L’Isola dei ricordi (Forgotten Island) è un film che fa del movimento e dell’imprevedibilità i suoi punti di forza: procede a una velocità sorprendente, mescolando riferimenti cinematografici diversi senza risultare mai semplicemente derivativo. La regia è affidata a Joel Crawford e Januel Mercado, che tornano a collaborare con DreamWorks dopo il successo di critica e di pubblico ottenuto con Il gatto con gli stivali 2: L’ultimo desiderio (2022).

Jo e Raissa, amiche inseparabili fin dall’infanzia, trascorrono la loro ultima notte insieme prima di intraprendere strade diverse. Un misterioso portale le conduce a Nakali, un’isola fantastica popolata dalle creature mitologiche delle storie delle loro famiglie filippine. Affiancate dal pasticcione Raww e da un gruppo di nuovi alleati, dovranno affrontare la temibile Manananggal e trovare la via di casa. Ma il ritorno ha un prezzo terribile: sacrificare per sempre i ricordi della loro amicizia.

A rendere il nuovo film DreamWorks particolarmente interessante è soprattutto la sua libertà creativa. L’estetica, un mix di punk, anime giapponese e animazione classica, le prospettive volutamente deformate e un’animazione capace di cambiare continuamente registro contribuiscono a creare un’esperienza visiva estremamente originale e divertente. Il 3D dialoga con il linguaggio degli anime con inserti in 2D, e ogni scelta sembra nascere dalla voglia di sperimentare. Il risultato è un film pieno di idee e di passione per il cinema, che riesce a mantenere al centro della storia i suoi protagonisti. Ma dietro questa esplosione di colori, idee e sperimentazione c’è anche un cuore che pulsante. Al centro del film ci sono infatti l’amicizia e la crescita, ma soprattutto il difficile percorso della perdita: imparare ad accettare un lutto, fare i conti con ciò che non può essere cambiato e, infine, trovare la forza di andare avanti. È proprio questa componente a dare profondità a un film che, sotto la sua superficie folle e scatenata, parla di sentimenti molto universali.

Siamo nelle Filippine, alla fine degli anni ’80. Jo e Raissa si conoscono da piccole mentre si ritrovano entrambe davanti alla porta del preside in attesa di un rimprovero. Quello che sembra un incontro del tutto casuale diventa presto qualcosa di molto più importante: le due ragazze finiscono per diventare inseparabili e condividono ogni momento libero, unite anche dalla fascinazione per i racconti della nonna di Jo su Nakali, l’“isola dimenticata”. Un luogo misterioso e incantato, popolato da demoni, folletti, sirene e spiriti guardiani della natura, che poco alla volta diventa anche uno spazio tutto loro, capace di rafforzare un’amicizia destinata a essere messa alla prova dagli inevitabili cambiamenti della crescita.

L’influenza dei registi Crawford e Mercado è evidente soprattutto nella rappresentazione della cattiva Manananggal, una sorta di strega vampira con zanne e artigli, capace di dividersi in due quando necessario. Uno degli aspetti più interessanti del film è il modo in cui il folklore filippino viene portato all’interno della storia. Le creature che abitano Nakali non sono semplici elementi decorativi, ma hanno un ruolo preciso nella vicenda e contribuiscono a rendere l’isola un luogo davvero vivo e imprevedibile. Tra spiriti degli alberi, sirene e strane creature come Batiba, Mermahn e Re Truffle Wuffle, il film gioca spesso sul contrasto tra l’aspetto dei personaggi e il loro comportamento, dando vita a figure buffe, sorprendenti e mai banali. È anche grazie a loro che Nakali riesce a trasmettere quella sensazione di meraviglia e di scoperta che accompagna tutta l’avventura.

Dal punto di vista visivo, L’Isola dei ricordi è un vero e proprio mix di stili e influenze. Il film unisce elementi della cultura filippina a un’estetica pop che richiama gli anni ’80 e ’90, creando un mondo colorato e pieno di dettagli. Anche l’animazione cambia continuamente: si passa da soluzioni che ricordano gli anime a texture ispirate allo stop-motion, il tutto inserito in ambientazioni tridimensionali e accompagnato da un montaggio molto dinamico. È un insieme di scelte che contribuisce a rendere il film ancora più movimentato e imprevedibile.

Con L’Isola dei ricordi, Joel Crawford e Januel Mercado tornano a lavorare insieme per DreamWorks dopo il successo di Il gatto con gli stivali: L’ultimo desiderio (2022), accolto positivamente da pubblico e critica e candidato all’Oscar come miglior film d’animazione. Questa volta i due registi si cimentano con una storia molto diversa, che lascia grande spazio alla fantasia e alle emozioni dei suoi protagonisti. Con un ritmo sempre vivace, una buona dose di comicità e un’animazione che mescola tecniche e stili diversi, il film racconta una storia che parla soprattutto di amicizia, ricordi e perdita. Un’avventura pensata per un pubblico giovane ma capace di parlare anche a un pubblico adulto.


Il nuovo film DreamWorks L’Isola dei ricordi è nelle sale dal 25 settembre, distribuito da Universal Pictures Italia, di seguito il trailer ufficiale:

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