Due uomini del tutto normali, due cognati per la precisione, trovano il cadavere di un mafioso assassinato nella sua vasca da bagno. I due, nel tentativo di eliminare ogni traccia della loro presenza sul luogo del delitto, finiscono irrimediabilmente e scioccamente incastrati in una ragnatela più grande di loro stessi; fatta di tradimenti in seno alla cosca mafiosa e delicate indagini di polizia. In questo già particolare intreccio s’inseriscono poi anche le relazioni sentimentali che coinvolgono la vita dei nostri due protagonisti, costretti a ricorrere ad espedienti assolutamente divertenti e surreali per venire a capo della matassa nella quale sono goffamente scivolati. Messa così, ci rendiamo conto anche noi che sembra la trama del nuovo film dei fratelli Joel ed Ethan Coen, ma in realtà, quella qui sopra brevemente descritta è invece a grandi linee la trama dell’ultimo lavoro di Ficarra e Picone: Incastrati.

Incastrati è la prima serie tv realizzata dal duo comico palermitano Ficarra e Picone e segna l’importante collaborazione tra i comici e il colosso dello streaming internazionale Netflix. La serie, infatti, sarà disponibile proprio su Netflix a partire dal 1° gennaio del 2022.
Nel cast, insieme ai protagonisti anche: Anna Favella, Marianna Di Martino, Domenico Centamore, Tony Sperandeo e Sergio Friscia.

La trama della divertente crime story di Incastrati si sviluppa nei sei episodi di cui è composta la prima stagione ed è a nostro avviso, una degli elementi migliori della serie stessa (insieme probabilmente alle musiche, che col motivetto principale e la sigla di The Touch of the Killer risultano davvero orecchiabili!). Fin dal primo episodio, lo spettatore può facilmente rimanere piuttosto coinvolto dal mistero nel quale i protagonisti s’imbattono, e la risoluzione dello stesso – per quanto secondaria nell’economia generale di una serie che comunque è, ma soprattutto vuole essere principalmente comica – potrebbe risultare già da sola una buona attrattiva per il pubblico. La comicità però è il punto su cui invece la serie decide di puntare davvero e quella è la solita del duo siciliano, con battute che vertono quasi sempre sul rapporto tra i due e sulle peculiarità dell’uno e dell’altro, come l’ossessione per le serie tv di Salvo o la claustrofobia di Valentino.

Per Incastrati Ficarra e Picone non tornano solamente davanti alle telecamere, ma firmano, come spesso accade per i loro lavori, anche sceneggiatura e regia. E proprio nel confronto con alcuni precedenti produzioni del duo che Incastrati esce purtroppo ridimensionato.

Per quanto possano piacere o meno – e a noi in redazione piacciono tanto – i film di Ficarra e Picone hanno da sempre avuto un’evidente necessità narrativa alle spalle del lavoro di scrittura, necessità quest’ultima che ha permesso loro di raccontare storie estremamente divertenti, e con dei più o meno grandi messaggi per il pubblico come: Nati stanchi, Il 7 e l’8, La matassa, ma anche i più recenti: L’ora legale e Il primo Natale. Dietro Incastrati però, ci spiace notare che non sembra esserci alcuna necessità narrativa e anzi, la serie c’è sembrata piuttosto fine a sé stessa e incapace di raccontare una storia che potesse andare oltre la semplice immediatezza del racconto per esprimere un messaggio di qualunque tipo allo spettatore.

Insomma, il concetto è che Incastrati fa ridere sì (poco in realtà considerate le capacità dei due protagonisti) ma non lascia nulla alla fine della visione. Una serie che, per citare uno dei suoi personaggi ricorrenti: ci lascia il dolce delle risate e l’amaro dell’inconcludenza nella quale finisce. Visto il successo che probabilmente la serie riscuoterà presso il grande pubblico, restiamo fiduciosi in una seconda stagione più sostanziosa e divertente.


Incastrati, la nuova serie Netflix di Ficarra e Picone, è ora disponibile sulla piattaforma di streaming. Di seguito il trailer ufficiale:

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