Durante del Lucca Comics & Games 2023, grazie a Panini Comics, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro con CB Cebulski nella splendida cornice di Foodmetti.

Durante l’intervista l’editor in chief della Marvel Comics ci ha parlato dei suoi 7 anni a capo del comparto creativo della Casa delle Idee, del neonato Ultimate Universe e della strada che lo ha portato al comando della casa editrice più famosa del mondo. Di seguito la nostra intervista completa a CB Cebulski:


CB Bentornato a Lucca e benvenuto su RedCapes

CB Cebulski: Grazie mille, sono contento di essere tornato!

Abbiamo appena finito di mangiare la pasta e fagioli che hai cucinato a Foodmetti ed era molto buona, sei proprio un cuoco provetto!

CB Cebulski: Grazie mille, è la prima volta che faccio una sessione di Live Cooking ma in realtà è tutto merito dello chef, io stavo solo li a parlare e a mescolare nella pentola (Ride)

Ormai sono 7 anni che sei l’Editor in Chief della Marvel Comics, come funziona il tuo lavoro e qual’è il tuo impatto sull’universo Marvel?

CB Cebulski: Oh cavolo, questa è una domanda complessa (Ride) Sai, non è semplice spiegare esattamente cosa fa un Editor in Chief ed è anche un lavoro che cambia in base a chi lo svolge, ma se devo essere onesto in realtà cambia di anno in anno, almeno per me.
Il mio obbiettivo finale, anche se dovrei dire l’obbiettivo finale del mio ruolo è come quello del capitano di un squadra di Football o di Baseball: sta a me guidare la squadra alle giuste decisioni e quella squadra è composta dagli Editor e dai personaggi che popolano l’universo Marvel (Ride).

Perciò la mia squadra composta dai ventuno editor che lavorano da noi e dagli ottomila, o quelli che sono, personaggi che popolano l’universo Marvel, e quindi il discorso è fare quello che è giusto per tutti quanti. Ma se devo riassumere il tutto, direi che il mio lavoro è fare in modo che ogni fumetto che esce diverta i fan, aggiunga qualcosa alla storia e alla continuity dell’universo Marvel e che semplicemente piaccia alla gente, questo è il mio obbiettivo finale. Sai, alla fin fine, i fumetti dovrebbero essere divertenti e spesso ce lo dimentichiamo e il mio lavoro è quello di ricordarlo ai lettori. Non è un lavoro facile, sopratutto in questo periodo in cui il mondo è in una delle sue fasi più oscure e continua a peggiorare, infatti sarebbe è quasi meglio restarsene offline per evitare di leggere un sacco di cose spiacevoli (ride).

Il mio lavoro era diverso prima del covid, durante il covid e adesso dopo il covid più per quel che riguarda la parte interna del lavoro per come lavorativa, come organizziamo le cose, come ci scambiamo i file, come parliamo con i fumettisti e sceneggiatori e via dicendo, ma se devo essere sincero, amo il mio lavoro e non mi piace prendermi giorni di ferie.

La Marvel è ormai in vita da 84 anni, che sfida deve affrontare un editor in chief per tenere vivo, attivo e sempre interessante un universo dove sostanzialmente si è già scritto tutto?

CB Cebulski: Penso che il lavoro, non solo dell’edito in chief ma del team editoriale e dei team creativi in generale sia di trovare il giusto bilanciamento tra il rimanere rispettosi del passato dei personaggi e il farli andare avanti con nuove storie.
Una cosa che diciamo sempre in Marvel è “Ogni fumetto nella tua collezione deve contare! Non puoi cancellarli! Non puoi ignorare 80 anni di storie!”.

Ogni tanto arrivano degli scrittori che vogliono cambiare completamente qualcosa ma la risposta da parte nostra è “No, ogni cosa che è successa prima deve contare” ed è per questo motivo che abbiamo riportato l’Universo Ultimate, per raccontare storie diverse. D’altro canto però non ci dobbiamo dimenticare che abbiamo anche il compito di portare nuovi lettori a leggere i nostri fumetti e quindi non possiamo continuare a raccontare sempre le stesse cose, dobbiamo rispettare ma non rimanere troppo legati al passato.
Ci possono essere dei cambiamenti, va benissimo rompere i nostri giocattoli pur rimanendo rispettosi dei personaggi con cui stiamo giocando da 80 anni. Il motivo per cui la Marvel è sopravvissuta per così tanti anni è proprio il fatto di sapersi sempre rinnovare, i personaggi sono sempre gli stessi ma fanno cose diverse.

