Dopo vari leak, rumors e voci di corridoio in ambito videoludico sempre più insistenti, Bethesda Softworks lo scorso 22 aprile ha svelato ufficialmente The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, titolo affidato alle sapienti mani del team di sviluppo di Virtuos (Final Fantasy X/X-2 HD Remaster, Dark Souls, NieR: Automata, Age of Mythology: Retold), che tra l’altro sta rifinendo i lavori su un altro epico titolo del passato, niente che meno il remake di MGS3, Metal Gear Solid Delta: Snake Eater. Oltre ad aver svelato questa remaster, Xbox Game Studios però ha voluto fare un’altra grande sorpresa ai fan, rilasciando immediatamente il gioco su console e PC. Preso dall’enfasi di rivivere a distanza di 19 anni uno dei migliori action RPG di sempre, grazie ad un codice per PS5 fornito da labcom mi sono quindi gettato nuovamente nelle temibili lande di Tamriel.

Per chi non conoscesse il titolo in questione, uscito nel 2006, The Elder Scrolls IV: Oblivion fu un titolo assolutamente rivoluzionario, grazie alle tecnologie impiegate dal team di Todd Howard come il motore grafico Gamebryo, il motore Havok integrato per gestire la fisica del mondo virtuale e la Radiant A.I. capace di gestire ottimamente ed in modo credibile l’intelligenza artificiale dei vari NPC che popolavano il mondo di gioco. Oblivion infatti offriva un mondo di gioco vasto, ricco, longevo, con sidequest e ambientazioni meravigliose, tantissime interazioni con miriadi di NPC in grado di avere le loro routine quotidiane e permetteva al giocatore una libertà di scelta e approccio assolutamente incredibile.
Come l’originale, una volta creato il nostro personaggio e distribuito i primi punti abilità, ci ritroveremo nelle segrete della città imperiale, chiusi in un’angusta cella. Qui faremo la conoscenza dell’Imperatore Uriel Septim VII, scortato dalle sue guardie di fiducia, le Blade, nel tentativo disperato di fuggire attraverso i sotterranei della Città Imperiale. Il nostro protagonista si unirà alla difesa dell’imperatore, anche se qualcosa ahimè andrà storto. Uriel in fin di vita vede in noi l’unica speranza per questo mondo e consegnandoci l’Amuleto dei Re ci rivela di trovare il suo ultimogenito, unico erede al trono ed in grado di riaccendere i Fuochi del Drago, impedendo così l’apertura dei cancelli di Oblivion. Inizia così l’epica avventura che ci porterà a divenire il grande Eroe di Kvatch.
Molto più di una semplice remaster
Bando alle ciance, il lavoro di Virtuos su questo titolo si sente ed è bello pesante, dove il team di sviluppo è andato ben oltre alla semplice rimasterizzazione, apportando molteplici migliorie tecniche e grafiche. Per esempio una delle scelte che subito balzano all’occhio fin dalla prima cutscene è il completo restyling grafico del gioco, che a dirla tutta si avvicina molto di più ad un remake, che ad una semplice remaster. Utilizzando difatti il motore grafico Unreal Engine 5, Virtuos è andata a ricreare completamente ogni aspetto visivo, aggiungendo nuove animazioni per il sistema di combattimento, nuovi modelli, un’interfaccia rivisitata e corretta ed un menu riaggiornato.
Inoltre il team di sviluppo ha anche rivisitato il sistema di progressione, che ora risulta più profondo, il sistema di illuminazione che appare più immersivo ed offre una vegetazione più ricca, scorci di luce suggestivi ed effetti particellari e volumetrici più avanzati che offrono condizioni atmosferiche molto più realistiche. A giovare di tutto ciò ci sono anche le ombre, gli angoli bui, l’espressioni facciali dei personaggi e le sincronizzazioni del labiale, completamente rivisitati e migliorati notevolmente. A migliorare l’esperienza di gioco troviamo anche tutto quello che concerne il comparto sonoro, anch’esso rivisitato e che vede nuovi suoni ambientali ed un immersione nella vegetazione e nel mondo di Tamriel molto più coinvolgente.

Anche le conversazioni sono state completamente rivisitate e doppiate, aggiungendo nuove linee di dialogo e migliorando quelle vecchie, grazie ad un nuovo cast di doppiaggio più grande del precedente. Virtuos ha anche rimasterizzato e riarrangiato tutta la fantastica colonna sonora del gioco, che se era già epica nel 2006, ora risalta ancora di più con questa remaster, dove tracce come “Reign of the Septims”, “Bloodlust” e “Bloody Blades” composte originariamente da Jeremy Soule fanno venire la pelle d’oca fin dal primo riascolto.
Se sul versante grafico Virtuos ha svolto un gran lavoro, il team di Singapore non lo è stato da meno anche sul gameplay, dove i miglioramenti sono stati parecchi ed anche incisivi. Infatti il team di Singapore, che ha voluto comunque rimanere il più fedele all’opera originale (giustamente), ha comunque preso tutto l’ottimo pacchetto offerto originariamente dal titolo di Bethesda e ne ha migliorato tanti aspetti. A partire dalle animazioni, completamente ridisegnate sia nei movimenti, sia quelle inerenti ai colpi ricevuti e dati ai nemici. Inoltre troviamo aggiunto anche lo scatto e migliorato il sistema d’uso dei grimaldelli, che sono due aspetti che ho gradito particolarmente e soprattutto molto duttili durante l’avventura.
Virtuos inoltre ha reso gli scontri fisici più avvincenti e reali, che ora risultano maggiormente fluidi e d’impatto, con diversi feedback pad alla mano in base all’arma che utilizzeremo. Per esempio ora si noterà maggiormente la differenza quando utilizzeremo uno spadone pesante, un pugnale o scoccheremo una freccia con l’arco. Anche le magie sono state rinnovate e tra l’altro semplificate, con nuovi effetti visivi che ne risaltano l’utilizzo e sono veramente belli da vedere. Tra le varie migliorie ho particolarmente gradito tutto il lavoro svolto sui menù e la mappa di gioco, dove i primi sono stati alleggeriti e migliorati, dove ora risultano più leggibili ed intuitivi. Idem per quanto riguarda la mappa di gioco, ora in HD e interattiva grazie all’utilizzo di segnalini, viaggi rapidi ecc…

