice che una nuova vita, non prevista nel piano, possa cambiare l’andamento della morte… ma cosa succede se una donna riesce a fuggire dalla sua visione, a vivere, e a creare quindi una discendenza? La risposta è semplice: la morte ha più lavoro da fare… e per il pubblico, più divertimento. È così che una delle saghe più importanti degli anni 2000 è rimasta in piedi, tanto amata fino ad oggi, nonostante qualche caduta importante, come il quarto capitolo.
Final Destination: Bloodlines è in sala da domani con Warner Bros. a partire dal 15 maggio. Ecco il trailer del film:
