L’altra cosa che cerco sempre di ricordare al mio team è che i fumetti sono per tutti quindi dobbiamo fare fumetti per tutti. Detto questo sono ben conscio che a non tutti i fumetti che facciamo piaceranno ai fan, anche a me a volte non piacciono alcuni i fumetti che facciamo, ma sono orgoglioso di ogni singolo fumetto che esce per la Marvel. Per esempio a me potrebbe non piacermi un fumetto, ma magari quel fumetto non è fatto per me, magari è fatto per mia nipote o per mia moglie o per i miei amici che non hanno mai letto un fumetto Marvel che magari dopo averlo fatto si appassioneranno.

Queste tue parole, giustissime, mi fanno tornare alla mente quando Donny Cates e Ryan Ottley erano diventati il nuovo team creativo della serie di Hulk ed entrambi rimasero spiazzati dall’insurrezione dei fan della testata perchè si passava da un fumetto Horror e molto Dark ad una serie più caciarona e supereroistica. Quasi come se la loro run avrebbe la legacy del personaggio veniva rovinata, quando in realtà sulla storica e bellissima serie di Peter David il personaggio di Hulk ha avuto ogni tipo di storia da quelle più dark a quelle più leggere e supereroistiche.

CB Cebulski: Tra l’altro questi cambiamenti drastici di toni ci sono sempre stati, solo che una volta non c’era internet a ricordarci ogni singolo cambiamento. Per esempio, quando ero giovane ero un grandissimo fan di Chris Claremont e John Byrne sugli X-Men e quando John lasciò la testata arrivò Paul Smith, poi John Romita Jr. e via dicendo tutti gli autori che si sono susseguiti e ricordo ancora che andando in fumetteria sentivo gente dire “Questi disegni fanno schifo, rivoglio quello che c’era prima!” queste lamentele ci sono sempre state! Il discorso però non cambia, rispetto a quanto dicevamo prima: i fumetti sono fatti per tutti ma non è detto che quel fumetto sia dedicato per forza a te, magari c’è qualcuno che lo apprezzerà a differenza tua e va bene così.

E parlando di come mantenere l’universo Marvel vivo e delle molte decisioni che prendi, qui a Lucca Panini Comics pubblica il primo volume di “Ultimate Invasion”, che segna il grande rinascita dell’Universo Ultimate, ci puoi dire come è nata l’idea di riportare questo universo? Come si differenzierà dall’universo Marvel Classico? Ricordo che il vecchio universo Ultimate inizialmente era stato rivoluzionario e poi pian piano l’universo Marvel Classico ha iniziato un percorso di “Ultimatizzazione”, passami il temine, e l’universo Ultimate originale era poi finito in disgrazia.

CB Cebulski: Prima di tutto ci tengo a dire che questo non è il ritorno dell’Ultimate Universe che conoscevamo, ma è un nuovo e differente Ultimate Universe. In secondo luogo anche questa risposta sarà lunga (Ride).

Sai, sono passati 20 anni dalla nascita dell’Universo Ultimate originale e questo ed entrambi sono uno specchio del tempo in cui sono nati. In quello originale, che hanno architettato Bendis, Bagley, Millar e Hitch, i personaggi più o meno erano gli stessi dell’universo 616 con delle leggere variazioni come le età, l’etnia, la backstory ma le origini erano più o meno le stesse. L’idea alla base era fare qualcosa di diverso da quello creato originalmente da Stan Lee chiedendosi “Come sarebbe l’universo Marvel se fosse stato creato negli anni 2000?” ma rimanendo comunque saldi a quello che era l’universo Marvel originale dando comunque un’idea di qualcosa di familiare.

In questo nuovo Universo Ultimate invece, senza anticipare nulla ai lettori italiani, perchè ci saranno delle grandi sorprese e prende forma in maniera molto differente. Il primo Universo Ultimate nasceva nel periodo Post 11 Settembre mentre questo nasce venti anni dopo in un mondo completamente diverso, un mondo Post Covid-19 diciamo. Quindi vedrete cambiamenti molto grossi e sarà completamente diverso dall’Universo Ultimate originale e molto diverso dall’universo Marvel classico. I personaggi saranno di base gli stessi ma saranno anche totalmente diversi e inizieranno il loro percorso in una maniera completamente diversa.

Infatti vedendo le previews di Ultimate Spiderman di Jonathan Hickman e Marco Checchetto la mia mente è esplosa. Non vedo l’ora di leggere la serie!

CB Cebulski: Esatto, è completamente diverso da qualsiasi cosa abbiate letto prima e vi dirò, era già un po’ di tempo che volevamo riportare l’Ultimate Universe, ogni tanto saltava fuori qualcuno con un’idea su come riproporlo ma poi per un motivo o per l’altro faceva un passo indietro, credo che l’ultimo sia stato Donny Cates. Donny aveva delle fantastiche idee su cosa fare con l’Ultimate Universe, come ce le ha Jonathan Hickman, come ce le hanno altri scrittori, gli editor e via dicendo. Ma alla fine il tutto si è realizzato perchè Hickman ha detto “Ok, ho tempo e voglio fare questa cosa” e ha proposto l’idea che ora vedrete su Ultimate Invasion che poi porterà a tutto quello che accadrà d’ora in poi. Ogni serie sarà strettamente legata al suo, o ai suoi, creatori.