Uno degli aspetti più spigolosi del gioco originale era assolutamente il sistema di livellamento, che anche in questo caso ha visto delle modifiche di non poco conto su questa remaster. Ora infatti ogni volta che andremo livellare il nostro personaggio, potremo distribuire in totale libertà 12 punti attributo su tre abilità a nostra scelta tra: Forza, Intelligenza, Volontà, Agilità, Velocità, Costituzione, Personalità e Fortuna. Finalmente ci troveremo con un sistema di scaling maggiormente bilanciato e meno deficitario, che prima invece obbligava il giocatore a scelte predefinite sui punti attributo assegnati, dandoci modo di costruire delle build più duttili e secondo le nostre preferenze. Detto ciò, il sistema di scaling si presenta ancora con qualche problematiche non del tutto risolte nelle difficoltà maggiori, dove i nemici talvolta sono bilanciati male a sfavore del giocatore, risultando troppo forti nei nostri confronti.
Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e difatti comunque alcune problematiche sussistono ancora a distanza di 20 anni. Giustamente come ogni titolo di Bethesda, i bug sono parte integrante di questa produzione, rimasti tra l’altro gli stessi di un tempo e che spesso e volentieri aldilà di tutto riusciranno a strappare un sorriso. Capiterà spesso vedere nemici intersecarsi, volare, pattinare come se fossero su un segway, incastrarsi in angoli o vedere la telecamera impazzire improvvisamente. Nulla di nuovo insomma, ma d’altronde farebbe pure strano vedere un Elder Scrolls senza bug.
Meno piacevoli però sono invece alcuni glitch in determinate missioni secondarie o i crash continui, che durante la mia esperienza su PS5 Pro, sono capitati molto spesso. Ad ogni modo il salvataggio automatico (che salverà molto spesso devo dire) ci verrà in soccorso, perdendo veramente poco dei nostri progressi raggiunti fino a quel momento. Problemi infine anche per i sottotitoli in lingua nostrana, che talvolta sono completamente assenti durante i vari discorsi, tra cui alcuni fondamentali e inerenti alla campagna principale. Ad ogni modo credo che Virtuos nel corso dei mesi correggerà parecchia roba con patch, quindi nulla di veramente irreparabile.
Virtuos si conferma una garanzia
A conti fatti il prodotto confezionato da Virtuos e Bethesda è sicuramente rivolto principalmente verso i fan della saga, dove si sente l’amore e la passione profusa verso questo progetto. Il team di Singapore infatti ha voluto migliorare molti aspetti di un titolo uscito vent’anni fa, ma cercando di rimanere il più fedele e rispettosi verso un’opera che in termini di scrittura ed intrattenimento non ha nulla da invidiare a tantissimi giochi moderni. Graze alle migliorie grafiche (veramente ottime) e di gameplay Virtuos è riuscita a ringiovanire parecchio e dare nuova linfa vitale ad un titolo che ad oggi ne necessitava assolutamente, cosa che a mio avviso potrebbe anche avvicinare e far conoscere la saga ai gamer più giovani.
Nonostante i famosi bug onnipresenti nei titoli targati Bethesda, The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è un gioco che va assolutamente giocato o rigiocato, un titolo capace di riuscire ad intrattenere dalle 30 alle 180 ore di gioco, che comprendono una bellissima storia, tantissime chicche tra le tante e belle missioni secondarie ed anche le due grandi espansioni: Knights of the Nine e Shivering Isles. Insomma, in caso non l’abbiate mai giocato, Oblivion è un titolo che mi sentivo già di consigliare nella sua forma originale, figuriamoci ora che ne è uscita una versione completamente nuova, fresca e dinamica.
Inoltre questa remaster è disponibile ad un prezzo di lancio accattivante di 54,99 euro su console (e li vale tutti) e addirittura gratis per i tutti i possessori di Xbox Game Pass. Ergo, il mio consiglio è quello di recuperare questa gemma videoludica il prima possibile, sia se siete soprattutto fan della saga e del genere, sia anche se solamente incuriositi dal titolo di Bethesda. Virtuos alla fine della fiera si riconferma una garanzia come team di sviluppo e sono convinto che continuando su questa strada sarà in grado di stupirmi anche con i suoi futuri progetti.
The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Project xCloud, GeForce Now e Microsoft Windows.
















