L’11 febbraio arriva su NetflixInventing Anna”, nuova miniserie firmata da una delle regine tra gli showrunner americani: Shonda Rhimes. Dopo Bridgerton (in arrivo una seconda stagione sempre su Netflix), l’attenzione si sposta su un caso di cronaca reale che ha visto la sua conclusione solo un anno fa. Abbiamo visto la serie in anteprima e questo è il nostro parere no spoiler.

Basata sull’articolo “How Anna Delvey Tricked New York’s Party People” del magazine “New York”, scritto da Jessica Pressler, la serie segue la vicende di Anna Sorokin (Julia Garner) che, arrivata dalla Germania a New York nel 2013, si spaccia per una ricca ereditiera col nome di Anna Delvey, riuscendo ad entrare nel giro di ricchi e famosi dai quali sottrarre soldi per aprire un club esclusivo. La sua storia sarà portata a galla dalla giornalista Vivian (Anna Chlumsky) che piano piano riesce a scoperchiare il caso.

Miniserie in nove puntate Inventing Anna è prodotta da Netflix e dalla stessa Shondaland, casa di produzione di Shonda Rhimes, mamma di Bridgerton ma anche di serie come: Grey’s Anatomy, Scandal e Le Regole del Delitto Perfetto. Molto simile per impostazione alle vecchie e storiche produzioni di Shonda, è basata sull’articolo “How Anna Delevy Tricked New York’s Party People” (QUI) che ha portato alla luce l’intero mondo di truffe dietro alla sedicente Anna Delvey. La serie con un abile lavoro di flashback e flashforward scava nel passato della ragazza mettendo a confronto il suo passato e il suo presente in un continuo gioco di gatto e topo tra lei e la reporter Vivian, divisa tra il duro lavoro e la sua vita famigliare non proprio rosea.

Se c’è un aspetto che la nuova serie di Rhimes riesce a non tralasciare, è certamente  la sua capacità di scavare nella vita dei suoi personaggi, proponendo un ensemble ben assortito ma anche ben analizzato. Per essere una miniserie di questo genere, gli episodi sono però eccessivamente lunghi (quasi tutti superano l’ora di durata), caratteristica che appesantisce inutilmente la narrazione che sarebbe potuta essere molto più fluida e quindi più facilmente fruibile, specialmente su una piattaforma come Netflix. Ogni puntata raccoglie un punto di vista differente di ogni personalità entrata in contatto con Anna, mostra i retroscena degli incontri e i momenti in cui avviene il fattaccio. Alcune storyline sono sicuramente più interessanti di altre. C’è da dire che la vicenda è un caso di cronaca talmente tanto cinematografico e rocambolesco che meritava di essere raccontato, magari con una mano registica diversa, meno seriosa e più giocosa.

Tutti coloro abituati alle serie prodotte da Shonda Rhimes potranno ritrovare qualche vecchio volto ma anche eccellenti novità come le due stesse protagoniste. Julia Garner si sta affermando sempre di più come un’attrice davvero capace e camaleontica. Dopo il successo con Ozark sembrerebbe essere in trattative per interpretare un biopc sulla superstar Madonna, vestendo proprio i panni della giovane Ciccone. Perfettamente calata nella parte anche Anna Chlumsky, che interpreta la reporter Vivien costantemente divisa tra il lavoro e la vita di coppia in attesa di una bambina e di un marito che sembra non voler capire il suo interessamento alla storia e la sua dedizione al mestiere di reporter.

Inventing Anna è una miniserie che racconta un caso di cronaca fortemente cinematografico e radicalizzato nel presente che meritava di essere trasposto su schermo. Con una narrazione eccessivamente appesantita dalla lunghezza degli episodi e un’impostazione troppo seria per il tipo di storia raccontata, risulta eccessivamente montata e poco rocambolesca nonostante le vicende narrate. La firma di Shonda Rhimes è visibile già dalla prime battute e tutti gli affezionati dei vecchi prodotti della mamma di Grey’s Anatomy e Scandal non potranno non notare delle affinità con le serie appena nominate.


Inventing Anna arriva su Netflix a partire dall’11 febbraio. Ecco il trailer italiano della serie:

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