L’impressione è quasi come se questo Ultime Universe sia più una serie di progetti più vicini alle grapich novel autoriali più che ad un universo fumettistico condiviso classico.

CB Cebulski: In un certo senso sì, ma ci saranno delle interconnessioni tra tutte le serie come vedrete in futuro. Penso che la serie che stupirà i lettori più di tutte sarà…pensandoci che ogni serie stupirà i lettori, ma quella per cui nessuno è pronto sarà Ultimate Black Panther.

In redazione stavamo proprio parlando di questo l’altro giorno. Se si vanno a guardare i titoli attuali ci sono Ultimate Spiderman di Hickman e Checchetto che è già imperdibile, Peach Momoko sugli X-men imperdibile anche quello, ma forse la serie con meno hype sulla carta è proprio Ultimate Black Panther.

CB Cebulski: Vero. Il nome della testata sarà Ultimate Black Panther ma conterrà molti più elementi dell’universo Marvel di quanto il pubblico si aspetta. Se guardate bene la copertina vedrete nel design delle armature e nella simbologia sullo sfondo ci sono che il pubblico non ha ancora notato e che farà dire “Aspetta ma quella è la versione Ultimate di…”

Io ero un grande fan dell’universo Ultimate originale, come ti dicevo in precedenza era partito fortissimo ed era estremamente interessante, ma più passava il tempo e più la spirale discendente in cui era finito lo a portato ad essere un progetto che poi è stato abbandonato a se stesso fino ad una morte molto sottotono e nel silenzio più totale. Questo Universo Ultimate invece parte veramente con tutti i migliori auspici e sembra veramente fantastico!

CB Cebulski: Esattamente e spero che ti piaccia! 

È anche molto interessante la scelta dei team creativi e i vari stili dei disegnatori che ci saranno nelle serie.

CB Cebulski: Vero e ci saranno pure due artisti italiani ai disegni (Ride)

Tornando indietro nel tempo, nei primi anni 2000 hai lavorato con Brian Smith alla creazione del Marvel Mangaverse, come è nata l’idea di entrare in un mercato fumettistico così diverso da quello americano? Come si sono approcciati gli autori giapponesi come Tsutomu Nihei al modo americano di fare fumetto?

CB Cebulski: Allora, l’idea del Marvel Mangaverse era stata totalmente un’idea di Brian Smith, noi eravamo semplicemente amici e a qual tempo io lavoravo per una casa editrice di Manga. Perciò quando Brian ebbe questa idea mi disse “Ehi, potresti venire qui in Marvel e parlarci un po’ dei manga e degli anime?”, quindi la paternità di quel mondo è tutta sua e di Ben Dunn, io sono solo stato chiamato per dare dei consigli e poi sono stato abbastanza fortunato dal poter scrivere anche uno di quei libri, perciò voglio dire che tutti i meriti sono loro e anche di Tom Brevoort.

Per quel che riguarda il lavorare con i disegnatori giapponesi direi che ce ne erano due tipi nei primi anni 2000: Quelli che volevano lavorare su prodotti legati alla continuity come Kia Asamiya che ha lavorato con Chuck Austen sugli X-Men o Sana Takeda che ha lavorato con Brian Reed su Miss Marvel e poi c’erano quelli che preferivano fare progetti personali perchè non capivano come funzionavano i fumetti Marvel ed è così che sono nati fumetti come “Wolverine Snikt!” di Nihei sensei. Di base a quei tempi ero io che approcciavo disegnatori che erano miei amici o di cui ero fan che avevano una mentalità lavorativa più internazionale e che avevano il tempo e la voglia di partecipare a questo tipo di progetto

A proposito di talent scouting, tu per anni sei stato un talent scout in Marvel, cosa ti colpisce di un disegnatore? e quali consigli daresti ad un disegnatore che sogna di lavorare in Marvel?

CB Cebulski: (Ride) Potrei parlare per ore anche di questo, ma sarò breve (Ride) C’è un vecchio detto che dice “Devi essere veloce, devi essere gentile e devi essere bravo. E se sei due di queste tre cose puoi avere un lavoro nell’industria del fumetto!”, ma i tempi sono cambiati. Al momento ci sono due cose su cui ci focalizziamo, la prima è lo stile e la seconda è lo storytelling. Lo storytelling è l’elemento più importante, cioè il modo in cui racconti la storia di vignetta in vignetta, di pagina in pagina e saperlo fare in maniera diversa dagli altri. È un po’ quello che facciamo noi editor quando pianifichiamo le storilyne, bisogna saper mantenere lo stile classico perché un fumetto si legge sempre nella stessa maniera ma anche trovare il modo di renderlo interessante.

