Secondo dopoguerra. Scienziati nazisti. Stati Uniti d’America. Poco ma sicuro, Hunters di Amazon Prime non sarà esattamente lo show più family friendly del 2020. Nonostante ciò, la produttrice Nikki Toscano ha voluto specificare che, in qualche modo, la famiglia ha un posto importante nel cuore dello show. “Hunters è una lettera d’amore nei confronti della nonna del creatore David Weil, la quale è sopravvissuta all’Olocausto”.
“David ha deciso di dare vita alla serie perché ormai aveva raggiunto la consapevolezza che l’ultima generazione di sopravvissuti a quell’orribile pagina di storia sta pian piano scomparendo. Lo show, dunque, nasce con l’intento di fissare tutto quanto ulteriormente nella memoria collettiva”, ha detto la produttrice.
Non a caso, infatti, una buona metà di Hunters affonda le sue radici nei fatti storici realmente accaduti. Man mano che la serie va avanti, i flashback permettono allo spettatore di vedere con i propri occhi i troppo reali orrori che gli ebrei hanno dovuto subire durante la Seconda Guerra Mondiale, insieme a tutte quelle minoranze considerate inferiori dal regime nazista.
Per quel che riguarda il resto della storia, effettivamente può sembrare assurdo che nel 1977 un sopravvissuto ebreo ed il suo amico abbiano realmente braccato i nazisti in America, impedendo la nascita del Quarto Reich. Tuttavia, si potrebbe rimanere meravigliati nello scoprire quanto di questo show trovi poi un vero riscontro con i fatti reali.
L’Operazione Paperclip
Nonostante i fatti specifici raccontati nella serie tv siano fittizi e romanzati, i fuggitivi nazisti si nascondevano per davvero in America negli anni Settanta. Se la maggior parte, circa 9000, volarono in Sud America dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti accolsero più di 1600 tedeschi tra scienziati, ingegneri e tecnici. Questo per conto di una missione segreta chiamata Operazione Paperclip.
Il Presidente Truman autorizzò la cosa sulla base della convinzione che la Russia avrebbe usato i suoi esperti contro gli USA, se gli americani non avessero fatto affidamento sui nazisti in questo caso. Nel libro The Nazis Next Door un reporter d’inchiesta chiamato Eric Lichtbau parla di come centinaia di nazisti furono portati nel paese americano con l’obiettivo di farne delle spie su cui contare durante la Guerra Fredda.
Lichtbau specificava che i fascicoli di questi nazisti venivano cancellati dalla CIA in cambio dei loro servizi. “Le informazioni su di loro venivano fatte sparire. Principalmente perché avevano capito [alla CIA, ndr] che tutti quelli che si trovavano ai livelli più alti del regime nazista non avrebbero mai passato i controlli sull’immigrazione. Sostanzialmente veniva eliminato moltissimo materiale dai loro documenti che poteva ricondurre al loro passato nazista”.
Esattamente come in Hunters, la meta preferita dei nazisti era proprio New York. Valeva lo stesso per Boļeslavs Maikovskis, un collaboratore lettone che si stabilì nello stato di New York e lì vi rimase per 36 anni a partire dal 1950. Famoso è anche Wernher von Braun, anch’egli all’interno dell’Operazione Paperclip, uno scienziato missilistico che ha aiutato la NASA a vincere la corsa verso lo spazio con la Russia.
Chiaramente, nel mondo reale il Quarto Reich non è mai esistito e probabilmente non c’è mai stata l’intenzione di farne nascere uno. Anche perché non ci sono documenti a testimonianza di eventuali cospirazioni dei fuggitivi nazisti dell’Operazione Paperclip ai danni degli Stati Uniti, ma tuttavia potrebbe essere che dei veri e propri “cacciatori” abbiano stroncato sul nascere qualsiasi intenzione del genere.
I Nazi-Hunter

Dato per assodato che molti dei responsabili degli orrori perpetrati dalla Germania siano riusciti ad evitare le punizioni dopo la resa tedesca, non dovrebbe meravigliare che la gente abbia chiesto a gran voce di intervenire in tal senso durante il secondo dopoguerra.