Non bisogna fare le stesse cose che facevano Jack Kirby, John Byrne o Steve Mcniven, loro avevano il loro modo originale e interessante di raccontare le cose, bisogna trovare il proprio modo di raccontarle che ti porti al livello successivo. Quindi la capacità di essere un buono storyteller è la parte principale per essere un disegnatore di fumetti e come consiglio dico sempre di non guardare solo fumetti, bisogna guardare alla vita di tutti i giorni, guardare i film, leggere libri, uscire di casa. I fumetti sono basati sul mondo reale, i fumetti Marvel in particolare, bisogna disegna i fumetti basandosi sul mondo reale non il mondo reale basandosi sui fumetti. E poi non può mancare l’originalità, tutti quanti copiano qualcuno quando iniziano, ma bisogna trovare anche la propria voce e il proprio stile, bisogna ad un certo punto tirare un solco profondo sulla linea tra ciò che ti ispira e ciò a cui aspiri. E se c’è un posto dove non devo fare fatica a spiegare questa cosa è proprio l’Italia perchè con tutta l’educazione artistica che c’è in qui ai disegnatori italiani viene facile capire queste cose. L’anno scorso qui a Lucca ho trovato ben cinque disegnatori, è il numero più altro che ho mai trovato in una portfolio review in giro per il mondo! Domani inizierò le portfolio review di quest’anno e spero di trovarne altri!

CB, siamo quasi arrivati alla fine della nostra chiaccherata quindi come ultima domanda vorrei parlare dell’universo Marvel Classico. In questo momento le storie Marvel stanno vivendo un’epoca di grandi cambiamenti, Krakoa sta cadendo, Matt Murdock ha cambiato vita dopo la fantastica storia di Zdarky e Checchetto, Hulk sta vivendo una nuova fase con le storie di Johnson, cosa dobbiamo aspettarci nel futuro della Marvel?

CB Cebulski: Allora, per tutti i fan di Spiderman che ci stanno leggendo, voglio essere chiaro: Peter e Mary Jane non torneranno assieme (Ride). I fan si arrabbiano tutti tantissimo quando dico questa cosa (Ride). Però voglio però dirvi che vi voglio bene, adoro Mary Jane ma credo sia arrivato il momento di lasciare che Peter viva la sua vita (Ride).
Tornando sulla domanda hai detto bene, è un momento di grosso cambiamento per tutti nell’universo Marvel ed è una cosa voluta, ci piace sempre rimescolare le carte in tavola ed è un lavoro che facciamo anche tramite la collaborazione dei vari team creativi che lavorano assieme e stanno progettando dei cambiamenti molto grossi.

Ma la cosa che però non cambierà mai è che l’universo Marvel rimarrà sempre quello che è sempre stato: un universo fatto dai personaggi che conosciamo e che amiamo, che combattono per ciò che è giusto, che aspirano e ispirano ad essere migliori e con cui i lettori, di qualsiasi età, etnia o vissuto, possano connettersi per ritrovarci il lato giusto delle cose e per capire cosa vuol dire essere un eroe di fronte alle avversità. Penso che questo sia qualcosa di cui tutti abbiamo un po’ bisogno nelle nostre vite in questi tempi bui. Alla fine di tutto penso che la parola d’ordine sia: Divertimento. I cambiamenti ci saranno sempre, i cambiamenti ci sono ogni volta che arriva un nuovo team creativo su una testata e non c’è nulla di sbagliato in questa cosa. Quando ero un bambino ho sempre amato quando gli Avengers cambiavano formazione, cavolo, vi ricordato cosa è successo quando Jim Lee è arrivato sugli X-Men? E sono finiti nello spazio a combattere gli Shiar? Ogni volta che ci sono dei cambiamenti succede sempre qualcosa di figo! Ma alla fine, fino a che i personaggi rimarranno fedeli a quello che sono sempre stati, fino a che noi scrittori e fumettisti avremo rispetto per chi sono stati, per le loro relazioni passate e sopratutto rispetteremo quanto i nostri lettori sono disposti a per seguire quei personaggi e comprendere le loro storie penso che il lavoro mio e del mio team sia ben fatto e spero di continuare a fare bei fumetti e intrattenere i fan in tutto il mondo per gli anni a venire.

CB è stato una bellissima intervista piena di informazioni, grazie mille per aver risposto alle nostre domande e alla prossima.

CB Cebulski: Grazie a voi, è stato un piacere.

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