Uno dei gruppi più di rilievo ad adoperarsi è stato quello conosciuto come Nakam. Guidato da Abba Kovner, si tratta di circa 50 sopravvissuti all’Olocausto che ha cercato innanzitutto vendetta, arrivando anche ad avvelenare i prigionieri nazisti che si trovavano a Norimberga. Il gruppo, però, è pian piano scomparso quando si è reso conto di aver fallito nel rincorrere i propri obiettivi.
I cacciatori non-violenti di nazisti hanno dedicato la loro vita a questa causa, come ha fatto Simon Wiesenthal: si tratta di un uomo che è sopravvissuto a cinque campi di concentramento ed ha cercato di ottenere giustizia per centinaia di crimini di guerra a New York City. La sua organizzazione per i diritti umani degli ebrei, il Simon Wiesenthal Centre, è nata nel 1977, lo stesso anno in cui si svolge Hunters, ed è possibile che l’uomo abbia ispirato il personaggio interpretato da Al Pacino.
Nel 1979, il Dipartimento di Giustizia americano si è unita ufficialmente alle indagini, scoprendo numerosi nazisti e collaboratori tedeschi che si nascondevano letteralmente dappertutto. Fondamentali furono gli aiuti ricevuti da avvocati, investigatori e storici americani.
Se da un lato il tempo ha portato via la maggior parte delle persone che ha commesso quelle atrocità in tempo di guerra contro gli ebrei, dall’altro lato è importantissimo che quelle stesse atrocità siano ricordate per sempre, insieme alle testimonianze delle vittime. Ed è proprio questo il motivo per cui David Weil ha creato Hunters: per rendere più vivo che mai il ricordo di sua nonna.
Sara Weil

Dopo esser sopravvissuta agli orrori di Auschwitz e Bergen-Belsen, la nonna di David Weil, Sara, ha messo su famiglia con le sue sole forze. Anche se non ha combattuto contro i nazisti nella stesa maniera in cui lo fa la nonna di Jonah durante Hunters, la signora Weil ha passato la sua intera esistenza a trasmettere messaggi importanti per aiutare a prevenire che situazioni e desolazioni del genere possano ripresentarsi.
David Weil ha spiegato perché raccontare questa storia fosse così importante per lui: “Mia nonna mi ha sempre raccontato storie della sua esperienza in guerra, mentre crescevo. Questi racconti hanno ispirato non solo questo show, ma tutta quanta la mia vita. C’erano davvero tantissime emozioni. Non conoscevo mio nonno, che è stato anche lui un sopravvissuto. Scrivere, dunque, il personaggio di Meyer Offerman è stato, in un certo senso, incontrare per la prima volta mio nonno. Si è trattato di qualcosa di bello e molto potente al contempo”.
Tra l’altro, alcune scene in particolare si ricollegano direttamente alle esperienze personali di Weil con sua nonna: “La scena della zuppa di pollo nel primo episodio è molto personale. In un contesto simile io e mia nonna abbiamo avuto la maggior parte delle nostre conversazioni, e lì mi sentivo sicuro ed a casa. Ho sentito molto la responsabilità di rappresentarla, ma anche di raccontare la verità sull’Olocausto, sulle sue vittime e sui suoi sopravvissuti”.
La maggior parte dell’azione e dei combattimenti dello show sono stati ideati da zero da Weil, ma sia la tragica storia dell’Olocausto ed i momenti più intimi e personali sono stati ispirati da fatti veri e ricordi personali.
La Toscano ha poi concluso la sua intervista dicendo: “Raccontare questa storia ci ha permesso aprire una finestra sulle atrocità commesse durante la Guerra e ci ha permesso di portare il pubblico ad affacciarvisi. Perché solo quando ci confrontiamo con simili crimini e ne siamo consapevoli allora possiamo evitare che accadano di nuovo. Credo che David pensasse questo e credo che è ciò che cerca di fare uno show come Hunters”.
Hunters è ora disponibile su Amazon Prime Video.
Fonte: Digital Spy

















